Sentenza Zappi, le motivazioni del Tribunale Federale Nazionale e gli scenari
arbitriPubblicato dal TFN il dispositivo della sentenza con le motivazioni alla base dell’inibizione per 13 mesi del presidente dell’Associazione Italiana Arbitri. "Risulta provato che Zappi abbia indotto gli arbitri Pizzi e Ciampi a rassegnare le proprie dimissioni". Per l’eventuale commissariamento dell’AIA da parte della Figc si aspetterà l’esito dell’appello
"Modalità sleali, abuso della propria funzione": così "ha indotto gli arbitri a dimettersi". Il Tribunale Federale Nazionale ha reso note le motivazioni con cui ha disposto l'inibizione per 13 mesi al presidente dell'Aia, Antonio Zappi, le cui condotte hanno violato "i principi sanciti degli artt. 4, comma 1, CGS, 42, comma 1 e comma 3 lett. a) e c), 3, 5, 6.1 Codice Etico Aia che impongono agli arbitri di svolgere le loro funzioni con trasparenza e correttezza, e nel più assoluto rispetto delle regole e dell'etica sportiva, improntando ogni comportamento ai principi di rettitudine e della comune morale" e la cui "gravità dei fatti rapportata proprio all'incarico ricoperto e alle sleali modalità con le quali, abusando della propria funzione, ha ottenuto le dimissioni degli associati". Dagli atti, si legge nel dispositivo, risulta "pacificamente provato" che il presidente Zappi, per "favorire la nomina degli arbitri Orsato e Braschi quali Responsabili CAN C e CAN D, abbia indotto gli arbitri Pizzi e Ciampi a rassegnare le proprie dimissioni", nella consapevolezza che "non vi fosse alcuna valida motivazione, né sotto il profilo comportamentale né sotto il profilo tecnico, per la quale avrebbero dovuto abbandonare il proprio incarico". Inoltre le modalità con le quali sono state chieste le dimissioni, in assenza di un progetto tecnico che possa "ritenersi condiviso dagli arbitri Pizzi e Ciampi, la tempistica utilizzata (il giorno prima della riunione fissata per le nomine), l'assenza di valide motivazioni, il rischio di rinvio delle nomine di 14 giorni (creando un disagio all'intera categoria), le rassicurazioni in ordine alla mancanza di pregiudizi economici, non possono che essere visti come elementi atti a dimostrare che le dimissioni rassegnate da Ciampi e Pizzi siano state indotte dal presidente Zappi". La scelta dei due di dimettersi, quindi, "non può ritenersi, come sostenuto dalla difesa di Zappi, autodeterminata e libera. È evidente che quando hanno ricevuto la richiesta di dimissioni per far sì che il loro ruolo fosse ricoperto da altri, hanno interpretato tale richiesta come una manifestazione di sfiducia nei loro confronti". Ridotta a due mesi di inibizione, invece, la sanzione per il componente del Comitato nazionale Emanuele Marchesi, in considerazione del fatto che "lo stesso ha fornito elementi di interesse per gli accertamenti istruttori sia in considerazione del comportamento processuale".
Figc aspetta appello, possibile commissariamento
Il Tribunale Federale Nazionale ha dunque pubblicato le motivazioni della sentenza Zappi che ha portato alla squalifica di 13 mesi del presidente dell'AIA per le pressioni esercitate sui vertici degli organi tecnici di Serie C e Serie D, Maurizio Ciampi e Alessandro Pizzi per far spazio a Daniele Orsato e Stefano Braschi. Per lunedì 26 gennaio è fissato un consiglio federale ma -secondo quanto si apprende- al di là di un passaggio inevitabile sulla vicenda per un aggiornamento alle componenti, per l'eventuale commissariamento dell'AIA si aspetterà l'esito dell'appello del processo, visto che con ogni probabilità Zappi procederà al ricorso.
