Inter, Marotta: "Società è uscita dal tunnel. I rinnovi di Lautaro e Barella sono vicini"

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L'amministratore delegato nerazzurro fa il punto sulla situazione rinnovi: "Brozovic è in scadenza, per lui ci vorrà più tempo ma ho fiducia. La volonta dei calciatori è determinante". E sulla situazione economica del club: "La nostra condizione è pari a quella degli altri. Siamo usciti dal tunnel e c'è stabilità. Via Lukaku a 115 milioni e dentro Dzeko a 0? In campo non vedo questo divario..."

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Un'estate complicata quella appena vissuta dall'Inter, che ha visto la formazione neoscudettata privarsi di Romelu Lukaku e Achraf Hakimi. Due cessioni sicuramente importanti, ma che hanno permesso alle casse del club nerazzurro di mettersi in sicurezza. E adesso è già tempo di concentrarsi sui prossimi top player da blindare, a partire da Brozovic, Lautaro e Barella (con i contratti in scadenza rispettivamente a giugno 2022, 2023 e 2024). Il punto sul mercato e sul tema rinnovi l'ha fatto Beppe Marotta, in un'intervista concessa al Corriere della Sera: "Per Brozovic servirà più tempo, ma ho fiducia. Per Barella e Lautaro si va verso una gratificazione e un prolungamento del contratto. Siamo vicini. La volontà del giocatore è determinante. Come manager non sono preoccupato del vendere, ma del comprare bene. Oggi Lukaku a 75 milioni non potrei comprarlo, ma nessun club in Italia può garantire un grande stipendio a un calciatore. Gli agenti? Un’attività da regolamentare. Rappresentano una voce pesante: 138 milioni di euro in Italia di commissioni la scorsa stagione. Inaccettabile".

"L'Inter è uscita dal tunnel. E sul mio futuro..."

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Legandosi al tema mercato, Marotta ha fatto il punto anche sulla situazione economica del club, in condizione di sicurezza dopo le difficoltà dell'ultimo periodo: "La nostra condizione è alla pari degli altri club e stiamo pagando regolarmente gli stipendi, anche gli ultimi di settembre. La contrazione finanziaria è legata ai mancati introiti da Covid. Il nostro azionista in 5 anni ha messo 1 miliardo di euro, eticamente non è sostenibile. Siamo usciti dal tunnel. C’è stabilità, la cassa dà tranquillità. Zhang ha passione. Il presidente ha ribadito più volte l’impegno a lungo termine nell’Inter. Il mio futuro? Aspettiamo che torni Zhang, credo si possa continuare assieme. Dopo l’esperienza all’Inter cercherò qualcos’altro fuori dai club. A me piace la politica dello sport, magari un ruolo istituzionale, mi piacerebbe".

"Via Lukaku a 115 milioni e preso Dzeko a 0: non c'è questo divario"

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La principale operazione in uscita dell'estate nerazzurra è quella che ha visto il passaggio di Romelu Lukaku al Chelsea. Una partenza che è stata sostituita con gli arrivi di Edin Dzeko e Joaquin Correa. Un'operazione che complessivamente Marotta commenta così: "Vendo Lukaku a 115 milioni e lo sostituisco con Dzeko a zero: sul campo non c’è questo divario. Lukaku è andato via per prendere il doppio, in Italia certe cifre non possono esistere. Nel 2000 la Serie A fatturava più di tutti, in 20 anni siamo diventati periferici. Gli obiettivi? L’Inter è da scudetto, non dobbiamo dispensare illusioni ma l’ambizione è parte integrante del club. Ce la giochiamo con tutti. L’obiettivo resta qualificarsi per la Champions. Inzaghi sta lavorando bene, gli va dato tempo di conoscere il fenomeno Inter. Magari alcuni gol erano evitabili, lì dobbiamo migliorare. Conte? Non abbiamo litigato".

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Infine, l'amministratore delegato dell'Inter è tornato sul tema Superlega e sullo stato di salute del calcio a livello mondiale, anche alla luce delle possibili novità introdotte dalla Fifa, come il Mondiale da giocare ogni due anni: "E’ un grido d’allarme, di disperazione, di alcune società con un forte obiettivo competitivo. Va rivisto il modello organizzativo. Nella forma potevamo agire meglio, ma il fine giustifica i mezzi. Covid e indebitamento affogano i club. La difficoltà è coniugare i concetti di business e meritocrazia. La Champions nel 2024 aumenterà di 100 partite, la Fifa vuole il Mondiale biennale: ma la tutela delle società dov’è? Se ti do un giocatore per due mesi, perché devo pagarlo io. Sono contrario. Significa limitare le attività dei club e aumentare l’usura e il rischio di infortunio dei calciatori. Modifica dei campionati? Si deve scendere a 18 squadre e non solo. Le leghe inferiori stanno in piedi grazie a un concetto mutualistico di assistenza. Per le leghe minori si potrebbe reintrodurre il semi professionismo".

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