F1, GP d'Australia: countdown Mondiale, la preview tecnica sul circuito di Melbourne

Formula 1

Cristiano Sponton

Il Mondiale 2019 scatta ancora una volta dal circuito dell’Albert Park, tracciato australiano semi-permanente. Pista "green", con chicane veloci e frenate che mettono a dura prova le monoposto. Il GP d'Australia è in esclusiva su Sky Sport F1 (canale 207) e Sky Sport Uno (canale 201)

GP AUSTRALIA, LA CRONACA

Il Mondiale 2019 sta finalmente per cominciare. La stagione scatta ancora una volta dall’Australia, dove si disputerà il GP di Melbourne sul tracciato semi-permanente dell'Albert Park. Qui analizziamo le caratteristiche della pista e tutto ciò a cui i team andranno incontro in questo primo appuntamento del Campionato.

Pista molto "green": la spiegazione

Come si dice in casi come quello di Melbourne, siamo di fronte a una pista che sarà molto "green" e subirà un'importante evoluzione sessione dopo sessione. "Green" vuol dire che, essendo poco utilizzato, le vetture soprattutto con le prime libere del tenderanno a scivolare molto e ad usurare in modo anomalo gli pneumatici. Con il passare dei giri la pista andrà a pulirsi e a gommarsi cambiando in modo radicale il comportamento delle monoposto.

I "numeri" della pista

Il tracciato australiano misura 5.303 m ed è composto da sei tratta da alta velocità, tre curve lente (1-3-15), due chicane veloci (11-12) che mettono a dura prova la guidabilità della vettura. La frenata più impegnativa è quella di Curva 1 (Jones), seguita da Curva 3 (Sport Centre) e Curva 13 (Ascari). Nonostante sia un tracciato cittadino esistono alcuni punti di sorpasso. I principali sono: Curva 1 (Jones), Curva 3 (Sport Centre) e Curva 15 (Senna). Molto importante, come sempre, sarà la partenza anche se a Melbourne sarà molto difficile guadagnare molte posizioni al via visto che, la prima staccata, dista circa 377 m dal punto in cui prenderanno il via le varie vetture.

Caratteristiche tecniche 

Si userà un carico aerodinamico medio/alto e i freni saranno motlo sollecitati. Melbourne è un circuito dove le vetture utilizzeranno un carico aerodinamico di medio/alto livello. Per quanto riguarda i freni saranno piuttosto sollecitati soprattutto in curva 1,3 e 13  e i piloti spenderanno circa 15,6 s del tempo sul giro con il piede sul freno. Il motore avrà una sollecitazione di medio livello visto che la velocità media non è elevatissima. Sarà piuttosto critico, invece, il raffreddamento proprio a causa delle velocità non elevatissime e agli agenti esterni (per es. foglie) che potrebbero creare delle ostruzioni alle prese di raffreddamento. Vedremo in pista vetture con gli sfoghi posteriori in versione "large" proprio per cercare di incrementare il raffreddamento di tutte le componenti presenti sotto il cofano. A livello prestazionale questo è uno dei tracciati dove la potenza della Power Unit non è preponderante. Sarà fondamentale avere una buona erogazione della potenza soprattutto nei tratti più lenti dove bisognerà scaricare a terra i cavalli forniti dall’endotermico e dal sistema elettrico. Proprio grazie al sistema elettrico, secondo i dati forniti da Magneti Marelli, si potranno recuperare circa 700 kJ al giro da MGU-K e 3400 kJ da MGU-H. Complessivamente l’energia recuperata da entrambi i sistemi sarà di oltre 4000 kJ al giro. A livello di consumo, nonostante l’incremento di benzina imbarcabile, non ci sarà nessun problema visto che, secondo le simulazioni, verranno utilizzati intorno ai 100 kg di benzina per riuscire a terminare la gara.

