Formula 1 GP Francia. L’analisi tecnica della gara del Paul Ricard

Formula 1

Cristiano Sponton

Il GP di Francia analizzato in cinque punti: l’incidente al via, la gara di Hamilton, la rimonta di Vettel, le difficoltà di Bottas e l’improvvisa perdita di performance di Ricciardo

GP Austria, domenica 1 luglio, in diretta esclusiva su SkySportF1 – canale 207 – alle 15.10 (pre-gara dalle 13.30)

L'ORDINE D'ARRIVO

CLASSIFICA PILOTI E COSTRUTTORI

Hamilton vince il GP di Francia e si riporta al comando della classifica piloti con 14 punti su Vettel che, dopo un contatto al via, è riuscito a terminale la corsa al quinto posto. Sul podio anche Verstappen, autore di una buona gara e Raikkonen che, dopo aver perso posizioni in partenza, è riuscito a concludere al terzo posto.

1) Il contatto tra Vettel e Bottas al via

Vettel scattato dalla terza posizione in griglia ha cercato di sfruttare l’extra grip fornito dalle gomme Ultra Soft rispetto alle Super Soft utilizzate dai due piloti della Mercedes partiti in prima fila. Lo spunto della Ferrari è stato ottimo ma non è riuscito a trovare nessuno sbocco per cercare di attaccare Bottas ed Hamilton. Alla staccata il pilota tedesco ha bloccato gli pneumatici anteriori tamponando la Mercedes di Bottas. Nel contatto ha avuto sicuramente la peggio il finlandese che ha subito una foratura della gomma posteriore sinistra oltre al danneggiamento del diffusore che gli ha fatto perdere molto carico aerodinamico. 
Vettel, che ha ammesso l’errore nell’immediato post gara, per questa manovra è stato penalizzato di 5 secondi e gli sono stati tolti 2 punti sulla patente.

2) Hamilton in pieno controllo della corsa

In partenza Hamilton è riuscito a mantenere la prima posizione e due dei piloti più temibili sul passo gara, Bottas e Vettel, per via del contatto al via si sono estromessi dalla lotta per la vittoria. La gara per Hamilton è stata piuttosto semplice, perché le due Red Bull a parità di gomme “rosse” non avevano lo stesso ritmo della Mercedes.
Ferrari di Raikkonen, scattata al via con le Ultra Soft, a causa del contatto in partenza ha dovuto togliere il piede dal gas perdendo alcune posizioni. Posizioni che il pilota finlandese è riuscito a recuperare piuttosto agevolmente ma, nel frattempo, Hamilton aveva ormai preso il largo. Il quattro volte campione del mondo ha sempre controllato il distacco su Verstappen mantenendolo costantemente intorno ai 5-6 s. Prima del pit stop, grazie ad alcuni giri veloci, è riuscito a portare il gap sul secondo in classifica a 10 s mettendo in cassaforte la sua vittoria. Dopo la sosta, effettuata al giro 33, ha montato le gomme soft per coprire la scelta fatta da Verstappen e Ricciardo. Visti i giri che mancavano alla fine in Mercedes potevano tranquillamente utilizzare le Ultra Soft, ma considerato il vantaggio hanno preferito scegliere una strategia più conservativa.

Nella seconda parte di gara, gli ingegneri tedeschi hanno comunicato ad Hamilton di rallentare il ritmo a causa del problema alla Power Unit della Force India di Perez, dovuto ad una perdita di acqua dal sistema di raffreddamento. Si tratta di un problema molto simile a quello accusato da Bottas durante le Prove Libere 2 che gli ha fatto perdere buona parte della sessione. Quindi bisognerà prestare parecchia attenzione anche nelle prossime gare, perché questa nuova Power Unit EVO 2.1, sembra ancora un po’ acerba e l’affidabilità non è ancora al 100%.

3) La rimonta di Vettel fino al quinto posto. Cosa avrebbe potuto fare senza crash?

Vettel dopo il contatto al via è stato graziato dall’uscita dalla Sefety Car che gli ha permesso di effettuare la sosta ai box (sostituzione ala e cambio gomme) senza perdere tantissimi secondi. Questo gli ha permesso di rimontare riuscendo a terminare al quinto posto. Posizione n.5 che ha permesso al pilota tedesco di limitare i danni nei confronti di Hamilton. Seb è stato autore di ottimi sorpassi ma, in questa rimonta, si è vista la differenza prestazionale che separa Mercedes, Ferrari e Red Bull, da tutte le altre monoposto.

Difficile dire che risultato avrebbe potuto ottenere Vettel senza l’errore, perché Ferrari e Mercedes hanno sempre utilizzato gomme diverse in pista e, quindi, il passo tra le due monoposto non è facile da confrontare. Vedendo il risultato ottenuto da Raikkonen è presumibile che Vettel potesse lottare con Bottas per la seconda posizione, ma difficilmente avrebbe potuto impensierire Hamilton. Sicuramente la SF71H si è comportata molto meglio che a Barcellona e non ha avuto alcun problema con gli pneumatici “ribassati”. Questo dimostra che nei test post GP gli ingegneri avevano capito cosa non aveva funzionato durante la gara Spagna e qui in Francia ne abbiamo avuto la conferma.

4) Bottas non ha avuto il passo di Vettel. Come mai?

Bottas oltre a dover percorrere un intero giro con una gomma distrutta ha subito un importante danneggiamento della zona esterna del diffusore. Come potete osservare nell'immagine in basso, sulla vettura n°77 di Bottas sono stati completamente danneggiati i profili ad arco che hanno la funzione di ripulire le turbolenze generate dalla rotazione delle gomme. Un'importante danno da 0,2 secondi al giro che ha reso meno semplice la rimonta. Bottas a fine gara è riuscito a cogliere un settimo posto a 19 s da Vettel.

Il crollo prestazionale di Ricciardo: dovuto a cosa?

Ricciardo sembra saldamente al terzo posto ma, improvvisamente, nelle ultime fase di gara ha cominciato a perdere performance. Inizialmente si pensava a qualche problema alla Power Unit o a un improvviso decadimento prestazionale delle gomme soft. A fine gara si è scoperte invece che i problemi erano ben altri. Come potete osservare dall’immagine in basso il pilota australiano ha avuto un cedimento strutturale dell’ala anteriore che ha perso i flap superiori sia sul lato destro che su quello sinistro. Questo inconveniente ha causato tantissimo sottosterzo alla RB14 ed ha permesso la rimonta di Raikkonen che sfruttando le gomme Ultra Soft lo ha scavalcato con estrema facilità. Secondo il team Red Bull la causa di questo cedimento è da imputare ai detriti cosa che sembra abbastanza improbabile visto che i flap sono andati ko da entrambi i lati.

Foto: Sutton Images
Elaborazioni grafiche: Ing. Cristiano Sponton

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