Formula 1, GP d'Australia 2018. L'analisi tecnica delle qualifiche

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Cristiano Sponton

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La stagione 2018 inizia con la pole position numero 73 di Hamilton. Super prestazione del 4 volte campione del mondo, che in Q3 è autore di un giro “monstre” con la Mercedes W09 (power unit top assoluto in qualifica). L’analisi dei dati dei due giorni in pista, però non taglia fuori la Ferrari (e Red Bull) in previsione della gara di domani. Attenzione ai consumi e alla scelta delle gomme se la temperatura dovesse abbassarsi. La gara domani alle 7.10 (pre dalle 5.25)

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La stagione 2018 inizia come si era conclusa quella precedente, con la pole position numero 73 di Lewis Hamilton.

Il quattro volte campione del mondo nell’ultimo tentativo del Q3 è riuscito a realizzare un giro impressionante rifilando alle Ferrari Raikkonen e Vettel oltre mezzo secondo. La Mercedes, nel momento cruciale delle qualifiche, riesce sempre a tirare fuori qualcosa della Power Unit.
I rivali, invece, non riescono ad avere questo miglioramento prestazionale per andare ad insidiare la W09. Gap che, analizzando i dati di ieri, è piuttosto ristretto in condizione di gara. 

Il primo aspetto da andare ad analizzare è la scelta degli ingegneri Red Bull durante la Q2 facendo qualificare i propri piloti con gomme Super Soft. Tutti gli altri, hanno optato per le più prestazionali UltraSoft. Scelta importante quella fatta dagli uomini di Milton Keynes perché, nella gara di domani, partiranno con gli pneumatici “rossi”. Questo potrebbe sfavorirli alla partenza e nelle prime fasi di gara ma alla lunga, se il degrado termico degli pneumatici sarà elevato, potrebbero beneficiarne.

Durante le fasi cruciali del Q3 è mancato all’appello Bottas, andato a sbattere nel suo primo tentativo danneggiando piuttosto pesantemente la propria W09.
Il pilota finlandese dovrebbe, dunque, scattare dalla 10ima posizione ma considerando l’impatto sembra impossibile che il cambio sia rimasto integro. Se i meccanici saranno costretti alla sostituzione della trasmissione, il fillandese sarà penalizzato e partirà dalla posizione numero 15.

Analizzando i dati del Q3 possiamo notare che i piloti sono riusciti a realizzare dei giri quasi perfetti visto che l’Ideal Time corrisponde con il best time. Unica eccezione, Verstappen, che a causa di un errore commesso nel primo settore all’ultimo tentativo non è riuscito a realizzare un tempo da prima fila. Il pilota olandese, sommando i propri migliori intertempi avrebbe potuto ottenere un crono migliore di 1 decimo rispetto a quello realizzato.

Guardando in casa Ferrari possiamo notare che non esistono settori in cui ha pagato un grosso gap dalla Mercedes in tutti i tratti della pista, infatti, ha rimediato un distacco di circa 2 decimi. Nell’ultimo settore, che è sicuramente quello più rappresentativo, la Mercedes si è dimostrata la più veloce ma la Red Bull è piuttosto vicina. Questo tratto di pista dimostra che, alla SF71-H, manca ancora del carico aerodinamico ma è sicuramente una monoposto con del potenziale.

Ricciardo, classificatosi al quinto posto, partirà dall’ottava posizione in griglia a causa di una penalità inflittagli per non aver rallentato in regime di bandiera rossa durante le prove libere 2.

Se analizziamo il miglioramento cronometrico ottenuto dai piloti tra Q2e Q3 colpiscono i dati di Hamilton che è riuscito a migliorare la propria prestazione di quasi 9 decimi. Questo a dimostrazione che la Mercedes ha ancora un vantaggio di cavalli piuttosto importante che può sfruttare nelle fasi cruciali delle qualifiche. Positivo anche il miglioramento ottenuto da Raikkonen che a differenza del compagno di squadra ha sensibilmente abbassato il proprio tempo.
Red Bull, invece, non ha migliorato di molto perché i tempi ottenuti in Q2 sono stati realizzati con la mescola Super Soft che ha un gap prestazionale rispetto alla Ultra Soft di circa 3-4 decimi al giro.

Analizzando le velocità ottenute nei vari punti del tracciato possiamo notare un netto dominio la Ferrari che primeggia in tutte le zone del circuito. La SF71-H sta utilizzando un carico aerodinamico inferiore rispetto a Mercedes per provare a contenere i consumi, aspetto fondamentale per la gara di domani.

Se si correrà sull’asciutto i Team dovranno stare molto attenti a risparmiare carburante visto che, rispetto allo scorso anno, i consumi sono aumentati di circa il 3%. Un altro fattore importante da tenere in considerazione saranno le temperature della pista che, in ogni caso, non dovrebbero essere molto elevate.

Questo raffreddamento termico agevolerà sicuramente le vetture solite a stressare molto le gomme posteriori e farà molto bene specialmente alla mescola UltraSoft anche se bisognerà stare attenti alla formazione di graining considerando la possibilità di avere una pista piuttosto "green" dopo la pioggia caduta nella giornata odierna.

Per quanto riguarda gli altri team bisogna segnalare l’ottima prestazione della Haas che ha confermato le buone impressioni dei test e si dimostra come la quarta forza in pista. Dietre le vetture del team americano si sono classificate le Renault e le McLaren che domani si daranno grossa battaglia per ottenere dei punti preziosi.

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