Milan, parla Rangnick: "Non avrei puntato su Ibrahimovic. Pioli ha meritato la conferma"

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Il manager tedesco ha parlato a La Gazzetta dello Sport del lungo corteggiamento dei rossoneri: "Primi contatti ad ottobre. Con me cercavano una svolta, ma Pioli ha meritato la conferma". Poi sul duro giudizio di Maldini nei suoi confronti: "Mi chiedo se la proprietà è contenta dei risultati in rapporto al denaro investito"

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Ralf Rangnick non farà parte del Milan che verrà. Il manager tedesco, che fra le altre ha fatto le fortune del Lipsia, è stato corteggiato per mesi, ma alla fine i rossoneri hanno deciso di confermare Pioli: "I primi contatti risalgono a fine ottobre, quando la squadra era in una situazione complicata: a tre punti dalla zona retrocessione - ha spiegato in esclusiva a La Gazzetta dello Sport prima di dire la sua sulla scelta finale del club - il Milan è stata la formazione migliore post Coronavirus. Cambiare non sarebbe stato saggio né rispettoso. Pioli ha meritato la conferma, anche per la persona che è: l’ho apprezzato nelle interviste, sempre concentrato sugli obiettivi. Se poi è la scelta giusta nel medio e lungo termine è un’altra questione". Rangnick avrebbe rappresentato l'uomo intorno al quale sarebbe nato un nuovo progetto: "Cercavano una svolta. Io lavoro alla crescita, e i giovani imparano molto più in fretta. L'esempio è a 30 km di distanza da Milano: l’Atalanta ha un terzo del fatturato del Milan ma arriva davanti. Fanno investimenti intelligenti, hanno un settore giovanile tra i migliori d’Europa". 

"Non avrei insistito su Ibra"

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Il Milan sta trattando il rinnovo di Ibrahimovic, che molto probabilmente con Rangnick non sarebbe rimasto: "Non è nel mio stile insistere su giocatori di 38 anni - ha spiegato il manager tedesco - non perchè non siano abbastanza bravi, e Ibra certamente lo è, ma perchè preferisco creare valore, sviluppare il talento. Per me ha poco senso puntare su Ibra o Kjaer, ma è la mia idea, né giusta né sbagliata, semplicemente diversa". Non manca una replica alle parole di Maldini, che tempo fa ribadì di non ritenere Rangnick all'altezza del Milan: "Nella vita una delle mie regole è: non parlare di chi non conosci personalmente. E da parte mia non è mai stata detta mezza parola sul Milan, mai. Posso parlare di Maldini ex giocatore: è stato straordinario, una leggenda vera e propria. Ma non posso dire lo stesso da direttore sportivo: semplicemente, non lo conosco in questo ruolo. Da esterno ci si può chiedere se la proprietà è contenta dei risultati in rapporto al denaro investito negli ultimi anni".

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