Pirlo: "Tonali non è il mio erede, lui è più completo di me"

il confronto

L’ex centrocampista di Inter, Milan e Juve ha parlato del giovane talento del Brescia: "Si dice che possa essere il mio erede, ma siamo molto diversi. Lui è più completo nell’impostazione e in fase difensiva, diventerà un grande giocatore"

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Sarà per quel taglio di capelli e per la maglia del Brescia: è difficile non rivedere Andrea Pirlo quando si guarda Sandro Tonali. Eppure per l'ex regista di Milan e Juventus le somiglianze sono poche. "Si dice che possa essere il mio erede, ma non vedo tante cose in comune. È un altro tipo di giocatore, è molto più completo sia in fase difensiva che quando imposta, è un mix tra le mie caratteristiche e quelle di altri calciatori. È il più promettente tra i centrocampisti, diventerà sicuramente un grande" ha spiegato in una diretta su Instagram. A proposito di Brescia, in quel periodo Pirlo condivise lo spogliatoio con Roberto Baggio: "Ho avuto la fortuna di averlo come compagno di squadra già all’Inter, per me era un idolo. Lo conoscevo bene".

Emozioni mondiali

Pirlo ha quindi raccontato i momenti che hanno preceduto la vittoria del Mondiale nel 2006: "Prima del rigore di Grosso ognuno se ne stava per i fatti suoi. Avevo chiesto a Cannavaro se quello fosse l’ultimo. Sono stati momenti di stress incredibili, ma poi è andata alla grande. È un’emozione difficile da descrivere". Fuori dal campo, l’espressione spesso impassibile lo ha fatto etichettare come un tipo serio: "Beh, se uno non mi fa ridere, non rido. Ma a me piace molto stare con gli amici, fare gruppo. Poi in campo pensavo solo a fare bene il mio lavoro. Dopo le partite partiva la rumba. In ritiro giocavamo spesso con la PlayStation, io e Nesta eravamo i più forti".

La ripresa dei campionati

Prosegue intanto il confronto tra la Federazione, il Governo e il Comitato Tecnico-Scientifico. "La vedo dura, bisogna vedere come si procede con i tamponi. Viene prima la salute, poi se si riesce a finire il campionato allora tanto meglio. Non sarà una scelta facile, ci auguriamo che possa succedere. Il calcio fa lavorare molte persone, bisogna garantire la massima sicurezza: se si infetta una sola persona bisogna bloccare tutto di nuovo" ha concluso Pirlo.

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