Milan-Napoli, le chiavi tattiche della sfida

Serie A

Federico Aquè

Carlo Ancelotti deve trovare la miglior combinazione a centrocampo per sostituire Allan, non convocato, mentre per i rossoneri sarà fondamentale riuscire ad avanzare con ordine contro il pressing azzurro

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Dopo aver battuto 2-1 la Lazio, il calendario mette di fronte al Napoli un’altra pretendente al quarto posto: il Milan, che attualmente occupa proprio l’ultima posizione utile a qualificarsi in Champions League. Con un margine di sicurezza di 14 punti sul quinto posto della Roma, e la Juventus distante 9 punti, il campionato della squadra di Carlo Ancelotti resta sospeso tra il quasi certo raggiungimento della qualificazione in Champions League e le minime velleità di tenere aperta la lotta scudetto, visto il rendimento eccezionale della Juve.

Arrivato a metà campionato, il Napoli non sembra quindi avere grosse pressioni, se non quella di consolidare il secondo posto, mentre il Milan è impegnato in una lotta che si preannuncia lunga e complicata, considerata la quantità di squadre che si stanno giocando il quarto posto. I punti in palio a San Siro, insomma, sembrano più pesanti per la squadra di Gennaro Gattuso che per gli azzurri.

Quale centrocampo schiererà il Napoli

La vittoria contro la Lazio nell’ultima giornata ha mostrato innanzitutto la profondità della rosa del Napoli, capace di far fronte alle assenze di giocatori fondamentali come Koulibaly, Allan, Hamsik e Insigne. Contro il Milan dovrebbero rientrare Koulibaly e Insigne, mentre è più incerta la situazione di Hamsik, che ha recuperato dall’infortunio ma potrebbe iniziare dalla panchina. Allan, invece, è stato escluso dai convocati dopo una settimana in cui si è parlato molto di una sua possibile cessione al Paris Saint-Germain. «Non lo convoco, ma resta qui», ha assicurato Ancelotti in conferenza stampa.

Senza Allan, che all’andata aveva giocato una grandissima partita sia dal punto di vista difensivo che della creatività, il centrocampo del Napoli perde in forza fisica e nella capacità di recuperare la palla, aspetto in cui il brasiliano è tra i migliori giocatori del campionato. Il più indicato ad aggiungere fisicità al centrocampo azzurro è Diawara, teoricamente il sostituto di Hamsik, ma che potrebbe giocare in coppia con lo slovacco o con Fabián Ruiz, come ha fatto contro la Lazio. Diawara sarebbe l’equilibratore che permette ai compagni di alzarsi e giocare tra le linee come prevede l’ormai collaudato sistema fluido di Ancelotti. La manovra del Napoli poggia infatti sulle combinazioni interne tra centrocampo e trequarti, e Diawara potrebbe occuparsi di stabilizzare le transizioni a palla persa, oltre a garantire buona qualità nei passaggi dietro il centrocampo avversario.

Qui ad esempio un recupero di Diawara crea un’occasione per il Milik dopo il palo colpito da Fabián Ruiz.

In alternativa Ancelotti potrebbe scegliere un centrocampo ancora più tecnico schierando contemporaneamente Hamsik, Zielinski e Fabian Ruiz. In quel caso il Napoli punterebbe a dominare il possesso spostando la partita nella metà campo del Milan, manipolando a proprio vantaggio l’atteggiamento difensivo della squadra di Gattuso, che solitamente aspetta a centrocampo prima di pressare, prendendosi però maggiori rischi nel caso in cui il palleggio risultasse impreciso e permettesse ai rossoneri di ripartire.

Che attacco sceglierà il Milan

Per il Milan è la prima partita dopo l’ufficialità delle operazioni che hanno portato Higuaín al Chelsea e Piatek a vestire la maglia rossonera. Gattuso sembra intenzionato a inserire l’ex Genoa in modo graduale, facendolo partire dalla panchina. Almeno inizialmente, quindi, Piatek non dovrebbe incrociare l’altro attaccante polacco della partita, Milik, che sta attraversando un momento di forma strepitoso: 7 gol nelle ultime 6 presenze in campionato.

Il titolare al centro del tridente offensivo del Milan dovrebbe dunque essere Cutrone, che senza l’ingombrante presenza di Higuaín potrebbe avere l’occasione di imporsi come attaccante titolare. Nelle ultime partite Gattuso è tornato al 4-3-3 inserendo da subito Paquetá come mezzala ed è difficile ipotizzare un cambiamento per far giocare insieme Piatek e Cutrone. Anche se hanno caratteristiche diverse, entrambi sono attaccanti specializzati nella finalizzazione ma poco portati a manovrare lontano dalla porta. Toccare i meccanismi consolidati del 4-3-3 per farli giocare insieme potrebbe insomma non essere conveniente: il Milan occuperebbe meglio gli ultimi metri, ma perderebbe qualità nel palleggio, rendendo ancora più difficile creare occasioni pulite per gli attaccanti.

È una considerazione che vale a maggior ragione contro il Napoli, che in Serie A è la squadra che recupera più palloni nei primi 60 metri: riuscire a risalire il campo con ordine aggirando il pressing degli azzurri è forse l’aspetto più delicato della partita del Milan. All’andata i rossoneri avevano risolto il problema con i cambi di gioco a isolare Suso contro Mário Rui, decisivi nelle azioni dei due gol di Bonaventura e Calabria.

Biglia trova Suso, che controlla e dà l’assist a Calabria.

Dove si deciderà la partita

Al San Paolo il Milan era passato in vantaggio per 2-0 ma aveva faticato ad avanzare palleggiando, finendo per isolare Higuaín, all’esordio con la maglia rossonera. I due gol erano infatti arrivati sugli unici due tiri in porta della partita e alla fine il Napoli, che era stato decisamente più pericoloso, era riuscito a ribaltare il risultato vincendo 3-2.

Stavolta la squadra di Gattuso dovrà dare qualcosa in più, e non solo perché mancherà Biglia, che all’andata aveva propiziato i due gol con i due cambi di gioco verso Suso. Adesso davanti alla difesa si è imposto Bakayoko, che ha caratteristiche diverse da Biglia e nel suo repertorio non ha quel tipo di lanci. A occuparsi di arrivare velocemente nei pressi dell’area avversaria potrebbe essere Calhanoglu, che invece è uno specialista di verticalizzazioni e cambi di gioco. Il turco dovrebbe però partire da esterno offensivo, con il rientrante Kessié e Paquetà a completare il centrocampo a tre con Bakayoko. «Il modulo per ora non si cambia», ha detto Gattuso in conferenza stampa, aggiungendo di aspettarsi molto da Paquetá. Il centrocampista brasiliano sarà in effetti importante per aiutare il Milan a superare la pressione della squadra di Ancelotti, per come riesce a conservare il possesso e a dare continuità al palleggio.

Nelle ultime stagioni il Napoli è stato uno degli avversari più complicati per i rossoneri, che non vincono da un 2-0 firmato da Ménez e Bonaventura alla fine del 2014, raccogliendo appena 2 pareggi e 6 sconfitte nei successivi otto incroci. Nel girone d’andata di questo campionato il Milan ha perso contro le prime tre in classifica e, delle tre squadre che la seguono più da vicino, ha battuto solo la Roma. Invertire la tendenza a partire dalla sfida col Napoli sarebbe un ottimo modo per rafforzare le ambizioni di trovarsi al quarto posto anche alla fine del campionato.

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