F2, GP Monaco: Gara-1 a De Vries, Ghiotto squalificato. Caos e incidenti con Schumi Jr

Formula 1

Lucio Rizzica

L'olandese vince a Montecarlo. Ghiotto chiude 2° ma viene squalificato per irregolarità nel tirante dello sterzo. Il suo 2° posto passa a Matsushita, sul terzo gradino del podio c'è Sette Camara. Latifi protagonista con Mick Schumacher di alcuni contatti in un venerdì dove è successo di tutto. Sabato la Sprint Race in diretta eslusiva su Sky Sport F1 alle 17.15

GP MONACO, LA CRONACA DELLA GARA

Nel caso dite che ve l'ho chiesto io. Siete autorizzati a gettare in acqua dal molo il prossimo che vi dirà che una corsa automobilistica a Montecarlo è una 'roba noiosa'. Perchè nella Feature Race della F2 è successo di tutto. Davvero di tutto. E non è detto che sia del tutto finita con il podio. Andiamo per ordine. Montecarlo è un tracciato stretto e difficile, lento e senza vie di fuga, l'importante -si sa- è partire il più davanti possibile in griglia. Lo sa bene anche Ilott che poco dopo lo schieramento si dispera per l'occasione gettata via con la pole conquistata ieri: la sua Sauber si è spenta e così è sfumata anche la ghiotta opportunità di sfruttare una occasione più unica che rara. Mentre Ilott viene ricondotto in pit lane, si spalanca una portone per Mick Schumacher che, allineato proprio dietro di lui, ha davanti a sè pista libera per provare a imboccare la prima curva davanti a De Vries e Ghiotto. Così non è. Schumino pattina un po' troppo con le sue supersoft e davanti gli sfilano gli avversari più veloci di lui e pure qualche sogno. Non termina neppure il primo giro Aitken, che comunica ai box l'esigenza di dover già rientrare. Ma Mick non è uno che si perde d'animo e decide di ricostruirsi un'occasione d'oro. Così al terzo giro , uscendo bene dal Casino, attacca e sorpassa Hubert e poi segna il giro veloce, mentre Ilott  intanto si ritira e De Vries strapazzando il cronometro dà l'impressione di poter andar via col suo passo. Dietro di lui resiste Ghiotto.

Inizia qui il venerdì folle della Direzione Corsa, che dapprima segnala penalità a raffica per varie infrazioni (Markelov, Boschung e Calderon). poi deve investigare su un contatto al Loeuws fra Mick Schumacher e Latifi, dal quale esce vincitore il tedesco, obbligando il canadese a rientrare in pit lane per sistemare l'ala anteriore. Il che rende felici De Vries e Ghiotto che lo seguono appaiati in classifica generale con 26 lunghezze di ritardo.  A metà corsa -però- Mick Schumacher cerca un sorpasso impossibile prima della Rascasse, ma finisce col tamponare Tatiana Calderon, la cui BWT Arden si gira e costringe anche Deletraz a frenare dietro. Le tre monoposto ferme in pista nel tornante lento che riporta verso il rettilineo di partenza e di arrivo ostruiscono il passaggio. Ma mano che arrivano, tutti gli altri piloti sono costretti ad accordarsi e spegnere i motori. Bandiera rossa, gara sospesa e commissari costretti ad accorrere a frotte per liberare la pista rimuovendo tutte le vetture a spinta e riportandole -previo superamento della salita- in pit lane. L'operazione dura quasi mezz'ora e dà il via all'odissea della Direzione Corse e dei cronometristi, sballottati fra i flutti del regolamento, le cui procedure e modalità si incrociano, si intersecano, si fondono a più riprese in un caso limite che più limite non si può.

