Tether, chi è il colosso di criptovalute che vuole la Juve
JUVENTUSIntroduzione
Già socio di minoranza della Juventus, Tether nella giornata di venerdì 12 dicembre ha offerto a Exor di rilevare il suo 65,4%. Il giorno dopo il no all'unanimità di Exor. Ma chi è Tether? Società che opera nel settore delle criptovalute, fondata nel 2014 da Giancarlo Devasini e con sede a El Salvador. Opera nelle 'stablecoin' e ha dichiarato utili per oltre 13 miliardi di euro. Il volto è quello di Paolo Ardoino, Ceo e tifoso bianconero dallo slogan 'Make Juventus Great Again'. Proviamo a conoscere meglio l'azienda protagonista assoluta nelle ultime ore
Quello che devi sapere
L'offerta di Tether per la Juventus
Notizia arrivata nella serata di venerdì: Tether Investments, interamente controllata da Tether Holdings, ha presentato al consiglio di amministrazione di Exor un'offerta vincolante non concordata per l'acquisto di tutte le azioni Juventus di sua proprietà che rappresentano, secondo le informazioni pubbliche disponibili sul sito internet della società, il 65,4% del capitale sociale. L'offerta vincolante decadrà automaticamente se Exor non farà pervenire la propria accettazione scritta entro le 18 del 22 dicembre e, come precisato da Tether, l'offerta vincolante è stata trasmessa anche al consiglio di amministrazione della Juventus "per opportuna informazione e in uno spirito di trasparenza e correttezza".
VIDEO. I TERMINI DELL'OFFERTA TETHER E LA POSIZIONE DI EXOR
Ardoino: "Investimento da 1 miliardo di euro"
Lo ha confermato il Ceo della società, Paolo Ardoino, che ha scritto su X: "Oggi Tether ha inviato una proposta ufficiale ad Exor per comprare la loro intera quota di Juventus. Sin dall'inizio il nostro obiettivo è sempre stato quello di sostenere la squadra e riportarla alla gloria che merita. Come parte del nostro commitment, se questa transazione andrà a buon fine, Tether investirà 1 miliardo di Euro nel club". E dopo l’annuncio social, Tether Investments ha diffuso un comunicato dove ribadisce che la proposta citata da Ardoino è stata inviata da un indirizzo mail certificato al Consiglio di Amministrazione di Exor
L'11,5% del club è già suo
Non è la prima volta in cui Tether ha pensato di salire nel capitale sociale della Juventus dove detiene l’11,5%, ma nelle ultime ore è stato stimato il valore complessivo della quota di Exor (il 65,4%) pari a 1,1 miliardi di euro. Per ogni azione di Exor, Tether ha offerto 2,66 euro con uno spread superiore al 20%: si parla di un valore intorno ai 900 milioni di euro, pagato 1,1 miliardi e dunque con uno spread positivo di 200 milioni
Exor respinge l'offerta, Elkann: "Nostra storia non è in vendita"
- E’ un no all’unanimità da parte del CdA di Exor – la cassaforte della famiglia Agnelli-Elkann – la risposta alla proposta di acquisizione da parte di Tether. Un comunicato pubblicato sabato pomeriggio parla dell’orgoglio della famiglia Agnelli che da oltre un secolo è proprietaria di una squadra storica e di successo come la Juve, rimanendo pienamente impegnata nel club e a supporto del nuovo team dirigenziale”. In un passaggio del comunicato si sottolinea inoltre la sede legale della società di criptovalute Tether, e cioè El Salvador, in centro America.
- John Elkann: "La Juve fa parte della mia famiglia da 102 anni. Fa parte nel vero senso della parola, perché nel corso di un secolo, quattro generazioni l'hanno ingrandita, resa forte, accudita nei momenti difficili, festeggiata nei momenti felici. Ma non solo: la Juve fa parte di una famiglia molto più grande, la famiglia bianconera, fatta di milioni di tifosi, che amano la Juve come si amano le persone care. Proprio pensando a questa passione, a questa storia d’amore che ci unisce da oltre un secolo, come famiglia continuiamo a sostenere la squadra e guardare al futuro, per costruire una Juve vincente. La Juventus, la nostra storia, i nostri valori non sono in vendita"
Che cosa è una stablecoin e cosa è Tether
- Una stablecoin è un tipo di criptovaluta, dunque uno strumento digitale, concepito per mantenere un valore stabile nel tempo, in quanto agganciato a un altro asset, come ad esempio una valuta fiat (cioè una valuta nazionale emessa e regolata da un governo, ad es. euro, dollaro, sterlina), l’oro o un altro strumento finanziario. Le stablecoin sono utilizzate in vari servizi finanziari basati su blockchain, cioè la tecnologia di registro distribuito che permette di registrare transazioni in modo sicuro creando una catena di "blocchi" di dati condivisa tra molti partecipanti, eliminando la necessità di intermediari come le banche). Le stablecoin sono spesso utilizzate come livello intermedio degli asset digitali, come token da scambiare quando si negoziano altre criptovalute o come riserva quando si desidera un'esposizione al dollaro senza rivolgersi a una banca. Con questi token si punta a ottenere la velocità delle criptovalute abbinate alla stabilità delle valute tradizionali.
