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Klopp: "Il Liverpool merita di vincere, ma è anche vero che ci sono cose più importanti"

Premier League

Il manager del Liverpool si è espresso sullo stop della Premier League: "Siamo in testa alla classifica dalla seconda giornata, meritiamo di vincere il titolo. Qualcuno si chiede come sia possibile parlare di calcio mentre la gente muore, ma come tante altre branchie dell'economia anche il calcio deve organizzarsi per affrontare il futuro"

CORONAVIRUS, GLI AGGIORNAMENTI

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Erano i primi di marzo quando Jurgen Klopp, nel corso di una conferenza stampa, si rifiutò di esprimersi sul coronavirus dicendo che "le opinioni della gente famosa non contano". Al manager dei Reds non piace invadere campi in cui non si ritiene competente e non ha mai voluto parlare della pandemia, seppur affrontando il tema con molta serietà quando è dovuto scendere in campo (ad Anfield contro l'Atletico Madrid, nella notte di Champions prima che scattasse il lockdown).

 

Lo stop della Premier League con il suo Liverpool lanciatissimo verso la conquista del titolo lo ha però portato a fare una considerazione, alla luce della ripresa del calcio tedesco, che è stata ripresa nel corso dell'appuntamento quotidiano "Eurocalcio show", su Sky Sport24. Klopp ha parlato così: "Il Liverpool è primo in classifica dalla seconda giornata e siamo primi in tutte le classifiche stilate, compresa quella dei punti raccolti in casa e in trasferta. Insomma, meritiamo di vincere il titolo, poi ovviamente qualcuno può dire che non bisogna parlare di calcio, che in questo momento ci sono cose più importanti ed è vero, come è vero che anche il resto merita attenzione. Per essere chiari: adesso bisogna risolvere la crisi della pandemia, senza però dimenticare che per tante persone ci sono altre cose che restano importanti, dobbiamo capire che parlarne non significa metterle sullo stesso piano della soluzione del problema del coronavirus. Noi ce la stiamo mettendo tutta per farci trovare pronti, qualcuno si chiede come sia possibile parlare di calcio mentre la gente muore, ma non lo sta facendo nessuno, però come tante altre branchie dell'economia anche il calcio deve organizzarsi per affrontare il futuro.