Alessandro e Leo Gassmann a #CasaSkySport: "Roma, che passione. Totti un simbolo"

#CASASKYSPORT

Ospite a #CasaSkySport la "Generazione Gassmann": ecco Alessandro, attore e regista, in compagnia del figlio e cantautore Leo. Non poteva che essere uno show a partire dalla passione calcistica: "Ci manca la Roma. Che talento Zaniolo, è il giovane italiano più forte". A proposito di simboli giallorossi: "Totti e De Rossi esempi meravigliosi, Francesco sarà sempre il capitano". E poi si canta in compagnia di Alessandro Bonan

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Sport ma anche spettacolo a #CasaSkySport: lunedì pomeriggio in compagnia della "Generazione Gassmann". Ecco Alessandro, noto attore e regista, in compagnia del figlio e cantautore Leo: lo abbiamo conosciuto prima ad X Factor e poi all’ultimo Sanremo, dove a 21 anni ha vinto la categoria 'Nuove Proposte'. Coppia in famiglia in collegamento come il nostro Alessandro Bonan, che di musica se ne intende eccome. Come procede la convivenza tra padre e figlio? "Sta andando bene - assicura Leo -, stiamo legando ancora di più. Riprendiamo quei momenti che ci mancavano. Giochiamo ai giochi di società, ci dividiamo i compiti e facciamo lavoro di squadra". Pienamente d’accordo Alessandro: "Al mattino sistemo casa prima che si svegli la popstar, lui che è in pausa dall’università. Ora si rilassa, canta ed è pure andato a fare surf". Tutt’altro che agevole sostenere un cognome importante, ma Leo sta riuscendo a reggere le pressioni: "Sono stato fortunato ad avere una famiglia che mi ha seguito e di permettermi di scegliere la mia vita tra errori e successi. Ho potuto costruire qualcosa di mio, ma la strada è ancora molto lunga".

"Generazione Gassmann"

Come ricorda Bonan, "Alessandro esordì come attore a 17 anni in 'Di padre in figlio' insieme al grandissimo Vittorio. Sapeva trasmettere gli strumenti necessari per sostenere il nome e il peso dell’esordio così giovane. È difficile trovare due generazioni così compatte". Pienamente d’accordo Alessandro Gassmann: "Abbiamo cercato di fare il meglio, ma il merito è di Leo. A X Factor me lo disse a cose fatte quando era stato preso. Ha un cognome importante, ha imparato a portarlo sulle spalle come la responsabilità. L’importante è considerare tutto come un mestiere: servono tenacia, forza di volontà, serietà e percorrere la strada più difficoltosa. I grandi campioni hanno un talento fuori dal comune, ma per svilupparlo devono faticare tanto". Ma Leo non ha mai pensato di seguire le orme di papà nel cinema? "Direi di no, ho fatto uno spettacolo teatrale per beneficenza a 18 anni. Ma la mia passione è sempre stata la musica. Il teatro è divertimento, io mi esprimo con la musica. Non penso di essere in grado di recitare, mi concentro sullo studio e la musica".

Passione Roma, Zaniolo il talento

Inevitabilmente il discorso si sposta sulla fede calcistica che, per entrambi, ammette solo i colori giallorossi della Roma. "Ammetto che mi manca - spiega Leo -, il calcio ci lega con gli altri. La Roma fa soffrire ma ci regala grandissime emozioni. Non ho ricordi di scudetti e trofei, ma è sempre la Roma e papà mi ha cresciuto con la filosofia di portarmi allo stadio". Non può che essere d’accordo anche papà Alessandro: "Mio padre era genoano, poi diventato romanista. Ho avuto la fortuna di vivere due scudetti, Coppe Italia e purtroppo quella Champions persa. In questo momento sto pensando a cosa stanno facendo i calciatori di tutte le età: dev’essere durissimo per un giovane che non può scatenarsi in campo. Li abbraccio sperando che possano esprimere le loro qualità a partire dal nostro super Zaniolo: è il giovane italiano più forte, fa sperare anche per la Nazionale".

Simboli Totti e De Rossi

Tifosissimi della Roma, entrambi hanno ricordato con enorme piacere le figure di due icone giallorosse come Francesco Totti e Daniele De Rossi: "Due grandi talenti e bandiere della squadra della propria città - ammette Alessandro -, esempi meravigliosi che ricordano quanto può essere grande lo sport. Totti è stato il più forte che ho mai visto giocare, sarà sempre il mio capitano". D’accordo con papà anche Leo: "Entrambi hanno fatto la storia. Totti è ciò che ogni bambino finge di essere quando gioca al parco con gli amici. Un simbolo di Roma per tutti".

A calcio in versione Crouch e Mexes?

Il nostro Alessandro Bonan ipotizza un Leo in versione trequartista, mentre papà Ale potrebbe essere portiere o centravanti complice l’altezza. "Me la cavo in difesa - ammette Leo -, ho giocato a rugby e faccio molte scivolate. Interventi puliti alla Mexes, magari". Decisamente meno portato Alessandro Gassmann come lui stesso ha ammesso: "Sono il classico pippone, 46 e rotti di piede con un passato da cestista mediocre. Ho poche chance, me la cavo meglio col nuoto. Da giovane ero bravino a tennis. Io come Crouch? Non la prendo comunque: da ragazzo mi schieravano centravanti, quando però videro che non la prendevo diventai la classica ala che non riceveva mai il pallone". Ma quando Leo ha vinto a Sanremo, un’esultanza alla Tardelli di papà c’è stata? "È stata un’esultanza fuori dal comune, mi ha fatto molto piacere. È bello vedere un padre orgoglioso del proprio figlio".

Si canta con Alessandro Bonan

In chiusura non poteva mancare l’angolo musicale a partire da Leo che, cantando il suo singolo 'Maleducato', ha ricordato Rino Gaetano a Bonan. "L’ho scritta in maniera ironica per ringraziare le persone generose e pronte ad aiutare il prossimo. Rino è stato uno dei miei maestri, lui è uno dei simboli della musica italiana". Esibizione anche per Alessandro Bonan, che ha cantato il ritornello della nuova sigla di 'Calciomercato, l'Originale': "Ho messo insieme frasi che riuniscono ciò che in questi mesi non potevamo fare". Eccolo quindi in anteprima.

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