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17 agosto 2018

Calciomercato 2018: gli affari delle 20 squadre di A spiegati in emoticon

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Ad ogni squadra la sua "faccina", per spiegare il mercato senza tanti giri di parole. C'è chi ne esce sbuffando e chi piangendo, chi regalerà sorprese e chi ha centrato tutti i suoi obiettivi. Ve lo raccontiamo in 20 emoji

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Giorni e giorni di trattative, abboccamenti, avvistamenti, inserimenti. Affari che si protraggono all'infinito prima di concludersi o saltare sul più bello: si può riassumere tutto ciò con delle "faccine"? Nell'era delle emoticons si può eccome: ecco allora il mercato della Serie A spiegato in 20 emoji. Senza tanti giri di parole...

JUVENTUS

La Signora mostra i muscoli. Una squadra costruita con l'intento dichiarato di andare a vincere quella Champions League che manca da troppo tempo in casa bianconera. Obiettivo sbandierato, senza paura: per una volta non ci si nasconde dietro alle solite frasi di circostanza e sarebbe anche ridicolo farlo, dopo aver preso il più forte di tutti. Cristiano Ronaldo, in Europa, ha dimostrato di poter veramente spostare gli equilibri da solo. Assieme a lui, quel Bonucci che in Italia non ci è riuscito e che torna a casa dopo la dimenticabile parentesi rossonera, e poi altri tasselli che si integrano bene nel mosaico: Emre Can, Cancelo, Perin. Un mercato studiato per vincere subito (non si spiegherebbe altrimenti la rinuncia poco in stile-Juve a un giovane come Caldara), allestendo una rosa che a livello di qualità ha pochi eguali al mondo.

NAPOLI

Le sorti del nuovo Napoli sono strettamente legate all'impronta che saprà dare Carlo Ancelotti: il top-player, in questo caso, siede in panchina. Abbandonata la strada del sarrismo, è iniziata una rivoluzione gentile: non sono cadute teste importanti, l'impianto di base è rimasto lo stesso ma starà ad Ancelotti arrivare al risultato provando una nuova via. Tatticamente abbiamo già visto grandi differenze con il recente passato: Jorginho, cervello della squadra, ha seguito Sarri a Londra e adesso in quella zona si muove Fabian Ruiz, con compiti diversi; Hamsik ha arretrato il proprio raggio d'azione; si è rivisto un centravanti "vero" in area di rigore. Resta quel sopracciglio alzato dovuto al fatto che occorre cieca fiducia nella visione di Ancelotti, uno che sa bene come si vince, e nella sua capacità di trasferirla al suo gruppo.

ROMA

Sembra che venga calcolato tutto nei minimi dettagli, da quando il mercato della Roma è in mano a Monchi. Ecco perché alla fine sono state digerite anche cessioni come quella di Nainggolan o Alisson. "Tranquilli, so quello che sto facendo", sembra dire Monchi a ogni operazione portata a termine. Il Ninja è stato rimpiazzato con Pastore, caratteristiche diversissime per un modo diverso di interpretare il ruolo di mezzala: una scommessa, se volete, ma la qualità dell'argentino non si discute. Cristante è un bel colpo, Kluivert potrà diventarlo sotto la cura Di Francesco, Olsen lo scopriremo solo parando. I conti di quel nerd di Monchi, però, non si riducono al semplice calcolo delle plusvalenze: quando diciamo che tiene conto di tutto, intendiamo proprio tutto. Non è un caso che l'altezza media della rosa si sia innalzata all'improvviso, specie dopo l'innesto di Nzonzi: uno dei punti deboli della Roma era proprio la scarsa capacità di sfruttare le palle inattive...

INTER

Squadra aggiustata là dove occorreva, con innesti mirati. Partiamo dalla casella del trequartista, in cui nella passata stagione Spalletti provò mezza squadra senza rimanere mai soddisfatto. Al mercato ha chiesto quello che considera il trequartista moderno ideale, il suo pupillo Nainggolan, e l'ha ottenuto. Servivano rinforzi sugli esterni e sono arrivati terzini di calibro ed esperienza internazionale come Asamoah e Vrsaljko. Bisognava rinforzare il muro davanti ad Handanovic, ed ecco a parametro zero de Vrij (che con Skriniar e Miranda costituisce forse il miglior pacchetto di centrali in A). Più tutta una serie di nuove opzioni che consentiranno a Spalletti di sbizzarrirsi con moduli e soluzioni offensive: Politano, Keita, Lautaro Martinez (preso perché serviva anche un vice-Icardi e protagonista di un precampionato da urlo giocando nel posto di Nainggolan: sarà difficile tenerlo fuori). Unico obiettivo sfumato per poco, Modric: ma non si può avere tutto dalla vita.

