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17 novembre 2018

Calciomercato 2019, tutte le trattative su Federico Chiesa

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Classe 1997, pilastro della Fiorentina e dell’Italia che sta nascendo. Già al centro di numerose voci di mercato nell’estate passata, l’interessamento nei suoi confronti non è certamente diminuito, anzi. In Italia sembra essere la Juventus la pretendente più interessata di tutte le altre, marcata stretta dall’Inter. Ma occhio all’opzione estera, con il City di Guardiola pronto a inserirsi da un momento all’altro

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Nella squadra più giovane del campionato spicca il suo sorriso. Già, perché Federico Chiesa è il simbolo di una Fiorentina da appena 24 anni di età media e che ha puntato tutto sulla freschezza e sulla spensieratezza della sua gioventù. È il più piccolino anche nel tridente che lo vede protagonista insieme a Pjaca e Simeone, due classe 1995 che però in campo non sembrano affatto più grandi di lui. Sì, perché Federico non è altissimo, ma sul rettangolo verde pare un gigante. Veloce, instancabile, a tratti incontenibile. Con quello scatto a testa bassa e quella postura ricurva su se stesso che ricordano tanto papà (anzi, babbo) Enrico. Per lui, fino a questo momento, due gol e cinque assist nelle prime 12 giornate giocate in campionato. Sempre in campo, tutte le volte dal 1’, con Pioli che non ci rinuncia davvero mai. Battere il record personale della passata stagione, fatto di sei gol e nove assist, sembra essere una missione decisamente alla portata. E se l’obiettivo con la Fiorentina è quello di ottenere la qualificazione all’Europa League del prossimo anno, la Nazionale continua ad essere il premio migliore per il suo rendimento: già nove le presenze in azzurro, il debutto assoluto nel marzo scorso contro l’Argentina. Titolare anche nelle ultime due gare di Nations League, con Mancini che molto probabilmente gli darà fiducia anche nel match di San Siro contro il Portogallo.

Antidivo, Kakà e papà Enrico gli idoli. E nelle giovanili viola non giocava mai

Genova la città dove nasce, quasi per caso. Ci rimane tre mesi, perché intanto papà Enrico si trasferisce al Parma, dove Federico corre per le strade inseguendo i piccioni sempre con un pallone fra i piedi. Fino a Firenze, dove il padre giocherà dal 1999 al 2002. Qui viene travolto dalla passione per la squadra viola. Una volta partito Batistuta, un giornalista gli fa una domanda mentre lui, ancora piccolino, si trova in braccio ad Enrico: “Chi segna adesso che è andato via Bati?”. “Io!” La risposta immediata. Chiamatelo Federico l’indovino. Oppure “l’Inglese” come lo hanno soprannominato nello spogliatoio. Merito dei sette anni passati alla scuola americana sulle colline di Fiesole, che gli permettono di non temere, un giorno, una possibile avventura in Premier. Si è iscritto anche all’università, facoltà di Scienze Motorie la scelta inziale: “Perché papà mi dice sempre che conoscere il proprio corpo è fondamentale”. Certo, il suo sogno sarebbe stato Fisica, ma l’ha dovuto scartare perché forse troppo impegnativo, optando infine per Lingue. Non dimentichiamoci che Federico ha una carriera da portare avanti. Tutto è cominciato due anni fa, in una serata di fine agosto. Juventus-Fiorentina, 20 agosto 2016. A poche ore dal match Paulo Sousa va da lui e gli dice che sarebbe partito titolare. Dall’altra parte Buffon e quel Dani Alves che qualche giorno prima aveva comprato a FIFA 19 per la sua squadra all’Ultimate Team. Gioca, anche bene. Non quanto basta per farsi notare dallo steward che, dopo l’intervallo, non vuole farlo rientrare in campo: “Scusami, non posso far entrare chiunque” Gli dice: “Guardi, sono quello che ha giocato prima” Gli risponde, con la gentilezza che lo contraddistingue. Quello è l’inizio di una cavalcata alla quale, ad un certo punto, non credeva più nemmeno lui. Categoria Giovanissimi, gioca solo una partita e nemmeno dall’inizio. Lo mandano addirittura a giocare con quelli più piccoli. Poi passa alla categoria Allievi, ma qui la Fiorentina ha due attaccanti alti, grossi. Betti e Colato non gli concedono spazio nel 4-4-2 scelto dall’allenatore, ma poi arriva Guidi che passa al 4-3-3. L’epilogo? Il primo gioca alla Fortis Juventus, il secondo l’anno scorso ha vestito la maglia della Sangiovannese. Federico Chiesa, l’antidivo: “Su un Cayenne non mi ci vedrete mai” Giura. Zero tatuaggi: “Perché il calcio è molto immagine, ma a me importa poco”. Bernardeschi quello che lo aiuta di più nei primi tempi in viola, Astori il modello a cui guardava sempre, il primo a salutarlo una volta entrato nel centro sportivo. A tavola erano sempre seduti accanto, perché Davide lo fece mettere lì all’inizio. Sulle sue spalle una valutazione monstre, Kakà l’idolo di sempre. Adesso lo è anche lui di una piazza, che ha una paura matta di poterlo perdere. Lui, intanto, il cuore che batte per Firenze lo conserverà sempre. Anche qualora, sempre rincorrendo il suo amato pallone, possa un domani ritrovarsi altrove.

Sfida Juve-Inter in Italia. Ma piace tantissimo anche a Guardiola

“Ho un contratto con la Fiorentina e qui sto benissimo”. Se gli domandi del futuro, la sua risposta è questa. Più sincerità che circostanza, perché Federico ha sempre avuto il sangue viola nelle vene. Il suo accordo scade nel 2022, ma Corvino e tutta la società stanno lavorando ad un nuovo rinnovo dopo quello di un anno fa che, bonus compresi, lo ha portato ad un ingaggio di quasi 2 milioni. Per la sua permanenza in viola, però, sarà molto importante il risultato della Fiorentina sul campo. Qualora i viola riuscissero a qualificarsi alla prossima Europa League, allora l’esterno potrebbe rimanere. Cosa che diventerebbe più complicata in caso contrario. Anche perché le offerte non mancano affatto, come già successo con Napoli e non solo nell’estate passata. Dalle big italiane, soprattutto. In pole la solita Juventus, sempre attenta al rendimento dei giovani italiani. I bianconeri si trovano in buoni rapporti con la Fiorentina, come dimostrano le recenti operazioni con Bernardeschi prima e Pjaca poi. L’obiettivo è anche quello di ringiovanire un po’ la rosa, la terza più vecchia del campionato. Insomma, Chiesa ha tutti i requisiti che interessano ad Agnelli e Paratici. L’insidia principale riguarda l’Inter: “Beata la Fiorentina ad averlo” Disse a fine settembre il Ds nerazzurro Ausilio, incantato dalle qualità tecniche e morali del giovane figlio d’arte. Così come Guardiola, che lo vorrebbe al Manchester City. Al momento pare essere questa l’unica opzione possibile per l’estero, ma il futuro di Federico sembra poter essere ancora in Italia.
 

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