Le ultime Juventus a confronto: i numeri tra le squadre di Pirlo, Allegri e Sarri. VIDEO

L'ANALISI
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In ritardo di 10 punti dall'Inter capolista, il cammino della Juventus targata Pirlo è stato analizzato a Sky Calcio Club. Interessante il confronto con le ultime squadre allenate da Allegri e Sarri, numeri decisamente diversi a questo punto della stagione. E c'è una curiosità statistica mai registrata nella striscia dei 9 scudetti 

In ritardo di 10 punti dalla vetta, pur con una partita in meno. È la situazione della Juventus di Andrea Pirlo, terza in classifica con 46 punti raccolti in 23 turni. Il pareggio imposto dal Verona ha causato un ulteriore allungo dell’Inter capolista, divario che potrà essere ridotto in caso di successo nel recupero contro il Napoli. Un bilancio ancora parziale per i bianconeri che, tuttavia, pagano una differenza importante di punti nel confronto con le altre Juve degli ultimi tre anni. Parliamo delle squadre di Massimiliano Allegri e Maurizio Sarri che, a questo punto della stagione (con una gara disputata in più), avevano rispettivamente 20 e 11 punti in più dei bianconeri di Pirlo. Entrambi i predecessori in panchina occupavano il 1° posto dopo 24 giornate di Serie A, interessante anche il dato relativo alle sconfitte: nessuna per la Juve di Max, tre come Pirlo per Sarri che tuttavia aveva vinto 5 incontri in più. Una differenza importante ribadita dai numeri a Sky Calcio Club.

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Inevitabile confrontare le squadre titolari delle ultime tre stagioni, formazioni tipo dove non manca la qualità. Ma come si colloca per valore la Juve targata Pirlo? Nessun dubbio per Fabio Capello: "Secondo me è più debole, c’è meno qualità a centrocampo con i due centrali. Chiellini ha giocato poco, va detto. Nell’undici ideale, chi ha fatto la differenza finora è Chiesa che si è inserito dopo i primi mesi di ambientamento. La sua qualità è eccelsa. Davanti, insieme a lui, c’è ovviamente Ronaldo: gli altri non si sono visti. Manca l’unico che gioca la palla in verticale, che inventa e dribbla, cioè Paulo Dybala. Quando c’è Cuadrado fa la differenza, però manca la velocità di palla a questa squadra. Penso alla partita col Porto: hanno giocato a rugby, passandola lateralmente. Cercavano di scattare in profondità, ma non c’era nessuno che vedesse la giocata in verticale".

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Significativa la statistica della Juventus attuale a confronto con quella dei 9 scudetti: il termine di paragone è la vittoria per 1-0, successo col minimo scarto (senza concedere reti) dal 2012 al 2020 in campionato. Nell’intervallo ce ne sono quasi 7 di media stagione con il picco nell’annata 2013/14, quando l’ultima Juve di Conte ne accumulò ben 11 (quasi il 29% dei risultati totali in 38 gare). Ebbene, quest’anno con Pirlo non è mai accaduto. Questione di solidità perduta? "C’era la sensazione del controllo della partita - spiega Sandro Piccinini -, mentre questa squadra non dà l’impressione di poter controllare la gara fino in fondo. Al netto delle assenze, vanno riconosciuti anche i meriti del Verona. La Juventus ha perso punti con Crotone, Verona e Benevento all’andata, tre pareggi con Arthur sempre titolare". Proprio sul centrocampo si sposta l’attenzione di Piccinini: "Arthur era un giocatore diverso: ora è migliorato, ma va ricordato il saldo dei centrocampisti (il brasiliano con Bentancur, Rabiot e Ramsey) che hanno segnato 4 gol. Il centrocampo rende poco dal punto di vista dei numeri. Cristiano Ronaldo non può fare tutto da solo". Secondo Beppe Bergomi lo sguardo deve essere complessivo: "Occorre dare un giudizio diverso. Se vai a vedere i risultati, la Juve ha vinto un trofeo ed è in finale di Coppa Italia. E può passare il turno in Champions. In campionato il divario invece è aumentato".

Capello: "Pirlo mi sembra in difficoltà"

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Una situazione da risolvere per Andrea Pirlo, allenatore alla ricerca continua di soluzioni diverse ma frenato dalle assenze pesanti. Così Fabio Capello: "Io credo che lui abbia cercato dall’inizio di portare qualcosa di diverso. Ha fatto tanti esperimenti: ritengo che abbia trovato la via giusta per come far giocare la squadra. Gli mancano certi giocatori infortunati e non può mettere in evidenza ciò che pensa. Alcune partite non mi era dispiaciuta la Juventus, anche se non giocava tutte le partite. Poi tornava involuta: non si vedeva un tipo di gioco preciso". A complicare i piani c’è il ritmo secondo Capello: "L’ha detto anche Pirlo: 'Facciamo girare la palla lentamente'. Le italiane, come abbiamo visto in Champions, quando passano la palla rimbalza. Quando giocano gli altri, corre. Non giocano mai di prima". Pirlo paga il salto immediato in una big? "Credo che passare da giocare ad allenatore in una squadra del genere sia difficile - risponde Capello -, devi avere carisma, idee e leadership. Ogni giorno un allenatore ha 40 persone contro che ti valutano in tutte le decisioni che prendi. Non puoi scherzare, sei ad alto livello: mi sembra un po’ in difficoltà, mi auguro di sbagliarmi".

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