Formula1 GP Messico, l’analisi tecnica delle qualifiche

Formula 1

Cristiano Sponton

Vettel ottiene la pole numero 50 in carriera grazie ad un giro strepitoso nel quale abbassa il proprio limite di ben 4 decimi. In prima fila partirà anche Verstappen che è riuscito a precedere il duo Mercedes Hamilton-Bottas. L’analisi delle qualifiche: dal giro perfetto di Vettel alle difficoltà con le temperature delle gomme di Verstappen ed Hamilton

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Gli sviluppi Ferrari solo per Vettel

Così come era avvenuto ad Austin i nuovi sviluppi Ferrari sono stati destinati solo alla vettura di Sebastian Vettel. Come potete osservare dal confronto in basso, il pilota tedesco ha utilizzato il fondo dotato di 5 slot nella zona in prossimità delle ruote posteriori. Sono 6, invece, gli slot sul fondo della monoposto di Raikkonen.  Ricordiamo che dopo l’Austria gli aerodinamici di Maranello hanno lavorato duramente in questa zona per cercare di recuperare parte del carico aerodinamico che si era perso dopo la chiusura del “coltello”.

Diverso anche il diffusore, Vettel con la nuova versione mentre, Raikkonen, ha utilizzato quello “classico”.

Mercedes apre gli “sfoghi”

Correndo in altura l’aria è più rarefatta e quindi per raffreddare i vari componenti della Power Unit, e non solo, i team sono stati costretti ad utilizzare delle aperture più generose sulle proprie vetture.
Proprio per i motivi sopra descritti, Mercedes è stata costretta ad utilizzare ai lati del cockpit due aperture “extra” che hanno la funzionalità di evacuare l’aria calda dalle pance della W08. Una cosa analoga è stata fatta al posteriore con delle aperture molto generose presenti sul cofano motore.

Analisi delle qualifiche

Se andiamo ad analizzare i best sector possiamo notare che la pole position era alla portata di Max Verstappen. Il pilota olandese, velocissimo in Q2, non è riuscito a ripetere i best sector nel 1° settore e nel 3° settore nella fase decisiva della qualifica, consegnando la prima posizione alla Rossa di Sebastian. Max, in Q2, aveva potuto beneficiare di un doppio giro di riscaldamento degli pneumatici, che invece in Q3 non ha fatto. Questo ci fa capire che la RB13 in Q3 non è riuscita a portare le gomme anteriori in temperatura come, invece, era stata fatto in Q2.
Osservando la tabella in basso si nota che Verstappen è stato più lento di 242 millesimi rispetto al suo ideal time, mentre Vettel è riuscito a realizzare il suo giro perfetto nel momento più opportuno della qualifica. 

Problemi di temperatura, analoghi a quelli accusati da Verstappen, li ha avuti anche Hamilton che, seppur non in grado di impensierire Vettel e Verstappen, non è riuscito a realizzare un giro perfetto. Il suo ideal time ci dice che il tempo poteva essere migliorato di quasi 3 decimi.

Qui in Messico non abbiamo visto una W08 in forma come in Giappone e negli Stati Uniti ma, analizzando il passo gara di ieri, è giusto tenerla in considerazione per la vittoria. La Mercedes rispetto a Red Bull e Ferrari, ha faticato molto nel terzo settore, quello più guidato e non è riuscita a fare la differenza nel 1° settore dove è fondamentale la potenza della Power Unit.

Rispetto alle ultime gare è apparso in crescita Bottas che in queste qualifiche ha rimediato un gap su Hamilton di pochi centesimi di secondo. Un po’ in ombra Raikkonen che ha rimediato un distacco piuttosto importante nei confronti del compagno di squadra.

Inspiegabile il distacco rimediato in qualifica da Ricciardo nei confronti di Verstappen. Il pilota olandese, a partire da Austin, sta utilizzando un motore endotermico evoluto con circa 10-15 cv in più rispetto alla precedente evoluzione. Ma, osservando gli intertempi, la differenza principale (3 decimi) tra i due piloti di Milton Keynes viene fatta nel settore 2 e non nel settore 1 dove è importante la potenza.

Chi sarà il favorito?

Molto difficile fare un pronostico. Analizzando i dati delle libere la lotta dovrebbe essere tra Vettel, Verstappen ed Hamilton che sembrano avere le carte in regola per potersi aggiudicare la corsa.  Dei tre quello che prenderà meno rischi sarà sicuramente Hamilton che, per aggiudicarsi il titolo mondiale numero 4, potrà accontentarsi anche di arrivare nelle prime cinque posizioni. Salvo problemi tecnici, un risultato alla portata di Lewis.

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