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16 giugno 2019

Calciomercato Juventus, Buffon: "Sarri scelta inedita. Conte? Non toccate la sua stella"

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L'ex portiere bianconero in esclusiva al Corriere dello Sport: "Chi segue sempre gli stessi percorsi raggiunge sempre gli stessi traguardi. Per questo la Juve ha voluto cambiare". Poi su Conte: "Non è un traditore. E giù le mani dalla sua stella allo Stadium". Sul futuro: "Cerco l'emozione"

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Gianluigi Buffon è in cerca di una nuova avventura. Dopo aver salutato il Psg, adesso attende una nuova sfida, perché di smettere non ne ha proprio voglia. Nel frattempo si diverte a leggere i giornali e a farsi un’idea, soprattutto sulla sua cara Juventus. La panchina dei bianconeri è ancora vagante, anche se Sarri è molto vicino a raccogliere l’eredità di Massimiliano Allegri: “Ho toccato con mano la competenza del presidente, di Fabio e Pavel – ha raccontato in esclusiva al Corriere dello Sport - chi segue sempre gli stessi percorsi raggiunge sempre gli stessi traguardi e la Juve che cerca la Champions ha voluto tentare la strada della discontinuità, partendo dal presupposto che la squadra è difficilmente migliorabile. Sarri non è rivoluzione, né scommessa. È un percorso inedito, un’altra storia”. Molto diversa da quella di colui che lo ha preceduto e che ha salutato la Juve dopo anni di trofei e vittorie: “La classe con cui Allegri ha gestito l’addio è stata eccezionale – ha continuato Buffon - Trovo che fosse il momento giusto per chiudere per tutti. Nessuno avrebbe potuto fare meglio di Max in questi ultimi cinque anni. Nessuno».

Giù le mani da Conte

Da un allenatore ad un altro. Dalla Juventus all’Inter. Asse sempre bollente, per tutti ma non per Antonio Conte, che ha deciso di intraprendere una nuova avventura in nerazzurro nonostante il suo passato importante a Torino fra giocatore ed allenatore. Insomma, i sostenitori bianconeri non l’hanno presa benissimo: “Ho letto che qualche tifoso juventino aveva chiesto di togliere la stella di Conte dopo il suo passaggio all’Inter ma lui è uno che per la Juve si è speso fino all’ultima goccia di sudore da giocatore e poi da allenatore. E lui è un uomo tendenzialmente diffidente. Le scelte professionali, anche se spiazzanti, non possono sporcare un passato intenso come il suo. Lui non ha mai tradito, non è il tipo che bacia la maglia, aderisce pubblicamente al progetto e poi alimenta i conflitti nello spogliatoio o in società. Considero il suo ritorno importante per tutto il sistema, così come quelli di Maldini, Boban e Sarri”. Così come quello di Cristiano Ronaldo, che un anno fa – di questi tempi – si preparava a sbarcare in Serie A: “Ma non scelse l’Italia – puntualizza subito Buffon - scelse la Juve. La Juve, se mi permetti, è una realtà a parte. Ci siamo visti a Torino, Ronaldo è molto altro”.

Il suo futuro

Al momento senza squadra, Buffon si sta guardando intorno. Tante le offerte che gli sono arrivate, molte le riflessioni da fare. In fin dei conti, a 41 anni, non si può prendere una decisione sbagliata: “L’altro giorno ho letto una frase che mi è piaciuta tanto. Al giornalista che gli chiedeva se sarebbe stato felice di tornare a Verona, Francesco Guidolin ha risposto: ‘E’ l’emozione che cerco’. Ti dirò la verità, anche io sono alla ricerca dell’emozione”. Infine un consiglio di mercato alla sua Juventus: “Rabiot? È incredibile, fortissimo. E anche un ragazzo perbene e un ottimo compagno di squadra, le tempeste mediatiche che l’hanno visto protagonista non so proprio da cosa dipendano. Quello che ho conosciuto io è un fuoriclasse, un mix fantastico: ha la forza fisica di Pogba, è un autentico armadio, la personalità nel gioco di Vidal e potenzialmente il dinamismo e la capacità di inserimento di Marchisio. Deve migliorare i tempi di ingresso nell’area avversaria, può diventare uno da dieci gol campionato”.

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