Reduce dal dominio al Giro di Romandia, con quattro successi di tappa su sei e la conquista della classifica generale, il corridore sloveno ha rilasciato un'intervista a RSI: "Io non inseguo proprio nulla. Se batto dei record bene, altrimenti non importa. Ciò che mi interessa è dare ogni volta il mio meglio"
Tadej Pogacar ha vinto cinque delle sei corse a cui ha partecipato nel 2026: Strade Bianche, Milano-Sanremo, Giro delle Fiandre, Liegi-Bastogne-Liegi e Giro di Romandia, dominato con quattro successi di tappa su sei. Soltanto alla Parigi-Roubaix si è dovuto accontentare del secondo posto, rimandando la possibilità di diventare il primo corridore dopo Merckx a conquistare tutte le classiche-monumento. A dispetto dell'abitudine alla vittoria, la sconfitta non è così avvilente per il campione sloveno: "Non mi infastidisco quando perdo, ma quando non riesco a mostrare il meglio di me. Se non succede molto spesso è perché mi spingo sempre al limite e sono portato a dare il mio meglio. Così sono sempre abbastanza contento, anche se perdo”, ha dichiarato all'emittente svizzera RSI.
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"Non ho segreti e non inseguo qualcosa in particolare"
Sono già tanti i record battuti in carriera da Pogacar e diversi altri quelli che potrebbe infrangere. Il simbolo della UAE Emirates non vive però con l'ansia di doverlo fare: "A essere onesto, non sono il tipo che insegue qualcosa. Anzi, non inseguo proprio nulla. Voglio solo vivere il momento, godermi ciò che ho ora e vedere dove mi porta il mio percorso. E se batto qualche record lo batto, altrimenti non importa, non ne faccio un’ossessione". Forse è questo il segreto per essere sempre così competitivo. Anche se questa parola, così come record, non sembra far parte del vocabolario di Pogacar: "Non ho nessun segreto per il mio successo".