La finale playoff tra Palermo e Frosinone: calendario, orari e regolamento

Serie B

Archiviate le semifinali playoff, la corsa alla promozione della Serie B si conclude con l'epilogo tra Palermo e Frosinone: mercoledì alle 20.30 la sfida d'andata al Barbera, sabato allo stesso orario il secondo round allo Stirpe. Amarcord per l'ex Stellone, ciociari ammessi in A con un doppio pareggio

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Ultimi 180’ in Serie B, doppio appuntamento conclusivo che premierà la terza formazione promossa in A. Già certificato il salto di categoria per Empoli e Parma, squadre ai vertici della classifica al termine della regular season, la bagarre dei playoff ha stabilito le prime eliminate (Bari e Perugia) a precedere l’uscita di scena delle venete Cittadella e Venezia. Fuori i tre allenatori campioni del mondo, spazio a Longo e Stellone alla guida di Frosinone e Palermo. Ecco le due finaliste negli spareggi della post-season, roulette che mette a confronto due delle corazzate del torneo opposte nell’ultimo atto. Confronto equilibrato tra protagonisti, numeri d’eccezione e vecchie conoscenze nella sfida più attesa: match di andata e ritorno che valgono sogni di gloria e un posto in paradiso per chi la spunterà dal Barbera al nuovo "Benito Stirpe".

Quali sono le date della finale playoff?

L’ultimo atto prende il via nella serata di mercoledì con il match d’andata: alle 20.30 Palermo e Frosinone si affrontano al Barbera, incontro in onda su Sky Sport 1 HD e Sky Calcio 1 HD. La partita di ritorno è in programma sabato alle 20.30 al nuovo "Benito Stirpe" in diretta su Sky Sport 1 HD e Sky Calcio 1 HD.

Qual è il regolamento dell'ultimo atto?

Già annunciate le promozioni dirette di Empoli e Parma, la terza formazione destinata alla Serie A prevede la disputa dei playoff dalla terza all’ottava classificata. Archiviato il turno preliminare con le eliminazioni di Bari e Perugia, scoglio seguito dalle semifinali fatali per Venezia e Cittadella, la finale contempla il confronto in gare di andata e ritorno tra Palermo e Frosinone. A differenza delle coppe europee, i gol realizzati fuori casa a parità di reti segnate non valgono doppio. Non si svolgono i tempi supplementari: qualora il pareggio persista dopo i canonici 180’, è ammessa in A la squadra meglio classificata ovvero il Frosinone che gioca in casa il secondo round.

Chi è il grande ex della finale playoff?

Inevitabilmente Roberto Stellone, allenatore rosanero da fine aprile e grande protagonista in Ciociaria. Qui concluse la sua carriera da attaccante nel 2011 e inaugurò l’avventura in panchina: dopo l’ottimo impatto alla guida della Berretti con lo scudetto di categoria e un 8° posto in Lega Pro, la parabola del Frosinone targato Stellone prende il via nella stagione 2013/14: la finale playoff vinta contro il Lecce regala il ritorno in Serie B, promozione bissata l’anno seguente con il 2° posto e una storica prima volta in Serie A. Nominato cittadino onorario della città, il tecnico originario di Roma non esorcizza l’immediata retrocessione e saluta i giallazzurri nel maggio del 2016. Poca fortuna alla guida del Bari, ora il destino lo mette a confronto con la piazza più amata dove ha lasciato un’impronta indelebile tra società, giocatori e tifosi.

Come arrivano le due squadre all'epilogo?

Indicate per l’intero campionato come due delle maggiori indiziate al salto di categoria, Palermo e Frosinone hanno occupato stabilmente i piani alti della classifica: se i siciliani si erano laureati campioni d’inverno, i ciociari hanno sprecato il match-point promozione negli ultimi 90’ contro il Foggia incassando il sorpasso del Parma e risvegliando i fantasmi dell’anno precedente. Clamorosa la beffa del Carpi in 9 contro 11 nelle semifinali playoff, appuntamento che stavolta ha premiato la banda Longo contro il Cittadella: merito di un doppio pareggio che qualifica i giallazzurri all’epilogo contro l’ex Stellone. Attenzione al bilancio della vecchia conoscenza in Ciociaria, 6 gare alla guida dei rosanero da imbattuto: 3 pareggi e altrettanti successi fino all’ultimo 1-0 contro il Venezia, avversaria già bloccata sull’1-1 al Penzo.

Quali sono i numeri della due finaliste?

