Formula 3, Belgio 2019: risultati Gara-2, vince Armstrong

Formula 1

Lucio Rizzica

Il neozelandese Armstrong taglia il traguardo per primo in gara -2. Dietro di lui Tsunoda e Shwartzman, che si conferma in vetta alla classifica del Mondiale con 23 punti di vantaggio su Daruvala. Paddock unito nel ricordo di Anthoine Hubert, morto ieri nella Feature Race di F2

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E' difficile per tutti rimettere il casco e partire, dopo aver vissuto un momento di commozione e partecipazione autentiche come il minuto di silenzio dedicato alla memoria di Anthoine Hubert, tragicamente scomparso ieri in gara nella Feature Race di F2. Ma la vita, i programmi, lo spettacolo, devono andare avanti e per questo quando parte il giro di ricognizione della F3 torna ad aleggiare sul circuito di Spa, in Belgio, l'atmosfera di sempre, quella delle corse.

Formula 3 scattata alle 11.00 per permettere a emtrambi i paddock (F3 e F2) di prendere parte alla commovente cerimonia di addio a Hubert, anche perchè per rispetto verso il pilota la F2 ha deciso di comune accordo con la FIA di cancellare anche la Sprint Race dal programma della giornata. In prima fila Armstrong e Pulcini, tutti i migliori davanti. Shwartzman, Daruvala, Vips pronti a darsi battaglia in vista del successo finale. Al via scatta benissimo il neozelandese, meno bene Pulcini e Vips che poi - complice un aggressivo Tsunoda - vanno larghi alla prima curva. In quarta e quinta posizione le altre due Prema di Shwartzmann e Daruvala. Al secondo giro va in testacoda Lawson toccato da Sargeant, poco dopo un contatto mette fuori gioco Kari e Carrara. Armstrong dopo tre giri ha poco meno di due secondi di vantaggio sugli inseguitori e segna anche il primo giro veloce della corsa. Al quarto giro Laaksonen, mentre è in battaglia con Peroni, perde il controllo della sua MP e va a sbattere violentemente contro le barriere di Blanchimont. Scocca abbastanza integra e per fortuna conseguenze molto limitate per il pilota. Con la Safety car in pista, intanto inizia a piovere su una buona metà del percorso. Si fa largo l'ipotesi di terminare la gara non al 17° giro, ma entro i 40' di tempo limite.

Alla ripartenza Vips perde l'ala anteriore attaccando Fewtrell e termina la propria corsa. Tsunoda aggressivo in difesa su Lundgaard, De Francesco e Hughes costretti a rientrare dopo essersi toccati. A cinque giri dal termine Piquet sorpassa Pulcini e guadagna la sesta piazza. A tre tornate dal termine, Armstrong porta a 2'7" il proprio vantaggio su Tsunoda, annullando il compattamento seguito all'ingresso della Safety car. Piccola incertezza del giapponese e Lundgaard lo scavalca, lasciandolo in pasto alle due Prema di Shwartzman e Daruvala, che ha già negli specchietti Piquet.

Pista sporca, delle forature contribuiscono a mettere fuori causa più di un pilota nel gruppone di coda. Tsunoda, più cattivo di Lundgaard, si riprende la seconda posizione. Anche Shwartzman supera il danese nell'ultimo giro e sale sul podio. Sul traguardo piomba sotto la bandiera a scacchi Armstrong, che via radio, complimentandosi con il muretto, dedica la sua vittoria a Anthoine Hubert. Sul podio dietro il neozelandese salgono Tsunoda e Shwartzman, che resta leader in classifica con 23 punti di vantaggio su Daruvala. Pulcini chiude invece settimo. Molto contenuti gli abbracci e i festeggiamenti in parco chiuso, dove l'intera scuderia Prema e lo stesso Armstrong (come l'intero paddock, del resto) espongono il lutto al braccio. Podio molto sobrio, nessun festeggiamento, nessun tappo da far saltare. C'è poco da essere felici in week-end come questi. Prossimo appuntamento a Monza tra una settimana.