Formula 1, GP Bahrain: il punto di Mara Sangiorgio nel giovedì di conferenza stampa

Formula 1

Mara Sangiorgio

A Sakhir va in scena il secondo atto (di 21) del Mondiale. Siamo a inizipo stagione, ma è già tempo di riscatto per Bottas ed Hamilton, per motivi diversi dopo l'Australia. La Ferrari è consapevole del gap da colmare dalla Mercedes, ma la vittoria di Melbourne ha dato lo slancio che serviva per affrontare la doppietta Bahrain-Cina. GP in diretta esclusiva su Sky Sport F1 HD canale 207 e con SkyQ l'incredibile definizione del 4K HDR

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E’ la pista del riscatto, già per molti. Per Bottas di sicuro, ma soprattutto per il grande deluso in Australia, Lewis Hamilton. Il campione del mondo in carica si è presentato in Bahrain carichissimo e non lascia spazio a dubbi: secondo lui è stata solo ed esclusivamente la Mercedes a perdere la prima gara della stagione. Nessun merito a Vettel o alla Ferrari. È già una sfida accesissima, fuori e dentro la pista. Si può essere più o meno d’accordo con lui, la verità è che la W09 per ora è ancora la macchina da battere. E lo ha ammesso senza troppi giri di parole Sebastian Vettel, che ha dato anche i numeri.

Il gap tra Mercedes e Ferrari è ancora quattro decimi di secondo e il lavoro da fare sulla SF71 H per sentirla un po’ più sua ancora tanto. Ma il tedesco – per ora – ha la serenità e il sorriso stampati in volto: essere riusciti a vincere in Australia è stato importante e ha dato lo slancio per affrontare le prossime due gare vicine con l’entusiasmo e la concentrazione giusti.

Anche Kimi Raikkonen ha ritrovato grinta e cattiveria: in macchina e nell’atteggiamento. Archiviate quasi con un’alzata di spalle le polemiche legate al suo team radio durante la prima gara e i dubbi sulla strategia, anche il finlandese sa che c’è del lavoro da fare soprattutto in qualifica ma poi candidamente ammette – alla Raikkonen – che firmerebbe fin da subito se prendendo sette decimi il sabato, la Ferrari vincesse poi ogni volta quando conta davvero, cioè la domenica. La Mercedes davanti, la Red Bull subito lì negli specchietti. E persino l’ombra di Ricciardo sul sedile del finlandese per il 2019. E’ solo la seconda gara della stagione ma sembra che in molti debbano già dimostrare qualcosa, nessuno escluso.

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