In sostanza. C'è da giudicare un contatto di gara che ha determinato la bandiera rossa. Da stabilire con quale ordine di passaggio sul traguardo al giro precedente vada congelata la classifica. Ma poi c'è anche da disciplinare l'ingresso della safety car e la disposizione delle monoposto dietro in fila indiana, tenendo conto del passaggio al giro successivo e i chi avesse già fatto o meno il pit stop obbligatorio. Tuttavia, siccome in pit lane si può lavorare sulle macchine, bisogna anche tenere conto di chi monta cosa, cambia cosa o cosa ancora debba montare o abbia già montato rispettando l'obbligo sull'utilizzo obbligatorio delle due mescole a disposizione. Tenendo presente che forse qualcuno ci guadagnerà qualcosa ma non possono alla fine risultare penalizzati proprio i primi otto del gruppetto di testa che ancora non avevano effettuato la sosta. La situazione alle spalle della safety car in un certo senso rimette in gioco anche chi è dietro, configurandosi la neutralizzazione della corsa. Ma chi dovrà fermarsi sa che perderà almeno una trentina di secondi o poco meno per entrare, cambiare e uscire negli ultimi giri e montare la supersoft. Chi ha le dure e ha già alternato le mescole potrà trarne vantaggio in pista. Fermo restando che però al momento del congelamento della corsa, non tutti avevano già sorpassato il traguardo restando a pieni giri e che quindi una bella porzione del gruppo di inseguitori si sarebbe ritrovata con un giro di ritardo rispetto ai primi. E tenendo presente che a nessuno sarebbe stato possibile consentire di sdoppiarsi dopo la ripartenza dietro safety car, perchè lo stop era stato imposto dalla bandiera rossa e non da bandiere gialle in contatto di gara. Sembra tutto chiaro? Non proprio. Tant'è che quando la corsa riparte, la Direzione Gara annuncia che in ogni caso dopo la bandiera a scacchi sarà rianalizzato tutto ciò che è accaduto per verificare l'esistenza o meno di infrazioni alle norme, errate interpretazioni dei regolamenti, errori di riposizionamento delle macchine in pit lane e dietro la safety car.

A questo punto la gara può però riprendere. La pista è sgombra e pulita e ognuno degli addetti è tornato al proprio posto di intervento. Esattamente a metà corsa è tutto da rifare, dopo una sospensione lunga, anzi lunghissima che di fatto darà il via a una nuova corsa con i primi otto piloti che tuttavia dovranno ancora rientrare in pit lane per il cambio gomme obbligatorio in pit lane e riche si ritroveranno anche a lottare contro il tempo. La nuova partenza, stavolta lanciata dalla safety car, riapre le ostilità fra De Vries e Ghiotto davanti a tutti, mentre viene comunicato che Mick Schumacher dovrà scontare 5" di penalità per un taglio di percorso e pure un drive-through per aver causato l'incidente con la Calderon. A sei tornate dalla fine, anche Latifi trova sulla propria strada Mick Schumacher e i due vengono a contatto. E' lo stesso giro in cui Ghiotto rientra a cambiar gomme, una tornata prima che lo faccia anche De Vries, il quale esce ancora davanti con 5"7 di vantaggio sull'italiano. E' a questo punto che la Direzione Corsa comunica che a fine gara rivedrà tutto ciò che è accaduto e ne certificherà la regolarità in merito a procedure seguite e decisioni adottate. Che letto fra le righe può anche voler dire intervenire a tavolino per modificare il risultato della pista.

Dopo averlo a lungo ostacolato nella sua rincorsa, Raghunathan tampona Aitken e lo mette fuori gioco. Quasi contemporaneamente Matsushita strappa il giro veloce a De Vries e Ghiotto e pure i due punti che porta in dote. Per non farsi mancar nulla anche Correa va a sbattere contro il guard rail. E a due giri dal termine (e 2'50" dalla fine del tempo limite) entra di nuovo in pista la safety car, che lancia poi il giro finale. Nel corso dell'ultima tornata Ghiotto deve sbarazzarsi del doppiato Markelov, mentre De Vries va a vincere nettamente passando primo sul traguardo. Sul podio salgono dunque De Vries, Ghiotto e Matsushita. L'olandese ha corso ancora con la tuta del pilota tedesco del Team ART David Beckmann (il che comporta corse degli uomini del team ad appiccicargli addosso pecette e toppe adesive con i nomi dei reali sponsor) e di nuovo ha vinto. Un portafortuna al limite del feticismo. Fra tanti che sorridono, l'unico scuro in volto è Luca Ghiotto, per nulla soddisfatto di come siano andate le cose. 

Per Ghiotto le cose si metteranno ancora peggio. A otto ore dalla fine della gara viene squalificato per irregolarità nel tirante dello sterzo, deformato probabilmente a causa di un cordolo preso un po' più aggressivamente. Il suo 2° posto passa a Matsushita, sul terzo gradino del podio c'è Sette Camara. La Direzione Gara ha quindi modificato ancora qualcosa a tavolino. Non è la prima volta e mai come in questa incredibile giornata di Montecarlo è giustificato. Del resto siamo nella patria dei Casino: 'rien ne va plus, les jeux sont faits'. Stamattina più che a una gara automobilistica è sembrato di assistere a un infinito, drammatico, elettrizzante giro di roulette.

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