F1, GP Turchia 2020: l'analisi delle prove ufficiali a Istanbul

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Cristiano Sponton

Con Racing Point e Red Bull protagoniste, il sabato di Istanbul ha invece visto in difficoltà sia la Mercedes che la Ferrari. In condizioni di bagnato, hanno fatto la differenza la capacità di mandare in temperatura gli pneumatici e la pressione degli stessi. In caso di gara asciutta, ognuno potrà decidere con quale compound partire. Attenzione agli orari di domenica: il GP alle 11.10, sempre live su Sky Sport F1 (canale 207) e Sky Sport Uno (canale 201)

GP TURCHIA, LA DIRETTA DELLA GARA

Le qualifiche del Gp di Turchia hanno interrotto il dominio Mercedes che durava dalla prima gara stagionale. Ci si aspettava che fosse la Red Bull di Verstappen ad infrangere questa egemonia, invece, a sorpresa, è spuntata la Racing Point di Stroll.

Sono state qualifiche bagnate disputate su una pista molto scivolosa e questi due aspetti hanno stravolto le reali forze in piste. Una Racing Point che è andata alla grande in queste condizioni e lo conferma anche il terzo posto di Perez che si è giocato fino alla fine la pole position con il compagno di squadra e con Verstappen. Racing Point sembra aver azzeccato l’assetto aerodinamico e meccanico adatto per queste condizioni. Verstappen, dominatore con le full wet, non è riuscito a confermare le sue ottime performance anche nelle fasi finali delle qualifiche quando ha dovuto montare le intermedie. Con questa tipologia di compound ha faticato a trovare temperatura e, solo all’ultimo giro, è riuscito ad ottenere un crono ai livelli della Racing Point. Nonostante questo è stata una qualifica molto positiva per la Red Bull che ha portato due vetture nelle prime due file con Verstappen secondo e Albon quarto.

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Positiva la qualifica per Renault e Alfa Romeo che sono riusciti a portare entrambi i piloti in Q3. Per la scuderia di Enstone ormai non è una novità visto la competitività che sta dimostrando la R.S.20. È una sorpresa, invece, la prestazione dell’Alfa Romeo che per la prima volta in questo 2020 è riuscita a portare i suoi piloti in Q3 (Raikkonen P8, Giovinazzi P10). Le delusioni di queste qualifiche sono state la Mercedes e la Ferrari. Il team anglo-tedesco ha faticato fin dalle primissime libere e anche in condizioni di bagnato non è riuscito a ritornare nelle posizioni che gli competono. Per loro sarà una gara veramente in salita visto il sesto posto ottenuto da Hamilton e il nono di Bottas

 

La Ferrari, invece, era sempre stata competitiva in tutte le sessioni di libere ma con la pioggia è andata in crisi. Sia Vettel che Leclerc hanno faticato fin dal Q1 e il principale problema che non gli ha permesso di essere veloci è da identificare nelle gomme che non sono mai entrate nel working range corretto. Il gap che entrambi hanno rimediato nel Q2 da Verstappen è stato superiore ai 6 s e questo lo si spiega soltanto con degli pneumatici non in temperatura.

La differenza in qualifica l’hanno fatte le gomme e le pressioni

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Oltre alla pioggia il vero protagonista di queste qualifiche sono state gli pneumatici. In tutte le fasi di qualifica abbiamo visto dei distacchi abissali tra i piloti di testa e gli inseguitori e questo può essere spiegato solo dal grip generato dagli pneumatici sull’asfalto. Non si possono spiegare gap così ampi parlando di carico aerodinamico, efficienza aerodinamico e/o potenza della Power Unit. Il fattore chiave, che ha sicuramente contribuito anche alla scarsa prestazione della Ferrari, sono state le temperature delle gomme da bagnato. In queste condizioni di pista è fondamentale azzeccare la giusta pressione di gonfiaggio delle coperture. Tendenzialmente, quando la pista è scivolosa, si tende ad aumentare la pressione per diminuire l’impronta a terra della gomma. Avendo una superfice minore a contatto con l’asfalto la gomma tende a scaldarsi maggiormente perché l’energia viene trasferita su una superficie ridotta. Le pressioni elevate facilitano anche il feeling del pilota alla guida e questo gli permette di essere più aggressivo portando così maggior temperatura sugli pneumatici.

 

La Racing Point ha azzeccato la strategia giusta in Q3

La scelta che ha permesso alla Racing di ottenere questa pole position è stata quella di montare le intermedie prima della Red Bull. All’inizio della sessione il team ha diversificato la strategia tra i due piloti mandando in pista Perez con le intermedie e Stroll con le full wet. Red Bull, invece, è stata conservativa scegliendo per entrambi i piloti il compound da pioggia battente.

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Dopo aver visto il tempo di Perez tutti i piloti, compreso Stroll, Verstappen e Albon, hanno deciso di montare le intermedie ma, Racing Point, è stata più brava nell’azzeccare la giusta pressione delle gomme e questo ha permesso a Stroll di essere subito molto competitivo mentre Verstappen ed Albon hanno impiegato qualche giro prima di portare le intermedia nel giusto working range.

 

I team al via potranno con quale compound partire

I team, in caso di gara asciutta, potranno scegliere con quale compound partire al via. La pista sicuramente sarà molto scivolosa come abbiamo visto durante le prove libere di venerdì. A livello strategico, Pirelli, indica che c’è poca differenza a livello cronometrico tra una gara a singola sosta e una a doppia sosta. Bisognerà prestare parecchia attenzione al graining, specialmente nella prima parte di gara.

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