Moratti: "Inter di Conte ricorda quella del Trap. Kanté può essere acquisto alla Sneijder"

ESCLUSIVA

Intervenuto in esclusiva a Sky Sport, l'ex presidente nerazzurro ha analizzato il trionfo della squadra di Conte: "Nel derby con il Milan è arrivata la svolta per lo scudetto. Lukaku un grande, ma Barella è il simbolo di questa squadra. Quest'Inter ricorda quella del Trap. Un colpo per il futuro? Kanté, potrebbe essere come Sneijder. A Zhang ho detto di essere sempre sincero con i tifosi"

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Gioia e soddisfazione, ma anche sollievo per aver finalmente visto l'Inter tornare a vincere. È raggiante Massimo Moratti, che prima del diciannovesimo titolo conquistato dai nerazzurri ora guidati da Steven Zhang era stato l'ultimo presidente a vincere uno scudetto. Intervenuto in esclusiva a Sky Sport, l'ex numero uno nerazzurro ha rilasciato una lunga intervista nella quale ha analizzato il trionfo della squadra di Antonio Conte. Ma non solo, Moratti ha indicato quali sono stati i momenti chiave per la vittoria dell'Inter e quali giocatori sono stati fondamentali per la conquista del campionato. Infine ha anche svelato quali consigli ha dato al suo giovane successore.

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Come ha festeggiato questo scudetto?

È stata una grande felicità, anche se ormai si era capito che questo sarebbe stato il risultato. Ma nel momento in cui lo ottieni è sempre speciale. Ero in famiglia e ho festeggiato in famiglia.

 

Qual è stato secondo lei il momento di svolta della stagione?

Per me la svolta è arrivata con la partita contro il Milan. Pensavo che se avessimo vinto quella partita la strada sarebbe stata in discesa. Poi ognuno vede le cose a modo proprio, per Conte ad esempio è stata la partita con la Juventus e per altri quella con l'Atalanta. Per me invece il derby è stato importante anche perché il Milan era l'unica squadra che poteva contendere all'Inter lo scudetto fino a un certo momento, quindi quella era una prova di sicurezza della squadra.

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Barella, il capitano del futuro

Questa squadra ha tante individualità importanti. C’è qualcuno che l’ha colpita in particolare?

Lukaku e Lautaro sono due giocatori eccezionali e Lukaku è l’emblema di questa vittoria, perché oltre a fare i gol alleggerisce anche il lavoro della squadra. Ma Barella però per me è stato il giocatore che ha più impersonificato il carattere dell'Inter, il carattere che era necessario per vincere. Penso che Barella abbia fatto un campionato speciale, poi ci sono tutti gli altri. C'è Hakimi che è stato una sorpresa, anche se si sapeva che era forte. La difesa certamente granitica o lo stesso Handanovic, che malgrado possa aver dato un'impressione sbagliata nelle ultime partite, ci ha salvato con tante parate spettacolose nella prima parte di campionato. Insomma, non ci sono punti deboli.

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Che definizione possiamo dare di Conte?

Conte è la tenacia. La sua tenacia e la sua resistenza lo caratterizzano. Malgrado il bello e il cattivo tempo, è riuscito a portare a termine il suo scopo e a raggiungere l'obiettivo proteggendo la squadra, plasmandola e dandole il proprio carattere. Per me è stato eccezionale e la tenacia è stata la sua caratteristica migliore.

 

Quale altra Inter le ricorda questa squadra?

Più che una delle mie Inter, mi ricorda abbastanza l'Inter di Trapattoni che era veramente piena di carattere ed era stata sorprendente nell'anno in cui ha vinto. Poi ci sono somiglianze anche con tutte le squadre dell'Inter che hanno vinto il campionato. Certamente questi giocatori sono stati bravissimi: a loro piace essere paragonati ai giocatori del passato e spero che in futuro saranno anche loro presi come riferimento per aver vinto tanto.

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Qual è stato il primo consiglio che ha dato a Zhang, un presidente giovanissimo?

Lui è giovane ma è un ragazzo pieno di sensibilità e attenzione. Poi ha un modo molto umile di porsi e, se stai attento, ti rendi conto che lui comunque le cose le conosce già. Ma fa ugualmente da spugna, cerca di prendere tutti i consigli che gli dai. È uno furbo, un ragazzo intelligente che capisce la situazione. I consigli che gli davo erano amichevoli, non certamente tecnici. Gli ho spiegato quale fosse il carattere dell'Inter e quello dei tifosi. E gli ho consigliato di essere sincero nella comunicazione e di non fare troppi calcoli, per avere un rapporto diretto con i tifosi senza mediazione.

 

Sembra sollevato di non essere l'ultimo ad aver vinto. È un'impressione sbagliata?

Dice una cosa giustissima, senza dubbio (ride, ndr). Sono sollevato perché fa molto piacere che l'Inter sia tornata a vincere e perché ci sono le premesse affinché possa andare avanti. Mi sono tolto un peso.

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Vede un punto di contatto tra Conte e Mourinho?

Sì, lo vedo così come con Herrera e Trapattoni. Sono professionisti serissimi che hanno voglia di vincere e la serietà per poter convincere tutti di voler raggiungere questo loro obiettivo. In questo caso, ad esempio, non era facile nelle ultime partite perché la squadra era avanti di dieci punti e poteva rilassarsi, invece Conte ha continuato a darle questa forza. Io vedo una somiglianza in questo atteggiamento nei confronti dei giocatori e poi nella grande professionalità e dedizione. Questo è un grandissimo merito.

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Cosa pensa di Lukaku?

Lukaku è forte, capisco i tifosi dell'Inter perché anche io ho lo stesso sentimento nei suoi confronti. Poi è un ragazzo molto intelligente, parla italiano benissimo. È migliorato tantissimo nel gioco, credo che abbiamo un giocatore eccezionale nelle mani e Conte ha fatto molto bene a volerlo a tutti i costi. Il suo valore è reale.

 

Lei rimane l'ultimo ad aver vinto in Europa e nel mondo. È pensabile che l'Inter possa vincere anche fuori dall'Italia?

Io credo che si pensi sempre di provare ad ottenere qualcosa, anche se è difficile e gli altri non ci credono. Quindi partiamo l'anno prossimo con l'idea di riuscire a vincere tutto, poi se succedesse sarebbe fantastico ma non è certamente facile. La Champions vuole uno spirito particolare che l'Inter quest’anno non ha potuto avere. Ma credo che la stessa squadra che è uscita dalla Champions quest'anno, in questo momento farebbe molto meglio. Non c'è bisogno neanche di grandi ritocchi. Sarà appassionante l'anno prossimo provare a inseguire tutti gli obiettivi come fortunatamente è successo a me.

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Sarebbe più facile con un giocatore come Kanté?

Sì, certamente, è un giocatore che ha tutte le qualità per completare al meglio la squadra. Ricordo quando prendemmo Sneijder, noi eravamo già fortissimi. Ma questo giocatore, che velocizzava ancora di più il gioco, ci mise in condizione di avere una squadra non solo forte, ma eccezionale. Io credo che la stessa cosa potrebbe avvenire prendendo Kanté, ma lo dico solo da tifoso perché so quanto sia difficile prenderlo.

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