Serie A, le migliori giocate della 12^ giornata

Serie A

Emanuele Atturo e Marco D'Ottavi

©Getty

L'assist di Nainggolan per Joao Pedro, una un momento di particolare bellezza all'interno di una prestazione impressionante, un lancio classico di Insigne a trovare il compagno dietro la difesa avversaria e altri grandi colpi dall'ultimo turno di campionato

La giornata di Serie A appena conclusa ha cristallizzato, forse definitivamente, le gerarchie del campionato. Le vittorie di Juventus e Inter, contro Milan e Verona, hanno solcato una distanza di ormai 7 punti dal terzo posto, occupato da Lazio e Cagliari. La squadra di Maran è forse l’unica squadra che sta riuscendo a emanciparsi dalla sua condizione, battendo platealmente la Fiorentina e fornendo la fetta più grande di spettacolo di questa giornata. Una giornata in cui le giocate migliori sono arrivate proprio dalle partite che meno ci aspettavamo, come la preziosa veronica di Malinovskyi e il filtrante d’esterno di Caprari nella grigia Sampdoria-Atalanta o l’incredibile doppia parata di Sirigu nella vittoria roboante del Torino in casa del Brescia. Confermando la ricchezza tecnica della Serie A in un momento in cui le squadre sembrano non avere sufficientemente coraggio per provare a rivoluzionare i copioni scritti in estate. 

L’assist di Nainggolan per Joao Pedro

 

Quella di Nainggolan ieri contro la Fiorentina è stata una delle prestazioni individuali più impressionanti della stagione. Se non vi basta il senso di dominio in ogni frangente del gioco che il “Ninja” ha trasmesso, ci sono 3 assist e un gol. Nainggolan in pratica è entrato in 4 dei 5 gol del Cagliari e l’algoritmo di Whoscored gli dà un vertiginoso 9.6. È stato difficile scegliere una singola giocata: l’assist per il primo gol è bellissimo ed è il ricamo più luminoso di un’azione fulminante; il gol segnato è assurdo, con un tiro scagliato quasi da fermo, da una posizione intricata, quasi per pura rabbia. Quest’azione però è puro Nainggolan, a partire dalla palla strappata agli avversari. A volte si capisce da come corre che Nainggolan recupererà palla di sicuro, che non può andare diversamente. Il belga percorre la fascia centrale del campo con una ferocia persino eccessiva, indica con enfasi a Simeone di allargarsi, come se dal suo movimento dipendesse la vita o la morte del Cagliari, e quando ha ancora il braccio teso la dà d’esterno per Joao Pedro.

 

Bentornato Ninja.

Il lancio di Insigne per Mertens

 

Il Napoli sta affrontando uno dei periodi più bui degli ultimi anni, una crisi sia in campo che fuori. Contro il Genoa è arrivata la quarta partita senza gol del campionato e la squadra fatica a finalizzare quello che crea

 

Insigne, da leader tecnico e capitano della squadra, è uno dei giocatori più criticati e ultimamente le sue prestazioni non sono state di certo sui suoi livelli. Tuttavia la facilità di calcio e la visione di gioco gli permettono di creare occasioni dal nulla, spesso in maniera spettacolare (i primi venti minuti contro l’Atalanta sono un po’ un manifesto in questo senso). La precisione con cui, dopo essersi aggiustato il pallone, riesce a servire Mertens tra i due difensori del Genoa è millimetrica. Il lancio che fa è molto più difficile di quello che sembra, perché quando Mertens parte è già vicino all’area di rigore, quindi Insigne deve calibrare il lancio per farlo cadere nello spazio tra la linea difensiva e Radu. 

La doppia parata di Sirigu

Oggi il dibattito sul grande portiere italiano si è spostato su Donnarumma e Meret, dopo essere rimasto bloccato vent’anni su Buffon, saltando Sirigu e la sua generazione. Sirigu, tornato nel 2017 in Italia dopo 6 stagioni tra Francia e Spagna, sembrava in fase calante dopo aver perso il posto da titolare nel Paris Saint-Germain. Invece è accaduto esattamente il contrario: da quando è tornato in Italia, migliora a ogni partita.

 

Quest’anno è il portiere che effettua più parate per 90 minuti, 4.5, e i suoi interventi spesso sono stati decisivi per il Torino. Questa doppia parata su Aye prima e su Spalek poi è arrivata a inizio secondo con i granata avanti per 2-0, un momento in cui prendere gol avrebbe potuto cambiare l’inerzia del match. Sirigu non è un portiere spettacolare o particolarmente moderno, ma non si fa quasi mai trovare impreparato. Qui ad esempio la posizione del corpo sul primo tiro è perfetta e gli consente di intervenire senza scomporsi troppo, riuscendo poi a rialzarsi velocemente e - d’istinto - deviare con il braccio sinistro la seconda conclusione, praticamente a botta sicura.

La veronica di Malinovskyi

 

Quella di ieri non è stata la partita più brillante dell’Atalanta e di Malinovskyi, che alla metà del secondo tempo ha lasciato la sua squadra in 10 dopo un doppio giallo ingenuo. Nonostante questo, il trequartista ucraino ha comunque dimostrato la sua importanza all’interno di un sistema che, soprattutto senza un giocatore come Zapata, è talmente preciso nei suoi meccanismi da risultare prevedibile. La tecnica di Malinovskyi dà nuove risorse alla squadra di Gasperini, come la capacità di superare l’uomo e di creare superiorità anche contro squadre che cercano di far collassare lo spazio tra le linee accartocciando i reparti di fronte all’area. In questo caso, ad esempio, Malinovskyi riceve spalle alla porta, circondato addirittura da quattro avversari. Nonostante questo, riesce comunque a produrre un cross pericoloso, girando intorno agli uomini di Ranieri con la grazia elastica di un ballerino di tip-tap. Prima una finta di corpo per mandare fuori tempo Ekdal, poi una veronica per utilizzare Depaoli come una porta girevole. Et voilà: Muriel è servito al centro dell’area.

Il filtrante di esterno di Caprari per Jankto

Caprari è un giocatore incollocabile nella scala di valori della Serie A. È un’ala che dribbla e crea gioco, ma non è tra le migliori né tra le peggiori. Non gioca in una squadra di bassa classifica (anche se al momento, tecnicamente, sì) né in una di alta classifica. È capace di giocate pazzesche alternate a momenti in cui sparisce del tutto dal campo. Nelle ultime settimane però sta diventando un fattore decisivo nella lotta salvezza della Sampdoria. Ha segnato alla SPAL il gol vittoria al 91’ minuto, fuori casa, e ieri ha disputato un’ottima prestazione, impreziosita da questo ricamo.

 

La Sampdoria attacca sul lato in inferiorità numerica, una condizione atavica con Ranieri in panchina, e Caprari dialoga con Jankto usando la tecnica per eludere l’intervento dei tanti giocatori dell’Atalanta. Dribbla con una mezza “croqueta” per difendere il pallone, poi, mentre sembra aver perso il tempo per una giocata utile, trova con l’esterno un filtrante complesso per Jankto che nel frattempo è scappato dietro la difesa dell’Atalanta.

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