Esposito: "L'Inter come una famiglia, Lukaku fratello maggiore. Conte è impressionante"

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Il talento dell'attacco nerazzurro si racconta alla Gazzetta dello Sport: "Conte è impressionante, Lukaku ha un'umiltà fuori dal comune". La fede tra i suoi segreti: "Dio è la cosa più grande". Sugli esordi in A e in Champions: "La mia famiglia non era allo stadio per mia scaramanzia. I miei genitori non erano a San Siro contro l’Eintracht, erano presenti invece in questo inizio di stagione ma il mio momento non arrivava. Così, ridendo, gli ho detto di stare a casa e al momento del debutto in tribuna c'era solo mio fratello Salvatore"

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A soli 17 anni, ha già giocato tre partite di Serie A e fatto l'esordio in Champions League. Il tutto con la maglia dell'Inter e sotto la guida di Antonio Conte. Sebastiano Esposito è il nuovo che avanza in casa nerazzurra. L'infortunio di Sanchez ne ha accelerato l'inserimento in prima squadra, la fiducia dell'allenatore ha fatto il resto. Il 23 ottobre la prima in Champions League, con 28 minuti in campo - e un rigore procurato - nel 2-0 di San Siro contro il Borussia Dortmund, il 26 ottobre l'esordio in Serie A con 30 minuti giocati tra Parma, Brescia e Verona. Il tutto dopo aver vissuto a marzo la prima volta in Europa League, nel ko interno contro l'Eintracht Francoforte. "La gente mi riconosce, mi ferma per strada, è bellissimo - spiega l'attaccante nato nel 2002 alla Gazzetta dello Sport - i segreti? L'umiltà e la spensieratezza. E gli insegnamenti dati dalla mia famiglia".

"Non mi sono ancora reso conto di cosa sta succedendo"

Con i grandi dell'Inter Esposito si sta facendo largo, con i compagni di squadra nell'Under 19 azzurra viaggia con un percorso netto: tre vittorie su tre nel cammino di qualificazione all'Europeo di categoria. "Di ogni squadra in cui gioco mi piace essere il leader - ammette - la pressione? Forse faccio ancora fatica a rendermi conto di cosa sta succedendo. Giocavo in Under 17 e ho esordito in Primavera, giocavo in Primavera e mi allenavo in prima squadra, poi il debutto in Europa League, quello in Champions e in Serie A". Parole di chi è partito da Castellammare di Stabia, è passato nel 2011 al Brescia grazie al fiuto di Roberto Clerici e dal 2014 è nell'Inter con il fratello Salvatore (19 anni, centrocampista oggi al Chievo, ndr). "Quando sono andato via di casa a 8 anni, ho capito che non avrei potuto vivere come un bambino qualsiasi. E la stessa cosa quando mi sono trasferito all’Inter. Calcio, studio e poco altro, ma adesso mi va bene così. Vivo per il calcio e ho già realizzato tanti miei sogni". Riconoscenza è la parola d'ordine: "Devo tanto al responsabile del settore giovanile dell'Inter Roberto Samaden ma voglio ricordare anche Roberto Clerici, che mi scoprì portandomi a Brescia e che è scomparso. Alla famiglia devo ogni cosa e a mia madre forse dedicherò il prossimo tatuaggio". Ne ha già due sul corpo, uno dei quali rappresenta una croce. "Dio è la cosa più grande - spiega - mamma e papà mi hanno messo al mondo, ma se lui non avesse voluto non sarei qui". Con un particolare: "Il giorno dell'esordio in Champions e in Serie A- spiega Esposito - la mia famiglia non era allo stadio per mia scaramanzia. I miei genitori non c’erano contro l’Eintracht, c’erano invece in questo inizio di stagione ma l’esordio in A non arrivava. Così, ridendo, gli ho detto di stare a casa. E quando sono entrato, in tribuna c’era solo mio fratello Salvatore".

"Conte impressionante, Lukaku ha un'umiltà fuori dal comune"

Esposito passa in rassegna i volti che si sta abituando a incrociare ogni giorno in prima squadra. A partire dall'allenatore: "Conte è Impressionante, un allenatore straordinario. Lukaku? Un ragazzo di un’umiltà fuori dal comune. Mi ha accolto nello spogliatoio come fossi il suo fratellino. Da lui ho solo da imparare, ma ho legato anche con D’Ambrosio, che fu allenato da mio padre ed è partito dalla Juve Stabia. Ci tengo che sappia quanto è importante per me". Pensieri di chi sa che nella sua vita sta andando tutto così velocemente. C'è però tempo per riavvolgere il nastro e distinguere momenti di festa e rimpianti:  "Gli esordi sono gioie, un'emozione diversa dall'altra. La delusione è stata la sconfitta in finale nell'ultimo Europeo Under 17 contro l'Olanda, ma mi ha fatto crescere". Per il futuro, Esposito ha già un nome sul quale puntare: Gaetano Oristanio. "Talento puro, 2002 come me. Ma non lo dico perché è un mio amico: ha un gran piede sinistro, e non solo quello. Avete visto che gol ha segnato al Mondiale?". Parola magica, che ricorda l'appuntamento con Qatar 2022. "Un obiettivo? Piano. Se sono arrivato qui, è soltanto per aver fatto un passo alla volta".

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