F1, GP Brasile: Ferrari, quel piccolo contatto tanto inutile

Formula 1
Mara Sangiorgio

Mara Sangiorgio

Tra Vettel e Leclerc, nel finale d'Interlagos, un piccolo contatto ma totalmente inutile, come lo ha definito il team principal Binotto. Un incidente che però ha avuto  conseguenze pesantissime, evidenziando ancora una volta come la rivalità tra i due c'è e va gestita

Nel fine settimana delle grandi soddisfazioni, i ferraristi sono mancati all’appello autoeliminandosi uno contro l’altro a cinque giri dalla fine. Un piccolo contatto, totalmente inutile come lo ha definito anche Mattia Binotto, ma che ha avuto conseguenze pesantissime. Le colpe.. condivise da entrambi i piloti, sia per la per la Federazione che per il team principal FerrariBinotto, da capitano, ha voluto pensare solo ed esclusivamente al risultato negativissimo per la sua squadra. Per parlare e analizzare insieme quanto successo in Brasile ci vorrà calma e sangue freddo, soprattutto da parte di Sebastian Vettel e Charles Leclerc, per evitare che tutto questo abbia ripercussioni soprattutto in futuro. 

L’incidente in famiglia ha comunque evidenziato una volta di più come la rivalità tra i due – scoppiata a Monza e cresciuta tra Singapore e Russia – ci sia e sia da gestire, con maturità e coraggio, soprattutto quando la prossima stagione ripartirà come ripartirà la sfida contro Mercedes e Red Bull.  

La vittoria cristallina e bellissima di Max Verstappen, ma anche il sorprendente secondo posto di Pierre Gasly con la Toro Rosso, hanno mostrato infatti quanto anche la power unit Honda abbia fatto il passo avanti necessario per lottare in curva ma anche in rettilineo. L’olandese poi è stato perfetto per tutto il weekend,  mentre anche Lewis Hamilton ha sbagliato a pochi giri dalla fine compromettendo totalmente la gara di Albon, prendendosi 5 secondi di penalità e passando da terzo a settimo. Così, a riportare la McLaren sul podio dal 2014, è stato Carlos Sainz, che lo champagne sul podio non lo ha bevuto ma che questa prima volta non se la scorderà certo mai.

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