Formula 1, le pagelle del 2019 di Carlo Vanzini

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Carlo Vanzini

Carlo Vanzini

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Voti e giudizi alla stagione, chiusa dalla due giorni di test di Abu Dhabi. Hamilton e Mercedes ai limiti della perfezione. Tra l'ascesa di Leclerc e i dubbi di Vettel, dalla Ferrari si attende una crescita nel 2020

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Hamilton 10 - Perfetto. Sempre in gara, con la sola sbavatura della Germania. Sembra caricarsi nella sfida con le nuove generazioni e con la condotta del week end di Abu Dhabi ha mandato un chiaro segnale ai giovani talenti: ha ancora tanta fame.


Bottas 8 - Un avvio deciso e convincente, poi è emersa la superiorità di Lewis e qualche passaggio da parte sua, ma sarebbe devastante per tutti avere un compagno di squadra simile. Quest'anno ha retto meglio l'urto ma 87 punti di differenza non sono pochi.


Verstappen 9 - Per la prima volta sale sul podio del Mondiale e lo fa con 3 vittorie, rispettando i piani del team alla vigilia. Dategli una leva (in questo caso, una macchina sempre di livello), e vi solleverà il mondo.


Leclerc 9 - Ha emozionato per velocità, cattiveria e convinzione. È pronto, serve una monoposto all'altezza e una nuova vera può avere inizio.


Vettel 7 - Da un 4 volte campione del mondo ci si aspettano meno errori. Non è stato esente, ma ha anche dimostrato lampi di classe che indubbiamente ha. Per la prima volta da quando è in Ferrari arriva alle spalle del compagno di squadra nella classifica finale. Sa che dovrà dare tutto in quello che potrebbe essere il suo ultimo anno di F1. Vietato sbagliare!


Sainz 9 - Campione del mondo "degli umani". Anzi meglio, perché ha messo dietro due piloti che si sono condivisi la Red Bull (Albon e Gasly). Solido e combattivo, meriterebbe la giusta chance per giocarsi qualcosa in più, ma la McLaren potrebbe anche essere la giusta opzione vista la crescita e l'arrivo dei motori Mercedes nel 2021.

 

Gasly 6 - Un voto frutto della media tra il periodo insufficiente in Red Bull e quello ottimo in Toro Rosso. E se guida così avrà ancora le sue chance.

 

Albon 7 - Più o meno vale discorso fatto per Gasly, a macchine invertite. Ma come rookie ha sorpreso. Adesso deve fare un salto, perché i big non aspettano e il rischio di abbonarsi alla sesta posizione è alto.


Ricciardo 7 - Ci ha messo un po' a prendere le misure alla Renault e dimenticarsi la qualità aerodinamica della Red Bull. Stagione non facile, perché si è reso conto del passo indietro fatto, ma ha classe e talento da vendere. Il tempo però passa e le occasioni anche.


Perez 7 - Ha tenuto in piedi da solo la Racing Point. Se non avesse fatto quella scelta azzardata di passare in McLaren anni fa, costruendosi una nomea sbagliata, ne staremmo parlando come un'ottima scelta per un top team che cerca un secondo pilota solido e affidabile.


Norris 8 - Suonato da Sainz in classifica, ha però stupito. Il più giovane della griglia ha entusiasmato più al sabato che alla domenica. Ha portato quel essere figlio (quasi) del nuovo millennio in un mondo che ha bisogno anche di questo.

 
Raikkonen 7 - Fantastico nella prima parte, un po' perso nella seconda. Da dopo la sosta estiva una sola gara a punti, ma che gara:, quarto in Brasile. Ottimizzare.

 
Kvyat 7 - Ha fatto il suo nell'anno del rientro nella famiglia Red Bull. Ha conquistato un podio, il che basterebbe per avere il massimo dei voti, ma spesso va a corrente alternata. Riuscisse a stare sempre sull'on chissà, potrebbe avere nuovamente chances importanti.


Hulkenberg 6 - Ultima stagione. La sua solidità non si discute, ma Ricciardo, una volta presa la misura della Renault, ne ha dato un po' la dimensione.


