Hamilton contro Trump: rimosso il video shock su Instagram. Lewis: "Io non l'avrei cancellato"

Formula 1

Dilagano le proteste contro il presidente Usa e gli attacchi agli sportivi statunitensi che s'inginocchiano durante l'inno. A un'ora dalle libere in Malesia, spunta un video del britannico della Mercedes: un cane "salta" su un pupazzo che raffigura Trump. Giovedì, a parole, Lewis aveva già espresso il suo punto di vista. Post successivamente rimosso, ma il pilota fa capire di non essere stato lui a deciderlo 

TERZE LIBERE E QUALIFICHE

LE LIBERE DEL VENERDI'

TEMPI E CLASSIFICHE

La protesta dei giocatori delle leghe professionistiche americane contro il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, arriva anche in Formula 1. Se nel giovedì di Sepang, Lewis Hamilton (e Sergio Perez) a parole aveva espresso il proprio dissenso, a circa un'ora dalla prima sessione di prove è andato ben oltre: il pilota della Mercedes, sul proprio profilo Intagram, ha infatti postato un video in cui un cane di piccola taglia - un chihuahua - monta un pupazzo che raffigura Trump. La colonna sonora del video è Tu vuo' fa' ll'americano di Renato Carosone. 

Il giallo del post rimosso

Il post è stato successivamente cancellato dall'account Instagram di Hamilton. "Non ho rimosso io il video e non l'avrei fatto", ha detto Lewis dopo le libere. A questo punto è verosimile che la cancellazione sia avvenuta per mano del suo social manager.

La parole di Hamilton

A prescindere da cosa sia successo sull'account del pilota, il video resta una leggerezza. Se da un lato dev'essere sempre garantita la libertà di esternare pensieri e solidarietà, dall'altra parte il gesto continua ad apparire fuori luogo. Molto più comprensibili le parole che Lewis aveva speso sull'argomento nel giovedì malese, manifestando vicinanza agli atleti Usa contro le uscite razziste di Trump: "Credo fortemente di potermi identificare con chi protesta, da qui nascono i post che ho pubblicato (precedenti all'episodio qui raccontato, ndr). Penso che possa intervenire nella questione chiunque abbia libertà di parola. Tutti abbiamo un ruolo per provare a cambiare il mondo, in particolare se il tuo leader non ha le tue stesse idee e serve che le persone siano unite".

I più letti