Juve, Bonucci: "Allenamenti? Abbiamo i compiti a casa. Intanto mi godo la famiglia"

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Il difensore della Juventus racconta l'isolamento e guarda al futuro: "Allenamenti? Ogni mattina arrivano i compiti, ho un'oretta e mezza-due di cyclette, flessioni, addominali. Non possiamo permetterci stop. La prima cosa che farò con la famiglia a fine emergenza? Mangiare un gelato all'aperto tutti insieme"

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Continuano gli appuntamenti casalinghi della Juventus con i suoi tesserati. Nel giorno in cui è terminato l'isolamento volontario per giocatori, dipendenti e dirigenti risultati negativi al coronavirus, è intervenuto sul canale ufficiale della società bianconera il difensore Leonardo Bonucci. "Sono stati giorni difficili, oggi è finita la nostra quarantena volontaria. Non ho avuto nessun sintomo e mi ritengo fortunato per questo - le sue parole - e lo stesso me lo auguro per chi sta giocando questa difficile partita oggi in ospedale". Giorni "lunghi ma intensi - li definisce Bonucci - ma con tre bambini, una moglie, compiti da fare e servizi casalinghi il tempo passa".

"Abbiamo i compiti a casa, che emozione giocare con mio figlio"

In collegamento con Bonucci anche il noto attore Luca Argentero, tifoso bianconero. Che ha chiesto al numero 19 quali compiti abbiano a casa dallo staff bianconero. "Arrivano ogni mattina sullo smartphone - spiega il difensore - ho un'oretta e mezza-due di cyclette, flessioni, addominali. Non possiamo permetterci stop. Fortunatamente, nei parcheggi c'è anche una salita che mi tornerà utile per la fase atletica". Intanto Leo gioca in cortile con il figlio Lorenzo, come raccontato anche su Instagram: "Giocare con Lorenzo in cortile mi ha emozionato, sono i giochi che facevamo noi da piccoli e che oggi nelle grandi città si fa fatica a rivedere. Ormai è appuntamento fisso una volta al giorno. Giochiamo a battimuro. Devi colpire con la palla la parte di muro che delimiti con lattine, zaini o cosa del genere". Spazio anche ai ricordi personali ("Ho pianto di felicità quando mio figlio Matteo ha superato il suo momento peggiore. Quando viene fuori la dottoressa che ti dice che sono riusciti a fare quello che dovevano, un momento più felice di quello non può esistere") e alle passioni da bambino: "Amavo la pesca, andavo a pescare con mio nonno, mio padre e gli amici al laghetto sportivo e al fiume. Mi piaceva, purtroppo non sono riuscito a coltivarla nel tempo". Nei ricordi torna la gioventù: "Quando ero più giovane sulla A4 ho dormito qualche volta. Facevo serata a Milano e poi dovevo tornare a Treviso. Partivo, mi fermavo, facevo un'oretta di pennichella e poi ripartivo per tornare a casa". Sul campo, forte è il legame con Barzagli e Chiellini: "Ricordo con la Nazionale una grande chiusura di Chiello in scivolata contro il Portogallo. Ha salvato un gol fatto". Bonucci racconta anche della sua passione per la cucina: "Vario dal soffritto del pomodoro per la pasta al salmone al forno al tiramisù. In questi giorni mi sto divertendo con mia moglie Martina che è la professoressa d'eccezione". Con una promessa: "La prima cosa che farò a fine emergenza con la mia famiglia? Andrò a mangiare un gelato".

Argentero: "Tifoso Juve con la 10 di Platini"

Tifoso bianconero dalla nascita e nato a Torino, Argentero sta trascorrendo la sua quarantena in casa con la sua compagna Cristina in dolce attesa. La chiacchierata con Bonucci e lo staff di Juventus Tv è stato utile per raccontare il legame con la Juventus: "Tra i tanti regali ricevuti a Natale, c'era una maglia di flanella con la numero 10 di Platini. L'ho indossata a ho iniziato a tifare Juve". Con un dolce ricordo: "Quando ho perso la voce per la Juventus? Avevo 18 anni, era il 1996 e c'era Gianluca Vialli con una coppa dalle grandi orecchie tra le mani. Eravamo con amici, facevamo la serata frittata di cipolle e birra sullo stile di Fantozzi". Il pensiero speciale è per la sanità italiana: "Quella dei medici e degli infermieri non può essere solo definita una professione. Noi questo lavoro lo abbiamo capito nei mesi in cui ho girato una serie in cui interpreto un medico, abbiamo capito la grandezza del loro lavoro".

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