Formula 1, GP di Germania, Vettel-Hockenheim: aria di casa e brutti ricordi

Formula 1

Andrea Sillitti

L'errore a Silverstone nel duello con Verstappen sembra aver conclamato la crisi di Sebastian Vettel che ha ammesso di vivere un momento difficile. Ora arriva il GP di casa: teoricamente l'occasione ideale per il riscatto, ma proprio in Germania  un anno fa le cose iniziarono a precipitare. Il GP è in diretta esclusiva domenica 28 luglio alle 15.10 su Sky Sport F1

LA DIRETTA DEL GP DI GERMANIA

Quanto dista Heppenheim, il paese di Vettel, da Hockenheim? Circa 40 minuti in macchina. Quanto è lontana la possibilità che Seb vinca per la prima volta quest'anno sul circuito di casa? Tanto. E pensare che solo un anno fa il tedesco della Ferrari stava dominando il GP di Germania, in un weekend, fino a pochi giri dalla fine della gara, praticamente perfetto.

Maledetta pioggia

Vettel scatta dalla pole, Hamilton invece è costretto a partire 14esimo, appiedato dalla sua Mercedes in qualifica. In gara fila tutto liscio fino a quando non arriva una leggera pioggia: mentre Hamilton si scatena in una rimonta furiosa al giro 51, Vettel perde il controllo a va a muro: la conseguente safety car addirittura favorisce il rivale inglese che si ritrova improvvisamente in testa e va a vincere. Quella che poteva essere la gara dell'allungo in classifica per Seb diventa invece un incubo: da lì in poi Vettel e la Ferrari andranno in confusione, certo non aiutati dalla scomparsa della guida: proprio durante il weekend di Hockenheim esce la notizia delle gravi condizioni di Sergio Marchionne che morirà pochi giorni dopo.

Un altro Vettel

Il GP di Germania 2018 ha segnato una svolta negativa: prima di allora Vettel, nelle vittorie e nelle sconfitte, sembrava riuscire a tirare fuori sempre il massimo dalla macchina. Dopo il tedesco si è fatto notare più per gli errori che per altro: una sola vittoria, a Spa e tanta frustrazione: il finale della scorsa stagione è stato segnato da diversi testacoda, l'inizio di questa è partito con una Ferrari non all'altezza dell'anno precedente. Eppure in qualche occasione Vettel ha avuto la macchina per vincere e non ci è riuscito: per colpa sua in Bahrain quando si è girato in lotta con Hamilton, un po' per colpa sua e un po' per i giudici in Canada, per colpa di un problema tecnico in Austria. La stagione fino a Silverstone era comunque da considerare sufficiente: Seb aveva fatto una gara solida a Montecarlo, era stato spesso davanti al compagno di squadra Leclerc in qualifica, in Canada un pole magica e una gara bellissima (errore a parte).

Il momento più difficile

Il weekend di Silverstone però è stato molto negativo. Sempre dietro a Leclerc sin dalle Libere, in gara Seb ha avuto il merito di voler allungare il primo stint, decisione ripagata dall'ingresso della safety car. Ma una volta terzo non solo non è riuscito a resistere a Verstappen (come invece fatto strenuamente da Leclerc) ma una volta passato ha tamponato maldestramente l'olandese. "E' tedesco ma sembra un meridionale" diceva di lui Marchionne, e più che un complimento era una critica per il poco sangue freddo mostrato da Vettel sotto pressione. Questo è senza dubbio il momento più difficile per lui da quando è in Ferrari: non vince da quasi un anno, subisce il confronto con l'emergente Leclerc che nelle ultime gare lo sta sopravanzando, il futuro è incerto con quell'ultimo anno di contratto che gli resta con la rossa.

Serve un gol in casa

L'aria di casa non può far che bene, anche se Seb ha vinto solo una volta il GP di Germania e quando si correva al Nurburgring. Mai a Hockenheim che peraltro non sembra adattarsi alle caratteristiche della SF90. Poi però arriverà l’Ungheria che sulla carta è ancora peggio quindi se Vettel vuole andare in vacanza nella pausa estiva con un po' di serenità deve battere un colpo qui, a casa sua. E poi sperare che la Ferrari gli dia una macchina competitiva per l'anno prossimo, per inseguire ancora l'unico sogno che gli manca da realizzare: vincere un mondiale con la Ferrari. Al momento più che mai un sogno ma mai sottovalutare la determinazione di un 4 volte campione del mondo.

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