Gli pneumatici

La pista australiana non "stressa" le gomme. Su questo tracciato cittadino i livelli di usura e degrado sono nel complesso abbastanza bassi e anche i carichi laterali a cui sono sottoposte le gomme non sono particolarmente elevati. Pirelli, per questa gara inaugurale della stagione 2019, ha selezionato le mescole C2, C3 e C4, che avranno rispettivamente colorazione bianca, gialla e rossa. Se andiamo ad analizzare le scelte fatte dai team possiamo notare che, i tre top team (Ferrari, Mercedes, Red Bull) hanno fatto scelte similari con 9 treni di gomme C4, 3 di C2 e solo uno di C2. L’unico pilota a differenziare la scelta è stato Leclerc che ha optato per un treno aggiuntivo di C2 a discapito di uno di C3. Questo lascia presagire che, nelle prove libere di venerdì, la Ferrari testerà con il giovane pilota monegasco il compound più duro per raccogliere dati preziosi che potrebbero diventare molto importanti per definire la migliore strategia per la gara di domenica. Osservando la tabella seguente, colpisce la scelta fatta dal team Renault in quanto è l'unica che ha puntato su 10 set di gomme più morbide differenziando, tra i due piloti, I sei di gomme "gialle" e "bianche".

 

Ferrari favorita per la vittoria in Australia

I recenti test di Barcellona ci hanno mostrato una Ferrari SF90 molto competitiva tanto da essere considerata, quasi da tutti gli addetti ai lavori, come la favorita per la vittoria in Australia. La nuova Rossa, fin dai primi giri di pista, è sembrata essere una vettura molto bilanciata, facile da mettere a punto ed è sembrata a suo agio in tutte le tipologie di curve. Anche a livello di pneumatici, la SF90, è sembrata adattarsi molto bene ai nuovi pneumatici della Pirelli e, durante i test, non ha accusato particolari problemi di degrado e usura durante i run lunghi. In quelli corti, a differenza di Mercedes, è riuscita a trovare il giusto range di funzionamento delle gomme e questo lo si è visto dai tempi sul giro che sono stati particolarmente veloci fin da subito. L’unico campanello d’allarme che è suonato a Maranello durante i test è stata l’affidabilità visto che la SF90 ha accusato alcuni problemi soprattutto nella seconda sessione dei test invernali. Non dovrebbero essere problemi particolarmente gravi e gli ingegneri di Maranello, grazie ai tantissimi dati accumulati, sono speranzosi di poterli risolvere prima dell’avvio del campionato.

Mercedes, un avvio di campionato "diverso"

Per Mercedes l’avvio del campionato è piuttosto diverso rispetto alle scorse stagioni dove si presentava in Australia con i favori del pronostico. Gli anglo-tedeschi nei secondi test di Barcellona hanno portato in pista una monoposto rivoluzionata rispetto alla prima sessione ma, la vettura, non sembra essere ancora del tutto bilanciata e sembra soffrire parecchio le basse temperature della pista. Il bilanciamento non ottimale lo si nota principalmente nelle curve veloci dove, la SF90, si è dimostrata molto più competitiva rispetto alla W10. Nel lento, invece, la vettura inglese sembra essere competitiva e a livello della Ferrari. Un altro problema che hanno dovuto affrontare Hamilton e Bottas è sicuramente quello delle gomme visto che faticano a portarle nel giusto range di funzionamento e questo lo si è visto principalmente nei long run dove hanno accusato il fenomeno del graining. Rispetto alla W09 si è lavorato molto sui cinematismi delle sospensioni e questo ha prodotto un risultato opposto rispetto al 2018 quando portavano molto spesso gli pneumatici in overheating (surriscaldamento). Se in Mercedes riusciranno a sfruttare al 100% le gomme avranno la chance di giocarsela alla pari con la Ferrari ma se questo non avvenisse per loro la trasferta australiana potrebbe essere alquanto problematica.

Il ruolo della Red Bull

Red Bull, da quello che si è visto nei test pre-stagionali, partirà con il ruolo di terza forza anche se le prestazioni sembrano essere piuttosto vicine a quelle della Mercedes. All’interno del Team di Milton Keynes sono convintissimi di essere addirittura davanti ai cinque volte campioni del mondo ma i tempi visti a Barcellona non dicono questo. La RB15 non ha entusiasmato come bilanciamento nel circuito catalano e anche la Power Unit Honda, seppur migliorata a livello di potenza, sembra ancora accusare qualche problema di troppo in quanto ad affidabilità. Dopo "fiumi di parole" è giunta l'ora di scendere davvero in pista dove sarà il cronometro a dare i primi responsi. Buona stagione a tutti!

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