Formula 1, GP Austria. Il sogno di Vittorio, da Austria ’75 a Monza

Formula 1

Simone De Luca

Una sola vittoria in carriera, nel Gran Premio d’Austria del 1975, per Vittorio Brambilla. Una sola vittoria ma anche una storia incredibile da raccontare, talmente incredibile da sembrare un sogno: il sogno di Vittorio

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17 agosto 1975 Gran Premio d’Austria, Osterreichring (ora RedBullRing) Vittorio Brambilla vince la sua prima e unica gara in Formula 1. In pole parte Niki Lauda con la Ferrari che ha già quattro vittorie in stagione ma non ha mai vinto il suo Gran Premio di casa. Ci riuscirà una sola volta in carriera nel 1984 anno del terzo titolo mondiale. Ma questo Niki non lo sa ancora, come non sa, alla partenza, che quella gara per lui non sarà di grande soddisfazione. Perché in Ferrari non prevedono il meteo capriccioso che sta per portare acqua sul circuito. E quindi non sistemano la macchina di Niki per il bagnato. Nonostante in griglia si mormori che in una parte del tracciato stia già piovendo. Si sa come succede in montagna: un secondo sei asciutto e un secondo dopo invece zuppo fino al midollo. E così accade: nubifragio, le monoposto vengono mandate in pit lane per montare gomme da bagnato e la gara viene ritardata di tre quarti d’ora.

Finalmente alle 16.17 si parte. Lauda in testa, dietro di lui Hunt e Depailler poi Fittipaldi, Stuck, Regazzoni, Pace e Vittorio Brambilla che sul bagnato, con la sua March arancione comincia a rimontare e a fare sorpassi. Tra il quinto e il sesto giro passa anche Stuck e Depailler e va alla caccia dei due in testa: Niki Lauda e James Hunt. Il pilota di casa intanto non riesce a trovarsi a proprio agio con la sua Ferrari: l’assetto non è quello da bagnato e si vede. Hunt lo passa al quindicesimo giro e, poco dopo, anche Brambilla gli è davanti. Al diciannovesimo giro Hunt deve doppiare Brett Lunger alla curva Sebring ma non entra deciso, non vuole rischiare, ci sono punti pesanti in ballo e Brambilla ne approfitta. Va in testa, anzi vanno in testa lui e la sua March arancione. Hunt ci mette due giri a passare Lunger e il monzese intanto se n’è andato.

Nel frattempo il temporale di montagna è diventato una pioggia monsonica, incredibile a dirsi nel cuore verde d’Austria ma è così. La direzione gara decide di sospendere la corsa per poi riprenderla in caso di miglioramenti ma viene data la bandiera a scacchi. Brambilla passa per primo sotto il traguardo, vince, una gara accorciata ma vince. E festeggia il Monza’s Gorilla come lo chiamavano gli inglesi per la corporatura massiccia, festeggia lasciando il volante e con i pugni al cielo. Festeggia e non guida. Così la sua March arancione si gira e va a sbattere demolendo il muso. Ma la macchina cammina ancora e il giro d’onore lo fa con quel muso storto, sollevato, traballante. Ma non importa. Vittorio ha vinto, l’Italia torna al successo nove anni dopo Scarfiotti.

Sarà, come detto, l’unico GP vinto per Brambilla. E da quell’unica vittoria è nata l’idea di questo cortometraggio che girammo nel 2014 con l’aiuto dell’Associazione Vittorio Brambilla e che venne trasmesso prima del Gran Premio di Monza. Il giardino di casa, come avrebbe detto Vittorio. Il corto, intitolato “Il sogno di Vittorio” è ambientato in un’ipotetica domenica mattina prima del Gran Premio. Una domenica come le altre fino al finale, mai avvenuto ma sempre sognato.

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