Juventus, De Ligt: "Le parole di Raiola sul futuro? In 3 mesi le cose possono cambiare"

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L'olandese tra presente e futuro: "Alla Juve mi danno sempre più responsabilità e questo mi piace, mi sto divertendo. Le parole di Raiola risalgono a tre mesi fa, nel frattempo le cose possono cambiare. Per lo scudetto servirebbe un miracolo, ma le cose sono sicuramente migliorate rispetto a 13 partite fa. L'addio di CR7 ci ha tolto 30 gol, avevamo bisogno di un attaccante come Vlahovic"

Matthijs De Ligt è un giocatore sempre più importante nella Juventus di Massimiliano Allegri, tra i leader difensivi della squadra bianconera. L'olandese sta raccogliendo, pian piano, l'eredità di Bonucci e Chiellini, che si alternano al suo fianco anche a causa dei problemi fisici che ne stanno condizionando la stagione. E per il futuro? De Ligt apre la porta a una permanenza alla Juventus, nonostante le parole di Raiola di qualche mese fa in cui disse che il difensore era "pronto per un nuovo passo". "Il club mi sta dando sempre più responsabilità – ha dichiarato il giocatore al portale olandese Rondo – Chiellini e Bonucci sono spesso infortunati e c'è più pressione sulle mie spalle, questo mi piace. Mi accorgo che posso assumere un ruolo importante, siamo ancora in corsa su tre fronti e mi sto divertendo molto qui. Ho notato che imparo ogni settimana e questo mi piace molto. Quello che ha detto Raiola risale a 3 mesi fa, in quest'arco di tempo tante cose possono cambiare. Ora mi sto concentrando completamente sul finale di questa stagione".

"Per lo scudetto servirebbe un miracolo"

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Sul campionato, aggiunge: "A un certo punto eravamo a 14 punti dal primo posto, a quel punto ci siamo tolti dalla testa l'obiettivo scudetto. Abbiamo deciso di concentrarci sulla qualificazione in Champions League e abbiamo iniziato a pensare partita per partita. Inter, Milan e Napoli hanno perso dei punti e ora siamo solo a -7. Dovrebbe accadere un miracolo per vincere lo scudetto, ma la situazione è sicuramente migliorata rispetto a 13 partite fa".

"Con CR7 persi 30 gol, avevamo bisogno di Vlahovic"

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A gennaio è arrivato Vlahovic, ma in estate la Juve perse Cristiano Ronaldo: "È andato via a fine mercato e con il suo addio abbiamo perso 30 gol. Poiché era così tardi, non potevamo ripartire subito da uno come Vlahovic. Questa cosa all'inizio ci ha penalizzato. Quando ho giocato contro Dusan, ho notato quanto fosse forte e tecnicamente bravo. Mi ha impressionato la sua motivazione nel segnare, quasi chiamava i suoi compagni se non riceveva la palla. Avevamo bisogno di un attaccante come lui".

Il siparietto con Van Basten sul gioco: "In Italia è diverso..."

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De Ligt parla poi del suo stile di gioco, cambiato da quando è in Italia. Il difensore si è confrontato con Marco Van Basten, che gli ha parlato dell'errore commesso sul gol del Villarreal: "Ho sempre giocato uomo a uomo all'Ajax e questo lo so fare. Hai un attaccante contro di te o un numero 10 e lo annulli. È lì che penso risieda la mia più grande forza. Ma qui in Italia è diverso. Ad esempio, quel gol contro il Villareal era un perfetto esempio del mio istinto che diceva "Prendi l'uomo" mentre a volte è meglio per rimanere nella posizione, gli italiani sono maestri in questo", conclude De Ligt.