F1, GP di Montecarlo 2019: l'analisi delle qualifiche

Formula 1

Cristiano Sponton

Il miglior tempo di Leclerc nelle terze libere aveva illuso, ma le Mercedes avevano dimostrato già da giovedì di poter ottenere senza troppi problemi la pole. Poi il "pasticcio rosso" con il monegasco eliminato nel Q1, mentre Vettel limita i danni con il quarto tempo. Dalla magia di Hamilton in qualifica alle strategie per la gara: analizziamo cos'è successo nel sabato di Montecarlo. La gara domenica 26 maggio alle 15.10: diretta esclusiva su Sky Sport F1 e Sky Sport Uno

GP MONACO, LA GARA LIVE

La prima fila tutta Mercedes a Montecarlo non è certo una sorpresa. Del resto si era visto fin dalle libere di giovedì che Red Bull e Ferrari non avevano il ritmo per impensierire Hamilton e Bottas. Nelle prove libere 3, Leclerc aveva illuso i tifosi della Rossa centrando il miglior tempo, ma sembrava già chiaro che i due alfieri della Mercedes erano molto lontani dal proprio limite e che avevano il ritmo per monopolizzare la prima fila. Hamilton è riuscito ad ottenere la sua 85^ pole (seconda nel Principato) grazie ad uno strepitoso giro nell'ultimo run della qualifica. Per battere Bottas di soli 86 millesimi ha dovuto inventarsi uno dei migliori giri di qualifica della sua carriera visto che il pilota finlandese sembrava avere qualcosa in più fino a quel momento. La Red Bull grazie alla prestazione di Verstappen (terzo) e di Gasly (quinto) ha dimostrato di essere la seconda forza su questa tipologia di tracciato. La Ferrari (terza forza) si deve accontentare della quarta posizione di Vettel, mentre Leclerc partirà dalla 15^ posizione a causa di un grossolano errore del muretto di Maranello (era 16esimo prima della penalità inflitta a Giovinazzi).

Ferrari, che errore con Leclerc!

Il primo colpo di scenda di queste qualifiche c’è stato già nel Q1 con Leclerc che non è riuscito a qualificarsi per la fase successiva e domani sarà costretto a partire dalla 16esima posizione. Dopo aver ottenuto il miglior tempo nelle Prove Libere 3 ci si aspettava molto dal pilota monegasco che sembrava avere maggior ritmo rispetto al compagno di squadra. Vettel che nelle FP3 era andato a muro a metà sessione danneggiando la sospensione anteriore, imponendo un lavoro extra per i meccanici della Rossa per metterlo in pista nelle qualifiche. Nel Q1 - nel primo run - Leclerc non è riuscito ad ottenere un tempo che gli permettesse di rimanere tranquillo avendo un margine troppo piccolo dall’ultimo classificato calcolando poi l’evoluzione della pista che su un tracciato cittadino è sempre molto elevata. A differenza degli altri piloti, il monegasco, ha effettuato un run più corto a causa di un bloccaggio alla Rascasse e questo gli ha provocato delle vibrazioni alla vettura tanto da costringerlo a rientrare ai box. Rientrando nel garage ha anche saltato le verifiche tecniche della FIA per il controllo del peso ed è stato riportato a spinta dai meccanici del Cavallino nella postazione della Federazione. Successivamente non è stato fatto uscire per il secondo tentativo a differenza di Vettel che non era riuscito ad ottenere un buon tempo nel suo primo tentativo. Come è finita lo sappiamo tutti visto che Vettel è riuscito a passare mentre, Leclerc, sarà costretto a partire dal fondo e la sua gara, salvo sorprese, sembra essere già compromessa. Molto deluso Leclerc che si aspettava sicuramente di più dalla sua gara di casa: “Ho chiesto al team se ce l'avremmo fatta. L'ho fatto fino a un certo punto perché avevamo solo 1 decimo e mezzo di vantaggio su chi invece era fuori, e non ho avuto risposta. Dopo mi hanno solo detto che avrei dovuto farcela, però a 1 minuto abbiamo scoperto che non ce l'avremmo fatta a qualificarci. Ormai era troppo tardi".

