Agente Kessie: "Juve aspettata per settimane. All'Atalanta si è sentito desiderato"
la letteraFranck Kessie è tornato all'Atalanta dopo una lunga trattativa estiva con la Juventus che non si è concretizzata. L'Ad bianconero Giovanni Carnevali aveva spiegato i motivi del mancato accordo: "Evidentemente o il giocatore non era così convinto o il suo procuratore". Ora George Atangana, agente del centrocampista ivoriano, ha ricostruito con una lunga lettera le settimane di contatti, l'attesa del giocatore e la scelta finale di tornare a Bergamo
Non è un segreto che Franck Kessie sia stato uno dei nomi seguiti a lungo dalla Juventus durante il mercato estivo. Il centrocampista ivoriano, libero dopo la scadenza del contratto con l'Al Ahli, aveva aperto alla possibilità di vestire la maglia bianconera e i contatti sono proseguiti per diverse settimane. L'accordo, però, non è mai arrivato e nel finale di mercato Kessie ha scelto di tornare all'Atalanta.
A spiegare la posizione della Juventus era stato l'Ad bianconero Giovanni Carnevali, che a Dazn aveva dichiarato: "Kessie? Ci interessava, lo abbiamo trattato per diverse settimane ma per noi la cosa più importante è rispettare il settlement agreement con l'Uefa. Con Kessie sembrava vicino l'accordo, ma poi evidentemente o il giocatore non era così convinto o il suo procuratore, che magari ha preferito cogliere un'altra opportunità. Noi abbiamo bisogno di gente convinta di stare con noi, in qualsiasi settore del club".
Atangana: "Franck aveva deciso che avrebbe sposato la Juve"
Dopo queste dichiarazioni, l'agente George Atangana ha affidato a una lunga lettera la propria ricostruzione della trattativa. "La trattativa con la Juventus non è nata negli ultimi giorni di mercato. È una storia iniziata molte settimane prima, quando Franck, scaduto il contratto, aveva sostanzialmente deciso che avrebbe voluto sposare la Juventus".
Secondo Atangana, il giocatore avrebbe anche rinunciato ad altre possibilità per aspettare l'evoluzione dei contatti con il club bianconero. "Franck ha dimostrato concretamente, con i fatti e con rinunce economiche enormi, quanto desiderasse vestire la maglia della Juventus. Ha detto no a diverse proposte provenienti da altri club, alcune delle quali a cifre che sarebbero state oggettivamente irrinunciabili per la quasi totalità dei calciatori".
Nella ricostruzione dell'agente, la trattativa sarebbe rimasta aperta per gran parte dell'estate. "Franck non ha aspettato la Juventus perché non avesse alternative: ha aspettato per tutta l’estate che la Juventus desse seguito al forte interesse manifestato nei suoi confronti, perché era convinto della sua scelta".
Atangana ha poi aggiunto: "Abbiamo compreso le esigenze del club, abbiamo accettato di aspettare e abbiamo dato alla Juventus il tempo necessario per effettuare alcune operazioni in uscita e creare le condizioni economiche per formulare una proposta. Tutto questo, lo ripeto, per parecchie settimane, con pazienza, rispetto e discrezione".
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"Desiderare una maglia non può significare rinunciare alla dignità"
Negli ultimi giorni sarebbe poi arrivata la proposta concreta, con Kessié disposto anche a ridurre le proprie richieste: "La sua priorità a quel punto non era massimizzare il proprio guadagno, ma andare alla Juventus. Desiderare una maglia non può significare rinunciare alla propria dignità". Il mancato accordo porta però il giocatore a interrompere la trattativa: "Franck ha ritenuto che non esistessero più le condizioni per arrivare a una conclusione positiva". Da lì il ritorno all'Atalanta: "Ha scelto Bergamo perché lì si è sentito desiderato, rispettato e valorizzato".
Atangana dedica infine un passaggio anche al proprio ruolo nella trattativa, respingendo l'idea che la scelta finale di Kessie sia stata condizionata dall'entourage: "Non è un uomo influenzabile e nessuno decide al posto suo". E sul lavoro dell'agente chiarisce: "Il compito è consigliare, negoziare, aiutare a trovare un giusto equilibrio tra aspettative economiche e considerazioni tecniche". In chiusura ribadisce: "Per quanto mi riguarda, gli interessi dei miei assistiti vengono prima dei miei. Sempre".
