Bergomi: "Gigi Simoni e quell'Inter avrebbero meritato di più"

Serie A
Giuseppe Bergomi

Giuseppe Bergomi

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L'ex capitano ricorda Gigi Simoni e la sua Inter. L'onestà dell'allenatore nel rapporto con i suoi giocatori e il legame speciale che aveva con Ronaldo: "Ci disse che tutti eravamo uguali, tranne uno"

Gigi era una grande persona, un grande uomo. Per me è stato importantissimo, mi ha dato l'opportunità di giocare un quarto Mondiale. Quando è arrivato, mi ha detto: "Beppe per me siete tutti uguali, sia chi ha 35 anni, sia chi ne ha 18, quello è il campo, gioca chi merita".

 

Appena ho saputo la notizia, ho sentito tutti i miei compagni, anche quelli che vivono oltreoceano. Quello era un gruppo vero, rimasto nella mente dei tifosi dell'Inter che vogliono molto bene a quella squadra. Conoscevamo i nostri limiti, ad esempio dietro non avevamo dei grandi nomi, ma eravamo compatti. Lì davanti poi avevamo un giocatore straordinario come Ronaldo, mai visto un ragazzo del genere. Però attorno la qualità c'era: c'era Zamorano, c'era Moriero, c'era Winter, Zè Elias, Djoarkaeff, una squadra che forse meritava qualcosa in più.

E meritava qualcosa in più anche Gigi con il quale avevamo battuto il Real Madrid 3-1 in una partita epica e poi avevamo battuto la Salernitana, eravamo a 5 punti dalla prima in classifica che era la Fiorentina, venne esonerato dopo che vinse la Panchina d'Oro. Eravamo lì e lui aveva tutto il diritto di giocare quel quarto di finale col Manchester United. Sono convinto che avremmo fatto una figura diversa perché il gruppo era legato a lui.

Ed era molto legato a Ronaldo. Vi racconto un aneddoto: una volta prima di un allenamento ci disse "siamo tutti uguali tranne uno", quell'uno era Ronaldo. Era convinto che in allenamento lui non dovesse dare il cento per cento ma un ottanta per cento poteva essere sufficiente. Ronnie era subissato da media, tifosi, sponsor. E dunque lasciava un po' più di libertà a Ronaldo e questo il gruppo lo aveva capito. Infatti nella gestione Gigi è stato super coinvolgendo tutti e facendo sentire tutti importanti pur sapendo che il leader tecnico era Ronaldo e che questo ragazzo ci avrebbe fatto vincere le partite.

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