Liverpool, qualcosa è cambiato: terza sconfitta nelle ultime 4 partite

Premier League
Paolo Ciarravano

Paolo Ciarravano

Il 2-0 subito contro il Chelsea rappresenta il terzo ko nelle ultime 4 gare per il Liverpool. Una situazione a cui i super campioni di Klopp non erano più abituati. Contro il Bournemouth i Reds devono ripartire, anche perché mercoledì ad Anfield arriva l’Atletico Madrid

Il sapore della sconfitta, probabilmente, il Liverpool non lo ricordava neppure. Campione d’Europa. Campione del Mondo. Campione d’Inghilterra in pectore, con un vantaggio abissale sul Manchester City di Guardiola. Imbattibile e imbattuto, almeno in Premier League, e a caccia di record. Solo due sconfitte in stagione fino a due settimane fa: quella - comunque rimediabile - in casa del Napoli il 17 settembre nel girone di Champions e quella in Coppa di Lega in casa dell’Aston Villa il 17 dicembre arrivata schierando una squadra di ragazzini per la concomitanza con il Mondiale per club.

 

Poi, di colpo, qualcosa è cambiato. Nella notte del Wanda Metropolitano la prima inquietante avvisaglia. Perdere 1-0 in casa dell’Atletico Madrid ci può stare, ma incassare la sconfitta senza far registrare neppure un tiro nello specchio della porta non è da Liverpool, non è da Klopp. In Champions con il tedesco in panchina era successo solo un’altra volta l’anno scorso contro il Napoli.

 

Contro il West Ham in campionato era tornato il successo. Ma senza brillare ed essendo costretti da rimontare dal 2-1. In casa del Watford, poi, il tracollo: un 3-0 pesante, inatteso e clamoroso nelle proporzioni, ma assolutamente meritato. “Dei record mi interessa poco. Il guaio è che abbiamo giocato male”, aveva detto Klopp dopo la partita. Difficile dargli torto. Ma in un solo colpo il Liverpool aveva perso la possibilità di togliere al City di Guardiola il record di vittorie consecutive nella massima divisione del calcio inglese (18) e dopo 44 risultati utili consecutivi si è fermato a 5 partite di distanza dal leggendario record degli Invincibili di Wenger che nel 2004 arrivarono a 49.

 

La sconfitta di Stamford Bridge in FA Cup ha ulteriormente aggravato la situazione. Innanzitutto ha reso impossibile replicare il mitico treble (Campionato, Champions Legue, FA Cup nella stessa stagione) riuscito al leggendario Manchester United di Sir Alex Ferguson nel 1999, per la gioia irrefrenabile – sui social e non solo – dei tifosi dei Red Devils.

 

Ma soprattutto per la prima volta ha dato l’immagine di un Liverpool fragile in fase difensiva e improvvisamente incapace di fare gol. I Reds non perdevano due partite consecutive da 14 mesi (contro Manchester City e Wolves nel gennaio 2019) e non restavano per due partite di fila senza segnare dal febbraio del 2019.

 

Dalla formazione titolare contro il Chelsea mancavano Alisson, Alexander-Arnold, Henderson, Wynaldum, Salah e Firmino. Ma in campo c’era comunque una folta rappresentanza del Liverpool vero: Van Dijk, Robertson, Fabinho, Manè. Come vera – e dolorosa – è stata questa sconfitta. Contro il Bournemouth sabato bisogna ripartire anche perché mercoledì prossimo ad Anfield arriva l’Atletico Madrid.

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