De Rossi: "Stadio Roma, un peccato per la Serie A. Addio? Totti mi aveva preparato"

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L’ex capitano della Roma ha parlato in occasione della presentazione dell'VIII edizione del corso da Team Manager alla Luiss: "Tor di Valle e le Olimpiadi due episodi che tolgono qualcosa all'Italia e alla città di Roma. È un grande peccato, alla fine siamo rimasti solo col plastico. Il mio addio alla Roma? Totti mi aveva preparato. E mi piacerebbe allenare la Roma. Auguri Pellegrini a Immobile? Dobbiamo evitare scocciature". E su Ibra a Sanremo: "Lui un trascinatore, ma il Milan doveva intervenire"

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Romano, romanista, capitano. Una vita alla Roma e per la Roma. Daniele De Rossi è stato tutto questo, e non solo, per il mondo giallorosso. L’ex numero 16, in occasione della presentazione dell'VIII edizione del corso da Team Manager alla Luiss, è tornato a parlare del suo passato e del presente della Roma. A cominciare dall’abbandono del progetto-stadio a Tor di Valle: "Questo e le Olimpiadi sono due episodi che tolgono qualcosa all'Italia e alla città di Roma. Avere una manifestazione del genere sarebbe stato motivo di orgoglio, e lo stesso vale per lo stadio. È un grande peccato. Io ho assistito a due presentazioni degli stadi a Roma, prima con Sensi e poi con Pallotta, e credevo fosse fatta in entrambi i casi. Alla fine invece siamo rimasti solo col plastico. Sarebbe potuta essere la miccia per vedere un cambio di marcia nel calcio italiano".

"Addio alla Roma? Totti mi ha preparato"

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E sul suo addio alla Roma: "Non è stato un attacco al re, ma mi ha dato fastidio che mi chiedessero sforzi nel giocare e poi mi evitavano in corridoio. O anche che, dopo, un dirigente abbia parlato male di me dicendo che fossi finito. L'addio di Totti, comunque, mi aveva già preparato". Con una parentesi sul licenziamento di Gianluca Gombar, team manager mandato via dalla Roma dopo il caso dei sei cambi effettuati contro lo Spezia in Coppa Italia: "L'errore lo ha fatto, anche se penso che ci sia un concorso di colpa. Certo, se avessero mandato via tutti quelli che in venti anni a Trigoria ho visto sbagliare, rimarrebbe solo la lupa all'ingresso del centro sportivo".

"Mi piacerebbe allenare la Roma"

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Con il desiderio di fare presto l’allenatore: "Mi sento pronto per questa nuova sfida, ieri ho assistito agli allenamenti del Bologna e ho risentito quel brivido. Ho grande voglia e non mi chiedo se inizierò con una squadra piccola o grande. Anche se credo che una big non mi cercherà ora, perché per tutti c’è un percorso. Io come Pirlo? Difficile partire subito con una realtà del genere, ma spero di partire più in alto possibile perché significa che ci sono giocatori forti. Mi fa piacere l’interesse su di me, anche se ora nessuno può mettermi in panchina". Magari con la Roma nel futuro? "Mi piacerebbe allenare la Roma, ma cerco di non parlarne perché conosco il peso delle mie parole. Io so che esisto nel mondo Roma, ma sono un ex e ne parlo il meno possibile".

"Auguri Pellegrini a Immobile? Dobbiamo evitare scocciature"

De Rossi ha parlato anche delle critiche ricevute da Pellegrini dopo aver fatto gli auguri a Immobile sui social network: "Se voglio fare gli auguri a un mio amico della Lazio, lo chiamo al telefono e glieli faccio. Fossi stato il club manager della Roma avrei detto a Lorenzo di fare così e magari di non mettere la foto. Non che sia sbagliato, ma perché così nessuno si offende, dato che era anche passato solo qualche giorno dalla sconfitta nel derby. Pellegrini però non ha mancato di rispetto a nessuno. La prossima volta magari ci penserà due volte. Anch’io ho fatto gli auguri a Immobile, e Pinzi per esempio è come un fratello. Dobbiamo essere furbi a evitare qualche scocciatura".

"Ibra a Sanremo? Milan doveva intervenire"

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De Rossi si è poi soffermato sulla presenza di Ibrahimovic a Sanremo: "Penso che il Milan sia stato di manica larga. Zlatan ha fatto diventare primo in classifica il club fino a una settimana fa, con una squadra che era da quinto o sesto posto. Non è una cosa che può gestire l'allenatore, deve farlo la società. Ibra ha rivoluzionato la squadra, è un grande motivatore ma il Milan doveva intervenire".

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