Formula 1: GP Messico, c'è ancora una carta da scoprire. Vettel in pole, Hamilton ha il match point

Formula 1

Carlo Vanzini

Continua ad avere un nesso con il poker il 18esimo weekend del Mondiale. Dopo le libere sembrava chiaro come i tre top team avessero le carte in regola per sbancare all'Hermanos Rodriguez. Hamilton ha un "tris" ed è in attesa di chiudere la partita con la carta vincente. Vettel, dopo la pole, ha quattro quinti di scala reale...

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HAMILTON CAMPIONE SE...

Nel commento alle prove libere di ieri avevamo utilizzato una similitudine con il poker. I 6 di Mercedes, Ferrari e Red Bull a carte scoperte, o meglio le prime tre, sul tavolo. Tutti con punti buoni e buone chances di portare a casa il piatto. Ricciardo, Raikkonen e Bottas hanno mostrato la quarta e sembrano meno carichi, Hamilton anche ha calato una carta non utile, rimane per ora con un tris in attesa di chiudere il poker di mondiali, Verstappen ha messo lì quattro quinti scala colore e Vettel quattro quinti di scala reale.

Insomma chi sa giocare a poker ha capito, per chi invece ignora e si è perso nelle prime righe, si è incartato, diciamo semplicemente che è stata una sfida strepitosa tra Vettel e Verstappen per la pole, con Hamilton, suo malgrado, a fare da spettatore.

Al netto che a Lewis basta un quinto posto in tre gare per diventare campione, la scena è stata tutta loro, da una parte il più giovane poleman della storia a 21 anni e 72 giorni a Monza nel 2008, Vettel, contro chi a 20 anni, Verstappen, quel primato era ormai sicuro di averlo preso. E invece no. il "vecchietto" ha fatto qualcosa di indescrivibile nell'ultimo tentativo perché ha tolto 4 decimi alla sua miglior prestazione, non un nulla, per festeggiare con un team radio pazzo, la sua 50ma pole della carriera, la quinta con Ferrari, la quarta della stagione tolta per soli 86 millesimi a Verstappen.

Adesso i 6 devono calare l'ultima carta. Hamilton potrebbe fare poker di mondiali anche perdendo la mano, se a Vettel dovesse entra la scala reale o a Verstappen quella colori. Hamilton è l’unico che può vincere anche perdendo, gli è successo solo nel 2008 contro Ferrari, giù dal podio, ma a festeggiare il primo titolo. 

9 anni dopo però siamo sicuri che non gli interessa calcolare, almeno che il ritmo gara non glielo imponga, attaccherà per vincere vincendo. Vettel proverà a riportare la dove la Ferrari quest'anno manca da luglio, dall’Ungheria e addirittura dal 1990 in Messico, ossia sul gradino più alto del podio. Una vittoria per guardare poi dove è Lewis, ma soprattutto per scacciare qualsiasi pensiero e dubbio su questo finale di stagione in altalena. E Verstappen? Beh, lo conosciamo e lo aspettiamo in curva 1! Ore 20 il via, su i motori!

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