Formula 1, Fernando Alonso su Hamilton: "Vince, ma nessuno lo mette sotto pressione"

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Compagno di squadra di Lewis nel 2007, lo spagnolo non si nasconde in un'intervista a F1 Racing Magazine: "Mi piacerebbe sfidarlo. Ha dei punti deboli, ma nessuno ne approfitta". E lancia l'appello ai rivali del britannico

Nella prossima stagione di MotoGP l'uomo da battere sarà ancora Lewis Hamilton. Il pilota britannico della Mercedes (che ieri ha fatto sentire il 'rombo' della W11) ha conquistato il titolo Mondiale negli ultimi 3 anni consecutivi. Ma per qualcuno il dominio di Lewis potrebbe essere interrotto prima del previsto. Si tratta di Fernando Alonso, che conosce bene il britannico, avendoci corso insieme nel 2007 in McLaren.

"In tutte le stagioni Lewis parte piano, ma nessuno ne approfitta"

Intervistato da F1 Racing magazine, il pilota spagnolo, protagonista dell'ultima Dakar, ha espresso la sua su Hamilton: "Lewis è migliorato tanto, ma ha ancora diversi punti deboli che non sono mai stati provati. Nessuno lo spinge a dovere a lavorare su quelli". Alonso conferma la crescita di Lewis negli ultimi due anni: "Ha alzato il proprio livello nel biennio 2018-19, soprattutto nella stagione scorsa, quando la macchina non è stata dominante come in precedenza. Se non può vincere arriva secondo e comunque a breve distanza. Mai indietro di 20 secondi, come invece succede al suo compagno Bottas, che quando le cose vanno male finisce anche quinto o sesto, a un minuto. A Lewis questo non succede".

Lo spagnolo, campione del mondo per due anni di fila nel 2005 e nel 2006, approdò in McLaren nel 2007, dove trovò un giovane Lewis, al suo primo anno in F1. Forse anche per averlo visto alla sua prima esperienza nel circus, Alonso si sentecapace di batterlo: "Analizzando le stagioni di Lewis, emerge chiaramente un denominatore comune: inizia la stagione sottotono e nessuno ne approfitta. Pensiamo che sia l’anno di Bottas, ma non si realizza". E la tentazione: "Sarebbe bello gareggiare contro di lui in una vera battaglia. Forse i suoi punti deboli non sono reali ed è tutto frutto di un suo calcolo. Mi piacerebbe scoprirlo".

L'appello agli altri piloti

Inevitabile, in chiusura, il messaggio a quelli che sarebbero dovuti essere i rivali di Lewis in questi anni: "Quando hai tra le mani un buon pacchetto e l’altro pilota fa incidenti e tu allunghi in classifica, vivi tutto in maniera più tranquilla. Ma se il distacco diventa di uno o 10 punti cambiano alcuni fattori. Lo stress è diverso, gli errori hanno un diverso peso, i messaggi radio sono diversi. Bisognerebbe vedere Hamilton lottare sotto pressione".

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