Cristiano Ronaldo, che succede? Zero gol nella ripartenza lenta con la Juve

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Due partite senza reti, un rigore sbagliato e una Coppa Italia persa ai rigori per Cristiano Ronaldo dopo lo stop di 3 mesi per il lockdown: anche in avvio di stagione il portoghese era partito col freno a mano tirato, per poi segnare 16 reti in 11 partite consecutive dal 2-2 dell'1 dicembre contro il Sassuolo al 22 febbraio nell'1-2 contro la Spal

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Il calcio italiano è ripartito con la Coppa Italia, Cristiano Ronaldo ancora no. Dopo essere andato a segno in nove partite ufficiali di fila in tutte le competizioni, il fuoriclasse portoghese è rimasto a secco nelle 4 più recenti: le due giocate contro contro il Lione e l'Inter prima del lockdown, la semifinale contro il Milan e la finale persa ai rigori contro il Napoli. Numeri insoliti per chi in stagione ha messo insieme 25 reti e 4 assist in 34 presenze e 3017 minuti giocati tra campionato, Champions League, Coppa Italia e Supercoppa italiana, risultando decisivo una volta ogni 104 minuti in media. In Serie A aveva segnato 16 reti in 11 partite consecutive dal 2-2 dell'1 dicembre contro il Sassuolo nell'1-2 contro la Spal del 22 febbraio. Il ko in finale di Coppa Italia contro il Napoli, sommato a quello di sei mesi prima in Supercoppa contro la Lazio, ha prodotto anche un record, questa volta negativo, nella bacheca di CR7: è la prima volta in carriera che l'attaccante portoghese perde due finali di fila.

I numeri di Ronaldo contro Milan e Napoli

Due partite da comparsa: non un'abitudine per chi in carriera ha segnato 725 reti in 1002 partite ufficiali tra club e Nazionale e ha vinto 30 trofei. Il film delle due partite giocate da Cristiano Ronaldo in bianconero dal momento del ritorno in campo racconta di 180 minuti giocati, 12 tiri totali, 4 occasioni create, altrettanti dribbling riusciti e 5 palloni recuperati. Zero i gol, zero gli assist, con il rigore sbagliato contro il Milan in semifinale a completare lo score. Una ripartenza con il freno a mano tirato, che ricorda il modo in cui CR7 aveva iniziato la stagione 2019/20 dopo la sosta estiva. A metà novembre 2019, nei giorni in cui si era tanto parlato della sua sostituzione con Dybala al 55' di Juve-Milan, con l'argentino poi decisivo per la vittoria bianconera, Cristiano aveva totalizzato una rete in Champions su quattro presenze e 4 gol e un assist in 12 apparizioni in campionato, registrando l'avvio meno efficace dal punto di vista realizzativo negli ultimi 10 anni di carriera.

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Ripartenza lenta, con il numero 7 portoghese che non è stato protagonista e non ha inciso nei due incontri di Coppa Italia. Maurizio Sarri al fischio finale di Napoli-Juve non si è però mostrato preoccupato del rendimento di Cristiano Ronaldo al ritorno in campo dopo lo stop per l'emergenza coronavirus: "Lui in questo momento ha dei buoni numeri a livello di quantità di corsa, forse i migliori della stagione - le parole dell'allenatore - questo è sintomo del fatto che si è allenato molto. Ha dei numeri non da lui quanto a qualità della corsa, di accelerazione, velocità massima raggiunta e numero di accelerazioni". Una spiegazione nel segno della fiducia per il futuro: "Penso che questo sia normale per disabitudine alle partite, alle situazioni di campo. Visto che la quantità c'è, penso che sia molto transitorio".

CR7 e le ripartenze

Dopo tre mesi di stop, quella che è ripartita si può considerare una vera e propria nuova stagione per i giocatori, chiamati a tenersi in forma e tornare a concentrarsi sul campo. I numeri di questa ripresa non mentono: prendendo come limite la 12^ giornata di campionato, anche nelle ultime annate Cristiano Ronaldo aveva messo in mostra un rendimento in crescendo, dopo un avvio lento. Al Real Madrid, dove era arrivato dal Manchester United, i rendimenti peggiori in avvio di stagione CR7 li aveva mostrati nella prima e ultima stagione. Nel 2009 era stato però condizionato da un infortunio alla caviglia e aveva saltato 6 gare, segnando 9 reti tra Liga e Champions. Le reti erano diventate 15 nella stagione 2010-11, 16 l'anno dopo, 17 nell'annata 2012-13, addirittura 21 nel 2013-14 e 23 nella stagione 2014-15. Il calo era iniziato nell'annata 2015-16, con 13 gol tra campionato e Champions, per proseguire con le 10 reti dell'annata 2016-17 e i 7 centri della stagione 2017-18, quella dell'addio in direzione Torino. Inizi che non avevano inciso sulle reti e le vittorie alla fine di ogni annata sportiva, con Cristiano Ronaldo che al Real non ha mai segnato meno di 33 reti a stagione. Alla prima esperienza con la Juve i centri complessivi sono stati 28 (dopo 12 turni di campionato i gol erano 8, più uno in Champions al Manchester United), quest'anno era arrivato alla sosta forzata a 25. Con 12 giornate di campionato a disposizione e una Champions League da riprendere ad agosto, il sorpasso al primo CR7 bianconero resta nel mirino, nonostante una ripresa senza gol nelle prime due partite ufficiali. Ma nel calcio ripartito tra tante incertezze, anche un supereroe può rallentare.

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