Hamilton, magia finale per battere Bottas

Si era capito fin dai primi giri di giovedì che la lotta per la prima posizione sarebbe stata tra Hamilton e Bottas e si era anche visto quanto il pilota finlandese fosse competitivo visto che è stato costantemente più veloce del pilota inglese, soprattutto nella giornata sabato. Era evidente, insomma, che per batterlo il cinque volte campione del mondo avrebbe avuto bisogno di un giro strepitoso. La vettura anglo-tedesca, a differenza delle ultime due stagioni, si è dimostrata molto a suo agio anche tra le stradine del Principato; molto precisa in inserimento curva, bilanciata in frenata e soprattutto molto reattiva nei veloci cambi di direzione come quello alle piscine. Se osserviamo i tempi ottenuti nella passata stagione con quelli di oggi possiamo notare che Mercedes ha abbassato il proprio limite di ben 1,2 s mentre, Ferrari, ha migliorato di solo 2 decimi. Se osserviamo i singoli intertempi della tabella in basso possiamo notare che, la W10, è stata la vettura più veloce in tutti i settori del tracciato. Il distacco che sono riusciti ad infliggere ai rivali è stato molto elevato calcolando che quello del Principato è il giro più corto dell’intero Mondiale. Molto intensa è stata invece la lotta tra Verstappen e Vettel con il pilota finlandese che è riuscito ad avere la meglio sul tedesco per 3 decimi. Se osserviamo in singoli intertempi possiamo notare che, la SF90, è stata più veloce della RB15 nel settore 1 dove la potenza della Power Unit e l’efficienza aerodinamica è molto importante. Nei restanti due settori, dove è fondamentale l’inserimento in curva, la precisione nei cambi di direzione e la trazione, la Rossa paga 4 decimi rispetto alla vettura di Milton Keynes e ben 6 sulla W10.

Confrontando i dati del miglior giro delle qualifiche di Lewis Hamilton con quella di Sebastian Vettel, si nota come la SF90 perde in praticamente tutte le curve del tracciato monegasco. La differenza maggiore la si nota soprattutto alla curva del Casino (4), alla curva del Tabaccaio (12) ma anche nella chicane dopo il tunnel e in quella dopo le Piscine. Una SF90 che continua a far fatica a riscaldare gli pneumatici anteriori, arrivando poi a fine giro con le posteriori in over-heating. Una situazione simile a quanto già visto a Baku e Barcellona infatti la trazione della SF90 fino a metà giro sembra essere buona mentre, nelle ultime curve, soffre veramente troppo.

Nessun problema di consumi per la gara

Questo tracciato, con una gara di 260 km, presenta il valore più basso di consumo benzina, pur utilizzando il massimo carico aerodinamico. Essendo la percorrenza totale di 40 km inferiore a tutte le altre gare, ma col massimo carico aerodinamico e per la aumentata aderenza delle mescole possono servire 95 kg di benzina per la gara, circa 5-7 kg in più che in passato. In aggiunta, il tracciato tortuoso stop and go è sensibile al peso e la probabilità di ingresso della Safety Car è elevata (pari al 57% per 6-8 giri consecutivi; in quei giri si consuma 1 kg in meno per ogni giro percorso dietro SC). Quindi è possibile fare una strategia aggressiva caricando meno benzina del previsto e gestendo il consumo, per poter andare più veloce tutti i giri. Oppure, come alternativa, le vetture potranno “bruciare benzina” per produrre energia elettrica aggiuntiva per caricare la batteria.

Gara con un solo pit stop?

Per quanto riguarda la gara, sarà molto importante la partenza e la prima parte di gara che porterà al primo e probabilmente unico pit stop. Dal punto di partenza alla prima frenata lo spazio è molto ristretto visto che stiamo parlando di soli 295 m. Sicuramente in gara la Mercedes avrà un grosso vantaggio a livello di pneumatici visto che, tra i top team, è l’unica ad aver girato durante la giornata di giovedì con le gomme medie mentre, Ferrari e Red Bull, saranno costrette a montarle alla cieca avendo scelto per questo fine settimana un solo set di medie e di hard. Analizzando i long run di giovedì la singola sosta sembra essere fattibile per tutti anche se, alcuni team, come la Ferrari hanno sofferto maggiormente di graining. Graining che, nella giornata odierna, visto l’evoluzione che c’è stata sulla pista sembra essere pressoché scomparso. Fare due soste su questo tracciato è sempre molto rischioso perché potresti finire nel traffico e il sorpasso è piuttosto complicato.

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