Sainz: "Sono lo Zidane di casa, alleno la mia famiglia durante quarantena per coronavirus"

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Mara Sangiorgio

Mara Sangiorgio

Dagli allenamenti in famiglia all'attesa per la prossima gara, dal rapporto con il compagno Lando Norris al futuro contrattuale: l'intervista di Mara Sangiorgio al pilota della McLaren

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Come stai vivendo questo momento particolare? Qual è la formazione in casa Sainz?

"La squadra è composta dalle due sorelle, la mamma e papà Carlos ovviamente, e io ovviamente. E adesso sono diventato l’allenatore della famiglia Sainz praticamente. Ho dato a tutti e quattro un piano di allenamento e di alimentazione: facciamo adesso l’operazione bikini prima dell’estate. Non avremo mai più opportunità così, di mangiare sano e regolare una volta che tutto ricomincerà, quindi ne approfittiamo ora, senza viaggi, ristoranti, pizza e hamburger. Mi sono trasformato nello Zidane di casa Sainz".

 

Come hai vissuto i giorni in Australia, quando hanno trovato un membro del vostro team positivo? E quando sei tornato?

"Non è stato facile per nessuno del nostro team, ma credo che tutti lo abbiamo gestito in maniera corretta e perfetta. Dopo la notizia che un nostro meccanico era risultato positivo nessuno ha mai avuto dei dubbi su quello che avremmo dovuto fare, tutti erano d’accordo che la decisione giusta era quella di ritirarsi. Abbiamo avuto una grande leadership in quel momento in Andreas Seidl e Zack Brown. Poi il resto è stato tutto un vortice, ma di organizzazione perfetta. Il rientro di molti di nomi, la quarantena. Ora sono felice che tutti i membri del team, anche quelli che erano rimasti in Australia, stanno bene e sono tornati tutti a casa".

 

Sono giornate un po' strane per tutti noi che siamo abituati a viaggiare e lasciarci indietro tante cose della vita normale. Cosa stai recuperando in questi giorni?

"Hai ragione, ma cerco di approfittare di questo momento per fare quelle cose che non ho mai tempo di fare. Sistemare la mia stanza, quelle cose o magliette che non uso mai e che adesso sto raccogliendo perché le voglio mandare a chi ne ha bisogno davvero, a qualche ONG. Sto tanto con la mia famiglia ora che ho finito la mia quarantena. La più felice di questa situazione è ovviamente la mamma che può averci tutti con sé, non è più abituata a vedermi così tanto. Anche se adesso che sono diventato il suo allenatore non è più così contenta. Sto facendo tanto simulatore e allenamento, soprattutto quello".

 

Ti spaventa l’idea che forse non tornerai in macchina fino all’estate?

"Non mi spaventa ma mi preoccupa. Sono spaventato ovviamente dalle immagini e dalle notizie che mi arrivando dal mondo, quelle sì. Mi spaventa il pensiero di mettermi nei panni di tutti i medici e le infermiere che stanno combattendo davvero questa guerra, perché di una guerra si tratta per loro, ci vanno tutti i giorni. Noi stiamo a casa e siamo preoccupati, ma non possiamo essere spaventati perché non possiamo vedere quello che vedono loro effettivamente. Così rimango tranquillo perché voglio che la mia famiglia rimanga tranquilla e voglio dargli anche io quella tranquillità".

 

Ma come può un pilota in questa situazione mantenersi allenato fisicamente e mentalmente? Come sarà la prima gara della stagione dopo così tanto tempo?

"Sarà molto difficile fisicamente soprattutto. Perché i test di Barcellona, su quella pista, per noi sono importanti per quello d’inverno, perché ci preparano fisicamente alle prime gare della stagione. Facciamo così tanti giri che il nostro corpo si abitua, soprattutto il collo torna ad essere sollecitato dalle forze G e questo è importante, ci fa arrivare più pronti alla prima gara. Adesso passeremo tanto tempo senza quell’allenamento e questo sarà difficile, non si può ripetere quel tipo di allenamento in palestra e la parte fisica sarà la più complicata secondo me. Il primo venerdì che torneremo a girare non so proprio come sarà. E ancora di più i successivi sabato e domenica, lì davvero si vedrà chi è più allenato o no. Mentalmente invece preferisco non pensarci, non provare a fare ipotesi perché sarebbe ancora più difficile anche se ovviamente sono in contatto quotidiano con la gente del team. Non possiamo sapere quando torneremo a correre quindi è bene non pensarci troppo e vivere giorno per giorno, tenersi il più in forma possibile".

 

Lando lo senti? Più amico o rivale adesso?

"Mi manca adesso (ride), in questo periodo più amico perché è un momento difficile e non vorrei mai che succedesse qualcosa di male a nessuno che conosco. Ma quando tornerà a essere rivale vuol dire che saremo tornati in pista e sarò contento per quello. Quando poi avremo una McLaren che potrà lottare per il podio lo sarà ancora di più ovviamente, sarà una rivalità più difficile, ma non pensate che adesso non lo sia. Lo è come sono stati in passato in miei compagni di squadra come Kvyat, Hulkenberg, Verstappen. Sappiamo che la rivalità può crescere ma anche adesso vogliamo fortemente batterci a vicenda. È la nostra squadra che è stata brava adesso a creare un bell’ambiente, di rivalità ma sano".

 

Siete in tanti pilotI ad avere il contratto in scadenza a fine stagione. Questa situazione di stallo come può complicare le cose?

"Non le complica affatto. Adesso il mondo sta affrontando cose più difficili e le priorità sono altre. La Formula Uno è ferma ed è ferma anche per queste cose. Le gare, il futuro, la situazione contrattuale passa tutto in secondo piano ed è giusto che sia così. Dobbiamo aspettare tutti che piano piano la nostra vita torni alla normalità per ricominciare a parlare di quelle cose. Ma io non sono per nulla preoccupato perché quello che dovevo dimostrare l’ho già dimostrato lo scorso anno. Quello che conta in Formula Uno è sempre l’ultima gara e la mia gara di Abu Dhabi è andata molto bene quindi va bene così".

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