Ibra: "Al Milan ho Zlatanizzato Pioli. Il migliore della storia? Ronaldo il Fenomeno"

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L'attaccante del Milan ai microfoni dell'Uefa: "Pioli è venuto al Milan e ha dimostrato con il lavoro di essere un grande allenatore, qui giochi perché lo meriti e sei bravo abbastanza. L'età non conta, anche se oggi i social hanno cambiato tutto: ti basta giocare bene cinque minuti per essere considerato un campione". Ed elegge il più grande della storia: "Ronaldo il Fenomeno, lui è il calcio"

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"Pioli lo conoscevo già perché ci ho giocato contro in Italia, forse l'ho Zlatanizzato". Parola di Ibrahimovic. L'attaccante del Milan ha rilasciato un'intervista ai microfoni dell'Uefa, parlando anche del suo rapporto con l'allenatore rossonero: "Se siamo dove siamo adesso è grazie a lui e il lavoro che ha svolto. Quando ha preso la squadra, il Milan non era dove siamo ora. Siamo cresciuti grazie al suo lavoro e alla sua mentalità - ammette Ibra - mette tanta pressione alla squadra, pretende molto, anche se è una squadra di giovani. Forse ha più pazienza di me, ma ovviamente è piu maturo e ha maggiore esperienza rispetto a me. Pioli è venuto al Milan e ha dimostrato con il lavoro di essere un grande allenatore".

"La pressione esiste per tutti, al Milan non c'è tempo"

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Ibrahimovic ha parlato anche della pressione che comporta il campionato italiano: "Quando giochi a livelli così alti c'è sempre, a prescindere da chi sei. Se sei qui, sei qui perché lo meriti e sei bravo abbastanza. Non mi interessa se sei giovane o no, non posso pensare al fatto che sei giovane e arriverà il tuo tempo. Quando giochi nel Milan non c’è tempo, devi fare bene adesso". Un discorso che vale per tutti: "Se io non gioco bene, nel prossimo mercato il Milan comprerà un altro attaccante che giocherà meglio di me. Tutti dobbiamo essere all’altezza a prescindere da quanti anni abbiamo". Tutti devono dimostrare di essere all'altezza, è il messaggio di Ibra: "Fuori dal campo è diverso, se sei Rafael Leao ti parlo e tratto in una maniera. Se sei Simon Kjaer, sei più maturo, hai figli, ovviamente è diverso. Ma sul campo sono tutti uguali".

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Un messaggio che vale anche e soprattutto per le nuove generazioni. "Oggi i calciatori giocano cinque minuti e li vedono subito come grandi giocatori - spiega Ibrahimovic - i social hanno cambiato tutto, oggi grazie ai social i giocatori sono visti come campioni pur avendo fatto poco. Sono contento di venire dalla vecchia scuola" dice l'attaccante, sottolineando delle differenze. "Prima non era così. Prima dovevi fare grandi cose, e a lungo, per essere considerato un grande giocatore. Mi piace più la vecchia scuola. All’epoca se eri considerato un grande giocatore, lo eri veramente e per diventarlo dovevi giocare bene e metterti in evidenza per molto tempo".

"Il più grande della storia? Ronaldo il Fenomeno"

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L'attaccante del Milan ha anche raccontato il suo idolo: "Lo dico sempre a tutti quelli che giocano con me: Ronaldo il Fenomeno è il gioco del calcio. Il modo in cui si muoveva, in cui faceva i doppi passi, le sue serpentine. Per me è il più grande giocatore della storia, senza dubbio". Diverso il discorso per una stella della NBA come LeBron James. "Lo ritengo fenomenale nel suo sport, ma non mi piace quando gli sportivi parlano di politica, è il primo errore che le persone famose fanno quando si sentono arrivate. Io gioco a calcio perché sono il migliore nel giocare a calcio. Non faccio politica. Se fossi stato un politico, avrei fatto politica".

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