Mai promosse nella massima serie attraverso i playoff di B, circostanza analoga ai due allenatori Longo e Stellone, Frosinone e Palermo hanno chiuso la regular season rispettivamente al 3° e al 4° posto a quota 72 e 71 punti. Piazzamento che concede un vantaggio ai ciociari, ammessi in Serie A con due pareggi e con la sfida di ritorno in programma nel proprio stadio, tuttavia i rosanero hanno accumulato ben 31 punti in trasferta in stagione alle spalle di Cittadella ed Empoli. Proprio dietro agli azzurri si posiziona la squadra di Longo in termini di bottino casalingo, 43 punti e soli 2 ko contro Perugia e lo stesso Empoli. Differenze sostanziali alla voce score realizzativo: i 65 gol segnati dal Frosinone rappresentano il quarto attacco della Serie B contro i 59 realizzati dal Palermo, formazione che viceversa vanta la seconda migliore difesa del torneo preceduta solo dal Parma: 39 le reti concesse dai siciliani, 8 in più quelle giallazzurre.

Come sono andati i precedenti in stagione?

Palermo avanti negli scontri diretti, doppio incrocio che tuttavia vide Bruno Tedino e non Stellone alla scacchiera con Moreno Longo. Dopo lo 0-0 al nuovo "Benito Stirpe" alla 9^ giornata, pareggio che lasciava le due avversarie a quota 15 punti al 2° posto alle spalle dell’Empoli, il match del Barbera disputato lo scorso 10 marzo archiviò il successo dei siciliani: decisivo l’1-0 targato Gnahoré, guizzo ad inizio ripresa che riduceva a 3 le lunghezze di ritardo dal Frosinone sul 2° gradino del podio. Precedenti vani ai fini del regolamento nella finale playoff, epilogo nel quale pesa eccome il punto di margine al traguardo della regular season a beneficio dei ciociari di Longo.

Difesa contro attacco, chi la spunta?

Equilibrio sostanziale nel rendimento del girone di ritorno (35 punti contro 32 a favore del Frosinone), discriminante che piuttosto oppone rivali diverse per moduli e filosofia. Prendete le pedine offensive dei giallazzurri, Ciano e Dionisi insieme a Ciofani e Citro, 41 gol in quattro e 55 punti in dote sui 72 totali per la causa di Longo che grazie a loro ha confezionato il 77.5% del bilancio stagionale. Ciò nonostante contro il Cittadella, bloccato due volte sull’1-1, hanno segnato i fedelissimi Paganini e Gori a differenza delle frecce d’attacco già a secco in campionato contro il Palermo. Detto della tenuta difensiva dei rosanero e dell’imbattibilità di Stellone, i siciliani hanno concesso 5 reti in 6 gare dall’avvento del nuovo allenatore ritagliando 3 clean sheet nelle ultime 4 partite disputate. L’ultimo banco di prova vale la Serie A.

Quali sono i duelli da tenere d'occhio?

Se a balzare all’occhio è il confronto tra reparti nel nome dei due allenatori, il campo presenta la sfida a distanza tra giocatori dall’elevato peso specifico. Fuori dai giochi Daniel Ciofani, centravanti da 13 reti come l’acciaccato Nestorovski, ecco quindi che i gol passano dal braccio di ferro generazionale tra Dionisi e La Gumina: doppia cifra per la bandiera giallazzurra, 30 anni e 50 gol a Frosinone dal suo arrivo nel 2014, saldo stagionale bissato dal ragazzo classe 1996 cresciuto nel vivaio e mai così decisivo come nel finale di campionato. Il miglior marcatore tra le fila di Longo è tuttavia Ciano, 14 centri e un mancino di categoria superiore per il 28enne napoletano mai arrivato in Serie A. Lui come Coronado, jolly rosanero votato ai colpi ad effetto: 9 reti, altrettanti assist e spettacolo da vendere. Alla voce dei passaggi vincenti, ben 16 nel torneo, il leader assoluto è proprio Ciano intoccabile nell’attacco del Frosinone.

Quale sarà la terza promossa in A?

Difficile avanzare scenari e pronostici in Serie B, campionato tradizionalmente all’insegna dell’equilibrio eppure ricco di sorprese. Calcoli vietati in casa Frosinone, squadra ammessa al piano superiore con due pareggi e il secondo round da disputare davanti ai propri tifosi, vantaggi tecnici e ambientali peraltro dilapidati due volte dai ciociari nell’ultimo anno. Chi dovrà rischiare tutto è invece il Palermo di Stellone, un ex come il giallazzurro Terranova cresciuto nel vivaio siciliano senza mai esordire in prima squadra, formazione imbattuta dall’arrivo del nuovo allenatore nel nome del pragmatismo e dell’organizzazione. L’ultimo verdetto di questo torneo verrà riservato dalle corazzate deluse al traguardo della regular season, amarezza che solo la promozione in Serie A può accantonare lasciando spazio alla festa.

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