- Tether è stata lanciata nel 2014 e il suo token più noto è USDT (United States Dollar Tether). Ogni token USDT emesso vale 1 dollaro statunitense. Il suo funzionamento si basa su un meccanismo di riserva: per ogni token USDT emesso Tether garantisce riserve equivalenti o superiori in valuta fiat o asset equivalenti.
Chi è Giancarlo Devasini
Tether nasce nel 2014 per volontà di Giancarlo Devasini, medico-chirurgo che si spostò nel mondo dell'informatica e delle valute digitali. Mediaticamente meno presente di Ardoino, ha creato la moneta digitale alla base di Tehter. In particolare, Tether esplose durante la pandemia del 2020 legandosi al dollaro statunitense. Secondo Forbes, il patrimonio di Devasini è stimato in 22,4 miliardi di dollari
Utili per 13 miliardi di euro
Tether opera principalmente nelle criptovalute, nelle blockchain e nell'innovazione tecnologica dalle ultime frontiere dell'informatica all'innovazione tecnologica. La sede si trova a El Salvador, nel centro America, e ha dichiarato utili per oltre 13 miliardi di euro nel 2024. A febbraio 2025 si registra l'ingresso ufficiale nella Juventus con circa l’8% delle azioni, che ad aprile superano il 10% del capitale azionario del club
Chi è Paolo Ardoino
Amministratore delegato e volto nella comunicazione di Tether, il 41enne Paolo Ardoino è un tifoso juventino come emerso nel comunicato: "Per me la Juventus è sempre stata parte della mia vita. Sono cresciuto con questa squadra. Da ragazzo, ho imparato cosa significassero impegno, resilienza e responsabilità guardando la Juventus affrontare con dignità il successo e le avversità. Queste lezioni mi sono rimaste impresse a lungo dopo il fischio finale. La Juventus è un simbolo di eccellenza italiana con una presenza autenticamente globale, costruita nel corso delle generazioni attraverso il duro lavoro, l'ambizione e l'incrollabile lealtà dei suoi tifosi"
"Make Juventus Great Again"
Lo slogan promosso da Ardoino, Ceo di Tether che ammette una presenza nel consiglio di amministrazione della Juventus: si tratta di Francesco Garino. Come emerso nelle ultime ore, l'obiettivo è diventare protagonista di maggioranza della Juve e garantire "un miliardo di euro per rafforzare la squadra e la crescita del club".
I rischi della stablecoin
Sebbene ancorata a monete o altri asset e più stabile rispetto al bitcoin, è altrettanto vero che la natura stessa del business delle criptovalute è soggetta a molteplici variabili e oscillazioni. Il principale rischio è legato alla perdita del 'peg', cioè del collegamento tra la stablecoin e il valore dell’asset sottostante. A questo si possono aggiungere rischi legati alla trasparenza delle riserve: in alcuni casi non è chiaro se esista effettivamente una riserva a copertura dei token emessi, quale sia la sua natura – ad esempio liquidità, titoli o derivati – e se sia prontamente accessibile in caso di richieste di rimborso. Tutti elementi che possono spiegare la posizione di Exor
Il declassamento di Tether da parte di Standard&Poor
- Come si legge sul sito di Borsa italiana, lo scorso novembre è arrivato il declassamento di Tether da parte di Standard&Poor: “S&P Global Ratings ha declassato la principale stablecoin mondiale, Tether (USDT), portandola da 4 – Constrained a 5 – Weak, il livello di valutazione di stabilità più basso della scala dell'agenzia di rating. La revisione negativa riflette il forte aumento dell'esposizione a asset ad alto rischio all'interno delle riserve che dovrebbero garantire l'ancoraggio al dollaro. Secondo il rapporto, la quota di asset rischiosi – tra cui bitcoin, oro, prestiti garantiti, corporate bond e altri investimenti poco trasparenti – è salita al 24% delle riserve al 30 settembre 2025, contro il 17% dell'anno precedente”. Sempre sul sito di Borsa italiana si legge: “S&P ha inoltre evidenziato inoltre gravi lacune di trasparenza: Tether non fornisce dettagli sui custodi delle riserve, su controparti finanziari né sulla composizione di alcune categorie di asset. Anche la governance viene definita opaca, mentre il quadro regolamentare di El Salvador – in cui Tether si è trasferita nel 2025 – è giudicato meno robusto rispetto a quello statunitense o europeo e non prevede segregazione patrimoniale a protezione degli utenti. Il rischio nelle riserve e la ridotta chiarezza informativa hanno quindi determinato la decisione di S&P di declassare la stablecoin nonostante la stessa agenzia di rating abbia riconosciuto a USDT un buon track record di stabilità del prezzo e un'elevata liquidità sul mercato secondario.
- La risposta della società è arrivata dal Ceo Paolo Ardoino che a Milano Finanza ha accusato S&P di non avere "la minima idea di come funziona Tether" e di rappresentare "la vecchia finanza che ha paura del cambiamento".