Stroll 4 - AAA cercasi il ragazzino che faceva parlare di sé per i risultati più che per i soldi. Il 2020 sarà un anno della verità per capire meglio se quella di fare il pilota è un'ambizione sua o del papà.

 
Magnussen 6 - Perché ha avuto dei lampi soprattutto in qualifica, ma poi disperso con le prestazioni della Haas. Quest'anno, almeno, si è fatto meno nemici in pista.

 
Giovinazzi 7 - Non do un voto alto perché è italiano, ma perché dopo due anni di inattività totale non era facile. E, seppur non nei punti, ha retto l'urto nel confronto con un campione del mondo, finendo praticamente a pari nel confronto in qualifica e da dopo la sosta ha fatto più punti di Kimi. Il 2020 sarà finalmente un anno di maggiore stabilità ed esperienza, ma sarà anche quello della verità. Sperando in una macchina all'altezza.


Grosjean 5 - Il taglio era nell'aria durante la stagione con il possibile arrivo di Hulkenberg, ma avrà ancora una chance. Magnussen ha fatto meglio.


Kubica 8 - Perché si è rimesso in gioco e si è liberato del peso del non averci provato. Ha dimostrato di poterci stare in pista ed era la cosa primaria e d'esperienza. E grazie alla squalifica Alfa ha portato a casa l'unico punto per la Williams in Germania. Il giusto riconoscimento a un'impresa che forse, nel corso della stagione, ha perso il fascino dell'inizio, ma che tale resta.


Russell 8 - Perché con la macchina che aveva non poteva fare di più e il suo l'ha fatto bene, seppur nell'ombra. È un campioncino e ce ne accorgeremo.

I team

Mercedes 10 - Ha reagito al disastro del primi test con forza e capacità. La stagione è stata perfetta, salvo qualche sbavatura.

 

Ferrari 7 - Una media tra l'inizio zoppicante e un ritorno vincente dalla sosta grazie a un lavoro enorme. Le aree di intervento non sono poche, ma è pur sempre Ferrari e ci si aspetta che nel 2020 lo dimostri.

 

Red Bull 8 - Con un altro pilota all'altezza di Verstappen avrebbe lottato con Ferrari nei costruttori. Dei big è il team che è cresciuto di più anche con Honda. Ancora uno step e sarà un cliente di nuovo difficile per tutti.

 

Mclaren 8 - Una crescita eccezionale, che la fa stare davanti al team ufficiale che gli fornisce i motori. La strada intrapresa è quella giusta e con il ritorno ai motori Mercedes nel 2021 potrebbe tornare ad essere la McLaren di un tempo.

 

Renault 5 - Grossa delusione pensando al calibro dei piloti e ai mezzi che un gruppo come quello Renault ha. Il risultato è insufficiente per le ambizioni di un team ufficiale finito quasi doppiato nei punti da McLaren e quasi superato da Toro Rosso.

 

Toro Rosso 8 - Due podi fanno da soli una stagione per un team che fino a quest'anno ci era salito una volta sola con Vettel nel 2008. Il binomio con Honda sembra positivo e nel 2020 può puntare a fare anche meglio.

 

Racing Point 7 - Sinceramente ci si aspettava di più da un team finalmente con capitali freschi e importanti. Perez la tiene incollata a quel settimo posto già conquistato l'anno precedente, ma lontano da quel fantastico quarto del 2017.

 

Alfa Romeo Racing 7 - Una media tra una parte di stagione eccezionale con Kimi e le insufficienti prestazioni quando ha ingranato anche Giovinazzi. Il marchio ha ambizioni diverse, ma serve anche più lucidità nella gestione delle strategie.

 

Haas 4 - Che crollo verticale. Inspiegabile anche per gli stessi protagonisti, tanto in confusione da tornare a metà stagione alla macchina di Melbourne. Non può essere solo una questione di gomme.

 

Williams 3 - Un team allo sbando nonostante la buona salute economica del gruppo. Da un po' non si vedeva una squadra costretta al ritiro per mancanza di pezzi di ricambio e parliamo della Williams che un tempo faceva tremare il mondo... Per il bene di questo sport si spera in una forte inversione di rotta. Sir Frank dovrebbe intervenire, mettendo da parte il sentimentalismo con cui concede alla figlia di gestire il team. Piuttosto meglio venderlo. 

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