Juve, De Ligt: "La mia svolta dopo l'Atletico. Sarri mi ha messo a dieta? Follia"

Serie A

Il difensore olandese traccia un primo bilancio dell'esperienza italiana: "Dovevo inserirmi gradualmente, i piani sono cambiati per l’infortunio di Chiellini. Dopo la partita contro l’Atletico Madrid ho iniziato a entrare in campo con fiducia. All'inizio ero molto preoccupato di non commettere errori"

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"All’inizio ero molto preoccupato di non commettere errori, avevo molta attenzione addosso, non avevo mai giocato così. Ora ho capito che la lezione più importante che ho imparato alla Juventus è che devi avere fiducia in te stesso". Parola di Matthijs De Ligt, difensore olandese arrivato in estate in bianconero dall'Ajax. Dopo le prime sette partite ufficiali giocate agli ordini di Maurizio Sarri, il centrale 20enne ha tracciato un bilancio dei primi passi nel calcio italiano.

"La svolta dopo la partita contro l'Atletico Madrid"

Titolare cinque volte in campionato e nelle due partite giocate in Champions League. Proprio nell'esordio nella massima competizione europea per club con la maglia della Juve, sul campo dell'Atletico Madrid, De Ligt individua la svolta stagionale: "Dopo la partita contro l’Atletico mi sono detto: questo non sono io, non sono il giocatore che conosco. Così ho riordinato le idee e ho iniziato a entrare in campo con fiducia". Oggi il 20enne si sta facendo spazio nel mondo Juventus anche più rapidamente rispetto ai piani societari: "L’idea della società era quella di inserirmi gradualmente tra i titolari – spiega dal ritiro della nazionale olandese al sito Nu.nl - poi i piani sono cambiati a causa dell’infortunio di Chiellini. La Juventus aveva due grandi difensori come Bonucci e Chiellini, avevo tutto il tempo per adattarmi tranquillamente. È andata diversamente e questa per me è una grande sfida". Da vivere con consapevolezza dei propri mezzi e capacità di assorbire le critiche: "Fanno parte della vita di un difensore. Domenica contro l'Inter avrei preferito non causare il rigore ma alla fine abbiamo vinto, ed è questo che conta. Non ho sentito il contatto con la palla, ho sentito che mi ha preso il costato, ecco perché ho chiesto la VAR, ma l’arbitro ha visto e ha deciso che era rigore. E non ho potuto fare altro che accettarlo. Io so quello che faccio bene e quello che faccio male. Ogni giocatore che va in una nuova squadra dovrebbe avere il tempo di ambientarsi". Anche alle voci da smentire: "Sarri mi avrebbe messo a dieta? Questa è una storia davvero folle, ma non mi sorprendo più di niente".

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