Ayrton Senna, Guido Meda racconta il campione brasiliano ai bambini

Formula 1

Guido Meda

25 anni fa, il primo maggio 1994, a Imola moriva Ayrton Senna. Uno dei piloti più popolari, più amati e vincenti della storia della Formula 1. Un simbolo di un paese intero, il Brasile. Guido Meda lo racconta a quanti non lo hanno potuto ammirare dal vivo

"AYRTON DAY": A IMOLA SI RICORDA SENNA

FOTO. IL MITO DI SENNA RIVIVE SUI SOCIAL

TUTTI I RECORD DI SENNA

Ciao ragazzi, oggi sentirete parlare molto di Ayrton Senna, ed è normale che vi chiediate come mai gli adulti lo ricordino con tanto affetto e tanta nostalgia. Dunque, Senna era un pilota di Formula Uno, un pilota brasiliano, che è morto 25 anni fa esatti a Imola durante un Gran Premio. Cosa c’era di così speciale in lui tanto da non andarsene dalla memoria dei grandi? Non ha mai avuto un canale Youtube,  mai un profilo instagram, non ha mai guidato la Ferrari e non ha nemmeno battuto Hamilton. Già, eppure è importante, perchè anche il passato è importante! Proviamo a spiegarla in maniera semplice: il passato e la storia contano molto, perchè è da lì che viene il presente. 

La storia della Formula 1

Uno bravo come Hamilton oggi è mitico e famoso perchè molti anni prima di lui c’è stato uno come Ayrton Senna che ha costruito un pezzo della stessa storia. Proprio come succede con voi: quando siete ragazzini in gamba è perchè prima di voi ci sono stati dei genitori o dei nonni che hanno visto delle cose e fatto delle esperienze e poi, volendovi bene, ve le hanno passate, senza che nemmeno ve ne accorgeste. Vi hanno tramandato il meglio di quello che hanno imparato vivendo prima di voi. O perlomeno ci hanno provato, statene certi!

Ayrton "Magic"

Torniamo ad Ayrton Senna. Ecco, era un pilota talmente speciale che lo chiamavamo Magic. Magic proprio come uno che fa le magie, le cose impossibili; perchè quando guidava riusciva a fare con la macchina delle manovre che gli avversari nemmeno se le sognavano. Immaginate un supereroe del volante, tipo un Avenger o un X Man, in un periodo in cui le formula1 andavano forte come adesso, ben oltre i trecento all’ora, avevano 1000 cavalli come adesso, ma erano molto più pericolose e difficili da guidare perchè scappavano dappertutto ed erano fragilissime! Molti di noi - noi che oggi siamo papà o zii - sognavano di essere lui. 

Il re della pioggia

Avevamo capito che Senna sarebbe diventato un grande campione quando a Montecarlo nel 1984, sulla pista che si snoda tra muri e negozi,  con una macchina che si chiamava Toleman ed era decisamente più scarsa delle altre, sotto il diluvio riuscì ad andare molto più forte di tutti. Sul bagnato andava il doppio di tanti campioni e riuscì a rimontare fino ad arrivare secondo. Alcuni pensavano che quella di saper guidare forte sull’acqua fosse proprio una sua dote personale. Un po’ era vero, ma poi si seppe anche che sul bagnato Senna si era allenato moltissimo, sin da bambino con i go kart. In pratica, quando pioveva e gli altri ragazzi stavano al calduccio, lui sfidava il raffreddore e andava in pista per imparare a guidare sull’acqua. In sostanza... faceva i compiti, sempre! Anche da grande, studiava tutto, ma proprio tutto per essere il migliore. Era il primo ad arrivare nei box la mattina e l’ultimo ad andarsene di sera. Ah, quasi dimenticavamo che quella famosa gara a Montecarlo del 1984 la vinse il francese Alain Prost, che poi per tutta la carriera fu il più grande avversario di Senna. Per essere un campione è importante che ci siano anche dei buoni avversari, altrimenti è troppo facile. 

La rivalità con Prost

Senna e Prost erano tutti e due velocissimi e tutti e due  con un carattere molto speciale e molto difficile. Arrivarono anche ad essere compagni di squadra alla Mc Laren. Ma litigavano sempre , si arrabbiavano spesso, dicevano delle cose intelligenti e delle cose sciocche, facevano anche delle manovre a volte geniali per vincere e a volte un po’folli o esagerate per danneggiarsi a vicenda. Poi quando Prost si ritirò disse a tutti che la cosa che gli mancava di più della Formula1 era  Senna.  E anche Senna disse che gli mancava Prost! Quindi forse dobbiamo concludere che non erano così nemici. 

Un esempio per tutti

Ma anche se Senna ha vinto tre mondiali e Prost quattro, Senna è rimasto il più amato. Era un uomo molto bello che piaceva alle ragazze, intelligente, profondo nelle sue riflessioni, aveva un misterioso e sapeva pure piangere. Che non è normale per un campione che tutti immaginano invincibile! Una volta, nel 1991, vinse il GP del Brasile, proprio quello di casa sua, guidando con il cambio rotto. La macchina era rimasta con una marcia sola, rendendo la guida difficile e faticosissima. Ma Senna riuscì a vincere lo stesso e il suo fu uno sforzo fisico e mentale talmente incredibile che alla fine scoppiò in lacrime gridando via radio. Poi , il 1 maggio del 1994, non per colpa sua , ma per un difetto della sua macchina morì a Imola in un incidente, lasciando in lacrime noi che avevamo sognato di essere lui. Ancora oggi facciamo fatica a credere che Ayrton Senna, che sembrava proprio un ragazzo fortunatissimo, se ne sia andato in quel modo lì, con il volante della macchina che si è rotto proprio al momento sbagliato. In un attimo abbiamo perso il nostro supereroe, ma non la memoria del suo esempio per dirvi che qualsiasi cosa facciate con il massimo dell’impegno, grande o piccola che sia,  vi renderà sempre campioni!

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