Formula 1, tutto quello che c'è da sapere sul GP del Bahrain 2018

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Cristiano Sponton

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Dalle caratteristiche del circuito di Sakhir all’assetto delle monoposto, senza trascurare la scelta delle gomme e il borsino dei top team. La seconda prova del mondiale di Formula1 2018 si avvicina. Qualifiche sabato dalle 17.00 (pre dalle 16.00) e gara domenica dalle 17.10 (pre dalle 15.30) in diretta esclusiva su SkySportF1HD canale 207 e con SkyQ l'incredibile definizione del 4K HDR. Gli approfondimenti in Reparto Corse F1 ogni lunedì alle 14.30 su Sky Sport24 (canale 200)

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La seconda gara del mondiale 2018 si svolgerà sul tracciato del Bahrain, circuito permanente disegnato da Hermann Tilke. La gara si disputerà in notturna dopo il tramonto per cui l’asfalto andrà a raffreddarsi durante il GP, aprendo nuovi scenari nell’utilizzo delle tre mescole di gomme disponibili quest’anno.

Il circuito

Il tracciato misura 5142 m e a livello aerodinamico verrà utilizzato un setup da medio e alto carico. Lo possiamo considerare un circuito stop&go visto che sono presenti parecchi allunghi piuttosto importanti seguiti da curve a gomito. I punti di frenata più impegnativi sono quelli di curva 1 visto che sul rettilineo principale, grazie all’utilizzo del DRS, le vetture toccheranno velocità intorno ai 330 km/h per poi affrontare una curva molto ampia ad una velocità piuttosto bassa. 

La parte seguente è caratterizzata da un allungo, cui si alterna la complicata curva 4, che presenta un sostenuto cambio di pendenza. Ha inizio qui il percorso più guidato, costituito da un tratto veloce, un rettifilo piuttosto breve e un altro tornante in discesa. Successivamente i piloti dovranno affrontare le temibili curve 9 e 10, alquanto difficili da interpretare, poiché oltre ad essere in pendenza, vedranno un continuo susseguirsi di bloccaggio delle gomme in frenata.

Dopo questo tratto guidato i piloti affronteranno un rettifilo piuttosto lungo che porta alle curve 11 e 12, seguite da un altro rettilineo. Restano, infine, la curva 14 e 15, che conducono i piloti sul rettifilo principale. Quello di Sakhir è un circuito che richiede molta trazione per cui, specialmente le gomme posteriori, saranno molto sollecitate.

Il setup delle monoposto

Gli ingegneri dovranno scegliere un assetto aerodinamico di compromesso per avere la giusta velocità nei rettilinei ed il giusto carico aerodinamico per favorire le frenate e la trazione. Setup che dovrà tenere conto anche dell’usura degli pneumatici visto che, l’utilizzo di un assetto aerodinamico meno carico, va ad influire negativamente anche sul consumo delle gomme.

Date le frenate molto impegnative sarà molto sollecitato l’impianto frenante e proprio per questo, i team, dovranno utilizzare delle prese di raffreddamento piuttosto generose per garantire la giusta dispersione di calore.

Un’altra aerea della vettura che sarà messa sotto stress è la Power Unit proprio a causa delle caratteristiche tecniche del tracciato e delle temperature ambientali. Temperature che saranno sicuramente minori rispetto a quelle incontrate alcune stagioni fa visto che, la partenza, avverrà all’ora del tramonto.  

La parte ibrida farà una differenza molto importante nelle performance delle varie vetture visto che, sia MGU-K che MGU-H, saranno in grado di “recuperare” grossi quantitativi di energia.

Il setup aerodinamico delle vetture abbinato alle caratteristiche del tracciato renderanno problematico anche il consumo di carburante in gara. L’ingresso della Safety Car potrebbe aiutare i team a terminare la gara senza risparmiare benzina.

Le gomme

Le mescole scelte da Pirelli per il Gran Premio di Bahrain sono le stesse utilizzate dai vari team nella passata stagione. Il costruttore milanese per questa seconda gara stagionale, porterà in pista la mescola “rossa”, la “gialla” e la “bianca”.

La gara in Bahrain propone sfide molto diverse rispetto all’Australia, anche se entrambi i tracciati sono stop-and-go, dove contano molto i carichi longitudinali e i pneumatici posteriori sono i più sollecitati. La strategia dovrebbe essere su più soste, a causa dell’asfalto abrasivo, del degrado termico e della gamma 2018 più morbida rispetto al 2017, quando sul circuito di Sakhir si è vista un’ampia varietà di tattiche. La temperatura dell’asfalto si abbassa notevolmente nel corso del Gran Premio: ciò significa che i team devono ancora più del solito raccogliere il maggior numero di dati possibili durante le sessioni di prove più rappresentative per le condizioni che troveranno poi in gara. 

Se andiamo ad analizzare i set di gomme scelte dai top drivers possiamo notare che, tutti i piloti, ad accezione di Hamilton avranno a disposizione 2 set di gomme Medie.           Per quanto riguarda le gomme soft sono stati scelti 4 set (ad accezione di Bottas con 3) e ben 7 set di Super Soft.

Il borsino dei team

La Ferrari si presenta in Bahrain dopo essersi aggiudicata la gara inaugurale di Melbourne. Gli ingegneri di Maranello sono coscienti che la vittoria ottenuta da Vettel non ha lo stesso peso di quella dello scorso anno, perché la Mercedes W09, durante tutto il fine settimana, è sembrata essere superiore alla SF71-H. La Rossa è sicuramente una monoposto con tanto potenziale e parte di questo non è ancora stato espresso al 100% principalmente per una mancanza di carico al retrotreno. La nuova monoposto, oltre all’allungamento del passo, utilizza un assetto rake meno spinto rispetto alla vettura 2017, per cercare di avere una monoposto più efficiente aerodinamicamente rispetto alla SF70H.

Il vero problema è che in pista gli ingegneri del team italiano non hanno ancora riscontrato gli stessi valori di carico aerodinamico in uscita dalla galleria del vento e dal CFD e stanno lavorando per portare un fondo evoluto che, con molta probabilità, vedremo in Cina. In Australia la Ferrari è stata più veloce della Mercedes nei rettifili, ma perdeva tantissimo nelle curve proprio per la mancanza di carico al retrotreno.

In casa Mercedes, dopo la batosta australiana, vorranno subito tornare alla vittoria. La W09 è una monoposto molto più matura rispetto alla W08. I problemi di bilanciamento aerodinamico e agli pneumatici accusati nella passata stagione, sembrano definitivamente risolti. La vettura anglo-tedesca continua a mantenere un vantaggio piuttosto consistente nei confronti della Ferrari specialmente in qualifica mentre, in gara, questo vantaggio prestazionale è quantificabile in un paio di decimi.

Il terzo incomodo per questo fine settimana potrebbe essere la Red Bull nonostante il grosso handicap della Power Unit che su un tracciato come questo peserà molto di più che in Australia. La RB14 a Melbourne ha deluso come risultato finale ma le prestazioni della monoposto erano simili a quelle della Ferrari. Quello del Bahrain sarà un bel banco di prova per capire se la RB potrà inserirsi nella lotta per il titolo o se potrà avere solo degli exploit su alcune tipologie di pista.

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