Pochettino: "Mourinho al mio posto sulla panchina del Tottenham? Sono felice, lo stimo"

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L'ex allenatore del Tottenham torna sull'arrivo di Mou al suo posto sulla panchina degli Spurs: "Qualcuno diceva che avrei potuto sostituirlo anni fa al Real, ora è lui che ha rilevato me. Sono felice, c'è grande stima tra noi". E sui modelli: "Non è il numero di titoli a fare di un allenatore un vincente. Pensate a Ranieri, ha vinto con il Leicester quando era quasi a fine carriera"

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Quello tra Mauricio Pochettino e José Mourinho è un rapporto speciale, fatto di tanta stima. A confermarlo è l'ex allenatore del Tottenham intervistato dal Guardian. Pochettino ha commentato l'arrivo di Mou al suo posto sulla panchina degli Spurs nello scorso novembre: "Ci conosciamo da molto tempo e sono felice che sia stato lui a sostituirmi. Sono felice di aver lasciato il club nelle sue mani, sono felice che mi abbia sostituito e che José abbia trovato una società con le migliori strutture del mondo". Con un retroscena: "Quando Mourinho era al Real Madrid mi dissi: forse un giorno potrò prendere il suo posto. La vita però è imprevedibile ed è stato lui a prendere il mio posto al Tottenham. Incredibile, eh?".

"Mou mi regalò vino e due completi del Real per i miei figli"

Nel corso dell'intervista Pochettino è tornato ai suoi giorni all'Espanyol, quando era alla prima esperienza da allenatore, e Mourinho guidava il Real Madrid. Alla vigilia di una partita contro i blancos, la stampa chiese all'allenatore argentino se avrebbe potuto allenare il Real in futuro. "Io risposi che era complicato e che i miei bambini dormivano ogni notte con il pigiama dell'Espanyol, quindi che cambiare sarebbe stato difficile" la versione di Pochettino. Che ricorda un aneddoto del giorno dopo quelle dichiarazioni: "All'arrivo allo stadio Mourinho mi accolse con una bella bottiglia di vino rosso francese e due completi del Real Madrid. Mi disse che erano per i miei bambini, un gesto che mi stupì. Da allora siamo rimasti in ottimi rapporti".

"Allenatori vincenti? Ranieri l'esempio da seguire"

L'allenatore argentino ha anche commentato il fatto di essere giudicato in base al numero di titoli vinti, con una bacheca personale sin qui vuota: "Alex Ferguson e Michael Jordan non hanno vinto campionati fino alla loro settima stagione rispettivamente al Manchester United e ai Chicago Bulls - ricorda Pochettino - pensate a Claudio Ranieri: ha vinto il suo primo titolo a Leicester quando era quasi alla fine della sua carriera. La gente può dire che non era un allenatore di successo ma di fatto lo è. Gli allenatori non si valutano solo in base ai titoli che vincono, ma anche per motivazioni e capacità di scegliere il progetto giusto". Impossibile non ricordare la finale di Champions League persa il 2 giugno 2019 contro il Liverpool: "Abbiamo giocato meglio di loro ma in finale conta vincere - il suo pensiero - noi abbiamo concesso un errore dopo 30 secondi ed è cambiato tutto. Dimenticare quella delusione è difficile".

"In Argentina ho rivisto Maradona e Batistuta"

Intervistato da Sky Sports, Pochettino ha anche spiegato come ha trascorso i mesi liberi da novembre fino al lockdown: "La prima cosa che ho fatto è stato tornare in Argentina. Ho trascorso 10 giorni lì vedendo i miei genitori e la mia famiglia, che non vedevo da cinque anni. Poi ho visto un pò di calcio in Argentina, ho incontrato Diego Maradona e Gabriel Batistuta: è stato un momento fantastico. Poi sono andato in Qatar a guardare la Coppa del Mondo per club, e poi di nuovo in Inghilterra". Il legame con il Tottenham resta però molto solido: "Ho accettato la scelta del club, sono una persona che conserva i bei ricordi e mette quelli cattivi nel cestino. La relazione con gli Spurs continuerà per sempre, il rapporto con il club, con il presidente Daniel Levy, giocatori e tifosi resta stupendo. Nessuno voleva che finisse, ma doveva succedere. Ma negli anni in Inghilterra ho capito una cosa su tutte: se vuoi vincere la Champions League e la Premier League o competere per entrambi gli obiettivi, devi essere creativo, intelligente e avere una filosofia diversa dagli altri"

"Futuro in Premier. Calcio più responsabile dopo Covid"

Dopo l'addio al Tottenham Pochettino ha continuato a vivere a Londra: "Mi sento spesso con Unai Emery, che è stato licenziato dall'Arsenal 10 giorni dopo il mio addio con il Tottenham". Le idee sul futuro sono chiare: "Mi piacerebbe continuare ad allenare in Inghilterra, la mia famiglia si è stabilizzata qui" ricorda al Guardian. Suo figlio minore, Maurizio, che ha compiuto 19 anni a marzo, gioca da esterno offensivo nell'Academy degli Spurs. "Penso ancora che la Premier League sia il miglior campionato al mondo" è la certezza di Pochettino. Che guarda al calcio dopo il coronavirus: "Vivremo un'era completamente diversa ma non possiamo fermare la vita. E non solo, abbiamo una responsabilità nei confronti della società. Dobbiamo essere coraggiosi ora e affrontare la situazione. Il calcio è felicità per tante persone, vedere una partita anche se solo in tv  è qualcosa in grado di dare energia".

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