LAZIO

Il colpaccio di Lotito è stato trattenere Milinkovic-Savic, campione ricercato da mezza Europa ma con attaccato un cartellino del prezzo capace di spaventare anche i club più spendaccioni. Uno "stop" che ben rappresenta il mercato della Lazio, che si è limitata a trovare in Acerbi un degno sostituto di de Vrij e per il resto ha confermato il blocco modellato da Simone Inzaghi: è partito solo Felipe Anderson, che però rientrava sempre meno nelle scelte dell'allenatore, mentre assume un valore enorme la conferma di Immobile, visto che le proposte per il capocannoniere dell'ultima stagione non mancavano di certo.

MILAN

Tutto è nato da un'illuminazione, e alla fine i tasselli si sono sistemati praticamente da soli. Bonucci voleva tornare alla Juventus, alla quale faceva comodo un difensore di quel profilo (esperienza, leadership, conoscenza dell'ambiente) per tentare subito l'assalto alla Champions. Il Milan cercava un centravanti di livello internazionale e Higuain, intuendo come sarebbe andata a finire con l'arrivo di CR7, non sembrava chiudere la porta. Da lì la proposta dell'affarone incrociato, mettendoci dentro anche un Caldara che al Milan assicura la miglior retroguardia del futuro, e di marca italiana. La strategia dell'illuminazione è stata poi ripetuta con Castillejo (liberandosi di Bacca che non sarebbe mai rientrato nei piani), ma vanno applaudite anche le idee Laxalt e Bakayoko.

ATALANTA

Mercato triste, ma non siamo noi a dirlo. A definirlo tale è stato lo stesso Gasperini, con un'inaspettata uscita di cui è difficile capire anche l'obiettivo. Sono partite pedine importanti come Caldara, Spinazzola, Cristante e Petagna, è vero, ma la forza dell'Atalanta, e dello stesso Gasp, è sempre stata proprio quella: ripartire da ciò che si aveva in casa, valorizzandolo. "Sono arrivati tanti giovani", lo sfogo dell'amareggiato allenatore nerazzurro, e la cosa suona curiosa dato che proprio plasmando i giovani Gasperini ci ha sempre mostrato di saper dare il meglio di sè. In questo mare di tristezza, comunque, non sottovaluteremmo l'arrivo di Zapata, che pare il completamento perfetto per le idee del Papu Gomez.

FIORENTINA

L'idea di Pjaca è senza dubbio affascinante. A intrigare è soprattutto quel tridente, in cui il croato dalle mille potenzialità ancora inespresse e Federico Chiesa supporteranno Simeone. A due anni di distanza da quell'Europeo in cui, con un paio di giocate di alta scuola, fece innamorare tutti di sè, Pjaca è ancora a tutti gli effetti una scommessa. Se l'era accaparrato la Juventus, arrivando prima di tutte le altre big che gli avevano messo gli occhi addosso; poi l'infortunio, il prestito allo Schalke e adesso una nuova opportunità, con la maglia numero 10 viola sulle spalle, che è sempre una bella responsabilità.

TORINO

Un mercato condotto in silenzio, sotto traccia. Subito il bel colpo Izzo, poi Cairo e Petrachi sembravano essere soddisfatti così, e per intere settimane non si sono più fatti vivi. In realtà stavano lavorando, eccome. Negli ultimi due giorni hanno tolto la "modalità aereo" e si sono scatenati: hanno riportato in Italia Soriano, regalando a Mazzarri un giocatore in grado di offrirgli svariate soluzioni alternative. Poi, quando la Sampdoria stava per chiudere con Zaza, hanno piazzato uno sprint capace di far cambiare la destinazione finale all'attaccante del Valencia. Anche i maggiori esperti di calciomercato hanno dovuto ammettere che non si vedevano da tempo colpi preparati e piazzati con tanta segretezza.

SAMPDORIA

Sbuffa di rabbia la Samp, sbuffa come un toro. La ciliegina era pronta per essere messa sulla torta, con Zaza la trattativa era apparecchiata e la firma sembrava a un passo: poi l'inserimento del Torino le ha ricordato che il calciomercato è anche questo, non dare mai nulla per scontato. Salutato Zapata, i blucerchiati lo avevano già rimpiazzato con Defrel, ma un'opzione in più non sarebbe dispiaciuta a Giampaolo: è l'unico motivo per cui non ci si può ritenere del tutto soddisfatti, anche se difesa e centrocampo sono stati puntellati con innesti che hanno tutte le carte in regola per fare bene (Tonelli, Ekdal, Jankto, Saponara). Certo, sostituire Torreira non sarà semplice, ma in quel caso ci sono 30 milioni di motivi per non sbuffare di rabbia.

