Calciomercato, Il Ninja e il Flaco: l’incastro perfetto tra Inter e Roma

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Luca Marchetti

Come alla fine di un giallo, tutti gli indizi sembrano ormai essere al posto giusto: Nainggolan all'Inter e Pastore alla Roma è una trattativa parallela che accontenta i giocatori e le due squadre

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Sembra quasi come quando arrivi alle battute finali di un giallo. Tutte le tessere entrano al posto giusto, con una rapidità impressionante. E lo stato d’animo viaggia fra lo stupito e lo stupido: come ho fatto a non pensarci prima è tutto così semplice!

Stessa cosa l’affare sul quale Roma e Inter stavano lavorando da tempo: Nainngolan. Prima di tutto, alla base, c’è una necessità tecnica che va soddisfatta: l’Inter aveva bisogno di Nainngolan e probabilmente Nainngolan aveva bisogno dell’Inter per trovare nuovi stimoli, ancora più forti. Spalletti è satato l’allenatore che lo ha trasformato da centrocampista di grinta in devastante incursore. Un trequartista atipico, capace di andare a segno come un attaccante ma allo stesso tempo di azzannare le caviglie avversarie. Per il calcio di Spalletti la chiave per far girare definitivamente il motore nerazzurro. Il belga invece nella sua avventura con Di Francesco era stato tanto importante ma sicuramente meno decisivo: ovvero meno presente nella zona decisiva, soprattutto nella prima parte della stagione. Primo incastro.

La Roma deve assolvere agli impegni presi con la Uefa per il FFP. E quindi deve fare delle cessioni, entro il 30 giugno. Si sta muovendo Monchi (Allison in testa) ma la cessione di Nainngolan a 40 milioni (prezzo fissato per il belga) risolverebbe tutto in una sola operazione. Sarebbe un sacrificio, certamente, ma poi c’è sempre il mercato per rimediare. Secondo incastro.

Nella trattativa iniziata con l’Inter è subito sembrato evidente che i nerazzurri e i giallorossi avessero (in maniera anche provocatoria) posizioni di partenza diverse quasi opposte. Ma la Roma ha subito individuato un’opportunità di mercato già nella trattativa stessa: i giovani della Primavera nerazzurra che ha vinto tutto in quest’ultimo periodo sono apprezzatissimi a Trigoria. E allora perché non provare ad inserirli? Su tutti Zaniolo, il trequartista figlio d’arte che non solo ha già giocato nei professioinsti ma che ha già deciso la finale Primavera. Terzo incastro.

L’Inter, è vero, dovrà sacrificare qualche gioiellino del settore giovanile. E se la trattatvia si chiude con la Roma senza avee il famoso “riacquisto” per tenere comunque un cordone ombelicale. E questo è stato un tema dibattuto in società anche con Zhang. Il sacrificio si rende necessario: non tanto e non solo per Nainngolan, ma anche perché in questo modo si va incontro anche alle necessità del FFP nerazzurro. Quarto incastro.

Poi c’è la vicenda Pastore. La voglia di tornare in Italia era già nota dalla scorsa sessione di mercato. La scadenza di contratto nel 2019 fa di Pastore un giocatore più che appetibile da un punto di vista economico. E anche qui i paletti del FFP a cui è sottoposto anche il PSG fanno la differenza. Anche il PSG deve vendere. E Pastore non vede l’ora di andar via, tanto da abbassarsi anche l’ingaggio. La Roma ha un’alternativa tattica di primissimo livello in più. Giocatore completamente diverso da Nainngolan, ma altrettanto decisivo. Con i destini che si incrociano fra Inter e Roma. E i soldi (cash) che l’Inter darà alla Roma per Radja finiranno nelle casse del PSG come pagamento per il Flaco. Quinto incastro.

Un ingranaggio praticamente perfetto che accontenta tutti, su tutti i piani. Società, giocatori e allenatori. Senza dimenticare gli amministratori delegati. Ecco perché tutto si infila al posto giusto. Ma tutto deve muoversi in contemporanea: per l’incastro perfetto.

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