Scudetto Inter, Marotta: "Il sogno per l'anno prossimo è la seconda stella". VIDEO

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L'amministratore delegato nerazzurro celebra lo scudetto a Sky Calcio Club: "Questo successo è esclusivamente merito nostro, complimenti a Conte che ha portato quella mentalità vincente che mancava a questa squadra. I suoi sfoghi? Uno stimolo per fare sempre meglio". E sul suo addio alla Juve svela un retroscena: "Il giorno dopo aver lasciato i bianconeri ho ricevuto il messaggio di Zhang"

INTER CAMPIONE, LO SPECIALE SCUDETTO

L'Inter è Campione d'Italia per la diciannovesima volta nella sua storia e adesso è il momento dei festeggiamenti e delle analisi di questo anno trionfale. Lo ha fatto anche Beppe Marotta, intervenuto a Sky Calcio Club, per celebrare questa stagione dei nerazzurri: "All'inizio della stagione precedente c'era un gap notevole con la Juventus, ma noi siamo arrivati a un solo punto in classifica e siamo riusciti a fare una finale di Europa League. Riuscire quest'anno a vincere con quattro giornate d'anticipo non è tanto per demerito delle avversarie, ma per merito nostro. Oggi siamo già a 82 punti e potenzialmente possiamo arrivare a 94, significa che abbiamo viaggiato a una velocità veramente notevole". Ed è già il momento di guardare al futuro, con un particolare sogno nel cassetto: "Ci troviamo in una situazione post pandemica che crea dei problemi notevolissimi dal punto di vista economico. C'è stata una grande contrazione nei club di prima fascia e dobbiamo quindi creare degli aggiustamenti per quanto riguarda il costo del lavoro. Ma ne parleremo più avanti, oggi è il momento di parlare di questo momento straordinario e ne vogliamo godere. Abbiamo un sogno che l'anno prossimo può coincidere con qualcosa di bellissimo, sarebbe bello vincere lo scudetto della seconda stella. Sarebbe straordinario".

"Meglio prendere un giocatore in meno, ma un allenatore bravo"

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Tra i principali artefici di questa cavalcata dell'Inter c'è Antonio Conte, voluto proprio da Marotta due stagioni fa alla guida della formazione nerazzurra: "C'è un grandissimo merito di Conte in quella che lui stesso ha definito come un'opera d'arte. E' stato un vincente sia da calciatore che da allenatore ed è riuscito a portare quei valori a un gruppo di giocatori che non era mai riuscito a vincere. Anche lui era molto emozionato ieri perchè si tratta di un traguardo straordinario. Ho una filosofia tutta mia, penso che un allenatore vincente può avere anche un costo straordinario, ma è sempre meglio prendere un giocatore in meno e un allenatore bravo. La sua retribuzione va in sintonia con il suo palmares e non dimentichiamoci che abbiamo preso una decisione difficile, avendo già un ottimo allenatore sotto contratto come Spalletti. Ho proposto Conte alla società perchè lo ritenevo l'allenatore giusto nel posto giusto. Pensavo potesse trasmettere quelle caratteristiche che avevo avuto modo di conoscere a Torino, dove abbiamo condiviso altri tre scudetti".

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Rapporto con Conte che non è sempre stato idilliaco in questi due anni, con alcuni sfoghi da parte dell'allenatore che sono però stati superati e hanno anche contribuito alla crescita che oggi ha portato allo scudetto: "Il mondo del calcio di oggi porta sempre a problemi quotidiani. Quando le cose vanno bene i grandi problemi diventano piccoli e quando le cose vanno male succede il contrario. Io conosco benissimo Antonio Conte e quando ha fatto certe esternazioni lo ha fatto per stimolare ulteriormente la società. Magari noi andavamo un po' a rilento rispetto alle sue aspettative e questo conflitto si è creato per creare uno stimolo. Tutti avevamo lo stesso obiettivo, quello di essere felici vincendo qualcosa di importante. Lui dice sempre le cose in faccia, ma preferisco avere a che fare con persone così piuttosto che con quelle non sincere". E a proposito di miglioramenti, una delle svolte principali all'Inter è stato l'arrivo di Lukaku: "L'acquisto più difficile, anche perchè c'era bisogno di un investimento importante, è stato quello di Lukaku. Un ruolo importante in questo senso è stato di Antonio Conte, che ha fornito delle garanzie sulle prestazioni di questo calciatore e anche in questo caso è stato vincente".

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Infine, Marotta ha voluto fare una precisazione sul suo addio dalla Juventus di tre anni fa: "Non sono andato via dalla Juventus, c'è stata una risoluzione consensuale perchè quando ci si incontra in modo trasparente con la società, è anche giusto che il manager faccia un passo indietro. E' anche un fatto fisiologioco, quando sono arrivato io Andrea Agnelli era un giovane presidente, ora è un manager a tutti gli effetti, Paratici era un ragazzo. La società ha preso una sua strada e quando si vede che non c'è più spazio è giusto fare un passo indietro. Ma ho lasciato la Juventus al sabato e alla domenica mattina ho ricevuto subito un messaggio da Steven Zhang e a me piacciono le sfide".

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E a proposito di rivali, Marotta individua nell'Atalanta una possibile contendente allo scudetto nella prossima stagione: "Noi facciamo il nostro percorso, abbiamo visto che questo gap con l'egemonia della Juventus è stato colmato ma le difficoltà iniziano il primo di luglio con la nuova stagione. Non so cosa succederà alla Juventus, ma ci sono altre società come Lazio, Milan, Napoli, Atalanta che stanno facendo bene. L'Atalanta è un esempio straordinario e penso che l'anno prossimo partirà tra le favorite. Gasperini ha seminato benissimo in questi anni e ha la possibilità di consolidare questo lavoro, li considero come una delle candidate principali per lo scudetto".