LA FOTOGALLERY. Oggi è in programma la prova in linea dei professionisti sul circuito statunitense. Da Nibali a Valverde, passando per Kristoff, Degenkolb e Matthews: chi strapperà la maglia iridata a Kwiatkowski?
Tutti a caccia della maglia iridata. Oggi a Richmond i professionisti saranno di scena nella corsa in linea. Ecco i principali favoriti -
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VINCENZO NIBALI. Per onor di Patria, partiamo dal messinese, voglioso di riscatto dopo un'annata terribile. Ma il ct Cassani può sparare anche le cartucce Nizzolo e Viviani in caso di (probabile) arrivo allo sprint -
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ALEJANDRO VALVERDE. La sua Vuelta, finita in crescendo, lascia ben sperare il 35enne, che in carriera è già salito per sei volte sul podio iridato, senza mai vincere. Occhio anche a ‘Purito’ Rodriguez, anche se il percorso non gli si adatta, e Luis Lèon Sanchez -
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ALEXANDER KRISTOFF. In caso di sprint, è probabilmente il favorito. Vincitore della Sanremo nel 2014, del Fiandre in questa stagione, avrà al suo fianco un guru come Boasson Hagen. E la Norvegia, dopo il trionfo di Hushovd a Melbourne, sogna -
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JOHN DEGENKOLB. L’esplosione primaverile del tedesco, vincitore della Sanremo e della Roubaix, ne fa uno dei favoriti d’obbligo. A tirare l’eventuale volata, una volpe come Andrè Greipel -
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MICHAEL MATTHEWS. Già iridato Under 23 nel 2010, l’australiano sembra perfettamente tagliato per i 260 km del circuito americano. Dopo i podi di Sanremo e Amstel, è giunto il momento di capitalizzare -
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MICHAL KWIATKOWSKI. Lo scorso anno, a Ponferrada, sorprese tutti. A Richmond tanti occhi saranno puntati sul campione iridato, che in questa stagione ha vinto solo una volta, portandosi a casa l’Amstel. E attenzione alla grande organizzazione della Polonia-
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PETAR SAGAN. Dopo il ritiro alla Vuelta, lo slovacco è volato negli Usa per preparare al meglio la gara di domenica. La sua imprevedibilità e classe potranno sopperire allo scarno aiuto di due soli compagni? -
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PHILIPPE GILBERT. C’è solo l’imbarazzo della scelta in casa belga. Gilbert vuole bissare il titolo del 2012, ma attenzione anche all’ultima cartuccia iridata del fenomeno Boonen, vincitore nel 2005, e a Greg Van Avermaet, uno che nelle Classiche non tradisce mai -
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ZDENEK STYBAR. Dopo aver vinto le Strade Bianche e una tappa al Tour, il ceco sarà unico capitano nonostante la presenza di Roman Kreuziger, sfavorito dal percorso troppo pianeggiante. Può inserirsi nella volata finale e fare molto male -
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ALBERTO RUI COSTA. Il portoghese è lontano parente di quello che nel 2013 si impose a Firenze. Con soli due compagni a supporto, sembra quasi impossibile il bis. Anche se all’Amstel e alla Liegi ha sfiorato il podio -
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TOM DUMOULIN. Quello olandese è uno squadrone. Se Dumoulin si è ripreso dalla batosta della Vuelta, può prendersi la maglia iridata. E che dire dei vari Gesink, Mollema, Terpstra e Boom? L’unico problema ad Amsterdam è quello dell’abbondanza -
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TAYLOR PHINNEY. Si è già portato a casa l’oro nella crono a squadre, ma lo statunitense, pur con un team poco competitivo, può inserirsi nel gruppone finale. E il supporto del pubblico può essere l’arma in più -
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NACER BOUHANNI. La Francia affida tutte le sue speranze allo sprinter di origine algerina, che ha preso le misure nell’ultima Sanremo giungendo sesto. I nostri cugini aspettano una maglia iridata dal 1997: che sia la volta buona? -
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RIGOBERTO URAN. Con la strada che non sale quasi mai, i colombiani paiono fuori gioco. Uràn non è nella sua miglior stagione (due sole vittorie nel 2015), ma potrebbe estrarre dal cilindro il classico coniglio bianco –
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Molto probabile l’arrivo allo sprint. I corridori percorreranno per 16 volte un circuito di 16,2 km, per una lunghezza totale di 259,2 km. Sono tre le salite, concentrate negli ultimi 5 km, con un dislivello a giro di 103 m. Attenzione anche ad alcuni tratti in pavè (Foto sito ufficiale) -
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