Vuelta di Spagna: la storia e la maglia rossa degli ultimi anni

Ciclismo

Alfredo Corallo

nibali_gimondi_aru_lapresse

Nell'albo d'oro della Vuelta ci sono le "firme" di grandi corridori come Gimondi, Merckx, Anquetil, Hinault e nell'ultimo decennio Nibali, Froome, Contador, Aru, Valverde, Quintana e Simon Yates, vincitore dell'ultima edizione. Una corsa ricca di storia, ma spesso - e ingiustamente - un po' "snobbata"

La Vuelta in diretta su Eurosport 1 (canale Sky 210)

VUELTA, 10 COSE DA SAPERE

GUIDA TV: COME VEDERE LA VUELTA SU SKY

TUTTE LE TAPPE DELLA VUELTA 2019

VUELTA: TAPPE, PERCORSO E ALTIMETRIA

El Fénix - così lo chiamavano in Spagna - aveva appena strappato (per 11 secondi) la maglia amarillo al cantabrico José Pérez Francés con una fuga d'antologia, 57 chilometri in perfetto stile "Nuvola Rossa": soltanto quattro giorni separavano ora Felice dal sogno di diventare il primo italiano a cingersi della tripla corona - la vittoria nei tre Grandi Giri - ed eguagliare il francese Jaques Anquetil. Ma il risveglio del nuovo leader maximo della Vuelta sarà tutt'altro che dulce: è scoppiata una bomba, sono stati quelli dell'ETA, i terroristi baschi; gli organizzatori scelgono la linea della prudenza, la Vuelta si ferma: oggi non si corre. 

IL "CANNIBALE" DI SEDRINA

È in quel mondo lì, sconquassato dalla Rivoluzione studentesca e dalla Primavera di Praga, nel pieno del Maggio francese, che nel 1968 Gimondi vince il Giro di Spagna. Che riprende, come se (quasi) nulla fosse successo, all'indomani dall'esplosione: da Pamplona a San Sebastián, per l'ultima cronometro che a Tolosa deciderà la corsa. Il bergamasco è una furia, Perez non può che inchinarsi alla classe del "cannibale" di Sedrina che dà un minuto e mezzo (1'32") allo spagnolo e vola a Bilbao per riscrivere la storia del pedale. Che a dirla tutta "quello là", che del cannibale vanta il (meritato) copyright, il triplete lo farà "solo" nel 1973, quando - peraltro - le prese di santa ragione dall'immortale Felice, al Mondiale di Barcellona, che sempre Spagna è, o almeno lo era.

Felice Gimondi, scomparso lo scorso 16 agosto, in uno scatto del maggio 2018 per il cinquantennale della vittoria nella Vuelta del 1968 (foto Lapresse)

 

FURIE ROSSE

E allora guai a sottovalutare la Vuelta a España, relegata troppo spesso nell'immaginario collettivo a una cugina più che a una sorella del Giro d'Italia e del Tour de France; una sorta di ciliegina sulla torta piuttosto che zuccherino/premio di consolazione per salvare una stagione andata a male. Perché se qualcuno non se ne fosse accorto sull'albo d'oro della carrera iberica sono marchiati a fuoco i nomi di Gimondi, Eddy Merckx, Anquetil, Raymond Poulidor, Luis Ocaña, Freddy Maertens, Bernard Hinault; e, se non bastasse, nell'ultimo decennio ci hanno messo la firma i migliori artisti del ciclismo contemporaneo: Chris Froome, Alberto Contador, Alejandro Valverde, Nairo Quintana, il campione in carica Simon Yates e naturalmente le nostre maglie rosse Fabio Aru e Vincenzo Nibali, un altro che di triple corone se ne intende. Senza dimenticare la commovente impresa del 42enne yankee di Okinawa Chris Horner, il più vecchio di sempre a vincere un giro. Un Grande Giro.

Il sardo Fabio Aru è stato l'ultimo corridore italiano a vincere la Vuelta, nel 2015 (foto Lapresse)

Arriva sempre primo

Ricevi live da SkySport le breaking news sui principali eventi sportivi. Per accettare le notifiche devi dare il consenso nel successivo popup.

Ricevi le notifiche

Le news della tua squadra del cuore sempre in homepage

Accedi con il tuo Sky ID o registrati in pochi istanti per personalizzare la tua homepage di Sky Sport