SASSUOLO

Via Politano e dentro Di Francesco, a livello tattico non si cambia. Il centrocampo si arricchisce però con l'esperienza e i muscoli di Boateng, piacevole ritorno in Italia reduce da una stagione super all'Eintracht. Siamo curiosi di vedere dove lo farà ballare De Zerbi, tecnico giovane e aperto alle sperimentazioni, che nelle prime uscite l'ha provato anche come falso nueve.

GENOA

Una stretta di mano dopo l'altra e Preziosi ha rivoluzionato ancora una volta la squadra. La più importante quella con Domenico Criscito, per il gran ritorno del capitano dopo 7 stagioni allo Zenit, ma abbondano i volti nuovi in tutti i reparti. Porta affidata a Marchetti, dopo l'addio di Perin; in difesa spicca Lisandro Lopez, a centrocampo si punta su Sandro, che al Benevento ha dimostrato di aver capito in fretta la Serie A. Romulo, un altro che conosce bene il nostro campionato, come jolly; Kouame e Piatek i nomi nuovi dell'attacco, ma la curiosità è tutta per Favilli, baby bomber in prestito dalla Juventus. In tutto fanno ben 21 operazioni in entrata, 21 strette di mano, considerando anche quelle minori, a fronte delle cessioni importanti di Laxalt, Izzo e del già citato Perin.

CHIEVO

La famiglia del Chievo resta quella, nessuno stravolgimento in una squadra che da anni funziona e che quindi non si cambia. Hanno salutato il gruppo Gobbi, Castro (cessione da non sottovalutare) e Inglese, già promesso sposo del Napoli poi finito al Parma. Fa il suo ingresso in famiglia un figlio d'arte: giocherà in Serie A, infatti, Mauro Burruchaga, pronto a imparare il mestiere da gente come Birsa o Giaccherini.  

 

UDINESE

Una squadra giovane, tutta da scoprire. Come al solito l'Udinese è andata a pescare profili sconosciuti ai più, scommettendo sul'occhio esperto dei suoi osservatori. Tra tanti esordienti, anche l'allenatore, lo spagnolo Julio Velazquez, 37 anni da compiere e un paio di buone stagioni alla guida dell'Alcorcon che hanno convinto la dirigenza bianconera ad affidargli la panchina. Giovanissimo, ma non solo: sarà anche l'unico allenatore straniero della nuova Serie A. 

BOLOGNA

Un taglio alle ali, con le cessioni importanti di Verdi e Di Francesco che hanno fruttato (insieme a Masina) una quarantina di milioni. Il tesoretto non è stato però reinvestito, e adesso Bologna ha paura, visto che tutte le altre sembrano essersi attrezzate a dovere. Si è deciso di puntare forte su Pippo Inzaghi, ma è già abbastanza chiaro che non sarà una missione semplice, la sua.

CAGLIARI

Poche operazioni, la più rilevante è sicuramente quella che ha portato Castro, giocatore dal dribbling facile, dalla confidenza con il gol e con la passione per la chitarra (proprio in questa estate ha lanciato il suo singolo), tutte doti che possono aiutare a cambiare musica. Molto dipenderà dall'approccio di Srna, l'altro grande acquisto di questa sessione.  

SPAL

I colpi per un potenziale miglioramento sono stati fatti, adesso la parola passa al campo. Petagna porterà quei gol di cui la Spal ha assolutamente bisogno per centrare la salvezza? Valdifiori può tornare quello che abbiamo ammirato un tempo? Anche Missiroli è un bell'innesto e trattenere Lazzari vale come un ulteriore colpo. Tutti nomi da segnarsi anche per il fantacalcio: i classici che se azzeccano la stagione giusta...

EMPOLI

Tutto ruota attorno al talento di La Gumina, pagato ben 9 milioni di euro, ovvero la cifra più alta mai spesa dal club in tutta la sua storia. Per il resto, dato che la missione è quella di restare in A, potrebbero rivelarsi innesti vincenti quelli di Acquah e di Salih Ucan, già visto alla Roma dove non era riuscito ad esprimersi al meglio.

PARMA

Un ritorno inaspettato per un Parma che vuole ricominciare a correre veloce. Lo farà affidandosi agli strappi dell'ex-giallorosso Gervinho, evidentemente pentitosi dopo le ultime stagioni in Cina. Assieme a lui sono arrivati Inglese e Grassi dal Napoli, e gli esperti Bruno Alves e Gobbi, che fanno comodo quando l'obiettivo è quello della salvezza. Attenzione anche a Stulac: potrebbe essere quello che assicura una marcia in più, per correre ancora più forte.

FROSINONE

Pinamonti, Perica, Sportiello, Molinaro, Halfredsson, Crisetig... un mix di gioventù ed esperienza che potrebbe riservare scherzetti a chiunque. Sembrava quasi uno scherzo anche la trattativa che ha portato l'ex-Arsenal Joel Campbell a Frosinone: adesso che è realtà siamo curiosi di vederlo all'opera.

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